Gli Ebrei a Bacoli.

27 gennaio: Giornata Mondiale di Commemorazione in memoria delle Vittime dell’Olocausto

La ricorrenza del Giorno della Memoria il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, nel 1945, da parte dell’Armata Rossa Sovietica, è stata istituita in diversi Paesi Europei e in Italia con la Legge 211 del 20 luglio 2000, “al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (art.1). 

Dopo la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e successivamente di altri lager nazisti tra cui Belsen-Bergen, Buchenwald e Mauthausen, nel 1945, alcuni Ebrei superstiti, arrivarono a Bacoli e trovarono alloggio a Villa Scalera in località Casevecchie, in attesa di un trasferimento via mare verso la Palestina.

 

Il ruolo del Mossad

Il Mossad, riuscì a organizzare una trentina di partenze, quasi sempre notturne, spesso intercedendo con le autorità locali affinché non denunciassero i profughi agli inglesi e finendo una volta anche in carcere.

Siccome il territorio italiano era sotto il controllo degli inglesi, per facilitare la permanenza degli Ebrei clandestini era preferibile individuare dei luoghi isolati lungo le coste, dove fosse possibile trasportare con piccole imbarcazioni, le persone fino alle grandi navi, che si fermavano a pochi metri dalla riva. Questo fu il movito per cui fu scelta Bacoli!

 

Il Kibbutz di Bacoli 1945-1946

Nel marzo 1946 nacque il Kibbutz su iniziativa di un rabbino palestinese in servizio nell’esercito britannico, per accogliere inizialmente circa novanta rifugiati dell’Olocausto.
Gli Ebrei rifugiati a Bacoli appartenevano al movimento religioso sionista Mizrahi “Torah V’Avoda”, che professava l’importanza dell’osservanza religiosa della Thora e del lavoro produttivo.
Il Kibbutz di Bacoli era una “hachshara”, ovvero una comunità agricola a gestione collettiva, con una forte vocazione per la pesca, data la vicinanza al mare della località che avevano scelto.
Durante la cerimonia di fondazione della comunità furono celebrati tre matrimoni con la partecipazione di circa 300 persone.
La maggior parte dei membri del Mekor Baruch partì per la Palestina su una nave.
Il loro viaggio verso la Terra d’Israele fu fermato dagli Inglesi, che li trattennero a Cipro.
Nel giro di un anno, con permesso britannico, poterono, arrivare in Palestina.

L’organizzazione del viaggio, dai lager fino a Bacoli, ed il successivo trasferimento verso Èretz Yisraèl (Terra d’Israele) fu coodinata dal capo del Mossad d’Italia Yehuda Arazi.
L’organizzazione agevolava l’immigrazione ebraica clandestina in violazione delle restrizioni unilaterali imposte dalla Gran Bretagna (III Libro Bianco del 1939).

Nello “United States Holocaust Memorial Museum” sono conservati alcuni fotogrammi del Kibbutz di Bacoli, consultabili online sul sito del Museo (vedi didascalie delle immagini).

 

Vista del Kibbutz Mekor Baruch, per gentile concessione di Michael Tal

Vista del Kibbutz Mekor Baruch, per gentile concessione di Michael Tal (vedi fonte))

Matrimonio al Kibbutz Mekor Baruch. Per gentile concessione di Daniel Ventura

Matrimonio al Kibbutz Mekor Baruch. Per gentile concessione di Daniel Ventura (vedi fonte)

 

Ritratto di gruppo di membri del Kibbutz Mekor Baruch. Lo striscione a destra recita Chi costruirà il Negev?, mentre quello a sinistra: Costruiremo il Negev. Fotografo sconosciuto, United States Holocaust Memorial Museum.

Ritratto di gruppo di membri del Kibbutz Mekor Baruch. Lo striscione a destra recita “Chi costruirà il Negev?”, mentre quello a sinistra: “Costruiremo il Negev”.
Fotografo sconosciuto, United States Holocaust Memorial Museum (Renzo 2016, p.69).

 

Quattro Ebrei in piedi sui gradini di Villa Scalera sotto uno striscione di benvenuto nel kibbutz Mekor Baruch, per gentile concessione di Michael Tal

Quattro Ebrei in piedi sui gradini di Villa Scalera sotto uno striscione di benvenuto nel kibbutz Mekor Baruch, per gentile concessione di Michael Tal ( vedi fonte)

 

Il Vagone della Memoria nel Parco Borbonico di Bacoli

Il “Vagone della Memoria”, un carro merci risalente al periodo della II guerra mondiale, utilizzato dal Brennero per portare gli ebrei italiani nei campi di sterminio di Auschwitz – Birkenau, è stato musealizzato nel Parco Borbonico del Fusaro nel 2021, per segnare il primo passo verso la costituzione di un “Centro di documentazione della Shoah e dell’ebraismo meridionale”.

Vagone della Memoria nel parco Borbonico di Bacoli.

Vagone della Memoria nel parco Borbonico di Bacoli (fonte)

Bibliografia

S. Pocock, Bacoli, in Campania 1943, vol. II, Provincia di Napoli, zona ovest, Napoli, 2009, p. 239.

G. Race, A Bacoli, 1940-1945: Testimonianze dell’Ultimo Conflitto Mondiale, Bollettino Flegreo III, serie n.11, 2000.

C. Renzo, The organization of the Jewish refugees in Italy: cultural activities and zionist propaganda inside the displaced person camps (1943-48), in Remembrance e Solidarity, n.5/2016, pp. 61-78.

A. Sereni, I clandestini del mare. L’emigrazione ebraica in terra d’Israele dal 1948 al 1958, 1994.

 

Webgrafia

https://www.treccani.it/enciclopedia/kibbuz/

View of Kibbutz Mekor Baruch, a Poal Mizrachi fishing hachshara in Bacoli, Italy.

Four Jewish displaced persons stand on outdoor steps underneath a welcome banner in Kibbutz Mekor Baruch, a Poal Mizrachi fishing hachshara in Bacoli, Italy.

Italian Kibbutz

Ada Ascarelli Sereni e l’emigrazione degli Ebrei in Palestina

Kibbutz Mechor Baruch, Wikepedia – note

Gli ebrei esuli a Bacoli e il gruppo partito verso Israele con partenza da Bocca di Magra



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