Le foto del Parco Archeologico di Liternum (dal drone)

Liternum, la colonia romana che ospitò Scipione l’Africano

Liternum era una colonia marittima romana, gemella di Puteoli, legata alla costa flegrea e alla via Domitiana, importante nodo di scambi tra Roma, Puteoli e il Tirreno.
Il sito sorge nei pressi del lago Patria, habitat di numerose specie di uccelli e luogo ideale per passeggiate naturalistiche.

Da un punto di vista storico, Liternum ĆØ famosa soprattutto perchĆ© fu il luogo dell’esilio volontario e della morte di Publio Cornelio Scipione detto l’Africano, il generale che sconfisse Annibale a Zama.

Dunque, ĆØ proprio la visione aerea a restituire con maggiore chiarezza la struttura dell’antica cittĆ , sinora scavata.
E difatti, nelle foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone emergono con chiarezza i diversi punti di interesse del sito, riportato alla luce dagli scavi condotti dal’archeologo Amedeo Maiuri, avvenuti tra il 1932 e il 1937.

Dall’alto Ć© possibile riconoscere:

  • il Capitolium
  • il foro
  • i resti della Basilica
  • il piccolo teatro “Odeion”
  • tratti della via Domitiana.

Grazie alle immagini dal drone ĆØ possibile leggere meglio l’organizzazione dell’area archeologica, cogliere il legame tra i resti antichi e il contesto naturale circostante, in attesa che il sito archeologico venga riaperto al pubblico.

Per approfondire le singole sezioni, si rimanda alla pagina dedicata sul sito del Parco Archeologico di Liternum.

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

 

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

Quindi, oltre ai resti storici, le foto dall’alto restituiscono il panorama sempre affascinante dei Campi Flegrei.
Con l’orizzonte infinito e il lago Patria che, con la sua superficie calma, si apre verso il mare circostante.
E il paesaggio contribuisce a dare al sito una dimensione ampia, suggestiva e senza tempo.

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dal drone.

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Il fico capovolto alle terme di Baia [FOTO]

Il fico capovolto di Baia

Nel Parco Archeologico delle Terme di Baia vive un albero capovolto.

Al pari del Tempio di Mercurio o del Tempio di Diana, il fico che cresce al contrario ĆØ divenuto un’attrazione del sito flegreo.

CosƬ, anche per il gruppo di escursionisti giunti per la visita guidata di Baia sommersa e poi al Parco delle Terme di Baia ĆØ d’obbligo la foto ricordo all’ingresso della grotta, la casa dell’albero a testa in giù.

 

Al fico capovolto alle terme di Baia: foto di gruppo

 

Le ipotesi della nascita del fico capovolto alle terme di Baia

Non vi sono certezze su come sia nato il fico capovolto alle terme di Baia.
Sussistono diverse ipotesi ma non documentate con precisione scientifica.

La versione più accreditata racconta che, negli anni Quaranta, durante gli scavi che rimisero in luce il complesso termale romano, un fico selvatico presente nell’area fu distrutto.
Le radici, però, erano già ben ancorate nella roccia o nella volta.
Sopravvivendo, fecero poi rispuntare la vegetazione verso il basso dando origine alla crescita ā€œal contrarioā€ che vediamo oggi.

Altre fonti raccontano di un seme di fico che cadde sul soffitto dell’ambiente termale, trovando terriccio e fessure in cui attecchire.
Così iniziò a svilupparsi in direzione opposta alla normale gravità.

 

Il fico capovolto alle terme di Baia (foto scattata nell'aprile del 2023)

 

Quando la Natura e la Storia intrecciano i loro destini

Come per le tante attrazioni dei Campi Flegrei, anche quest’albero (unico) rientra di diritto tra le particolaritĆ  di una terra ricca di paradossi.
Un luogo la cui Bellezza ĆØ legata alla morfologia del territorio, tra vulcani (ancora attivi), mare, siti archeologici di notevole importanza, luoghi da esplorare e scoprire.

Oggi il fico capovolto alle Terme di Baia ĆØ una sorta di piccola icona del parco archeologico.
E, allora, ci chiediamo: è proprio così importante capire come sia nato, cresciuto e sopravvissuto?

Per noi resta un simbolo di come Natura e rovine romane si intreccino nel tempo.
E tanto basta per renderlo speciale.

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Le foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno [IMMAGINI DRONE]

Il Sacello degli Augustali a Miseno, Bacoli

Il Sacello degli Augustali si trova a Miseno, nel territorio di Bacoli.
ƈ un piccolo tempio romano dedicato all’imperatore Augusto dove operava il collegio degli Augustali, i sacerdoti del culto imperiale.

Il complesso nasce in etĆ  giulio‑claudia e viene rinnovato in etĆ  antonina e oggi ĆØ in parte sommerso dalle acque per effetto del bradisismo flegreo.

Struttura del tempio: statue e reperti

Il monumento ĆØ vicino al teatro romano di Miseno ed ĆØ formato da tre ambienti affiancati.
Sono in parte scavati nel tufo e in parte costruiti in muratura.

L’ambiente centrale ĆØ il vero sacello: si eleva su un podio ed ĆØ preceduto da una scalinata in marmo.
Davanti al tempio si trova l’altare per i sacrifici.

Lo scavo del sacello avviene alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
In quest’area emergono statue degli imperatori Vespasiano, Tito e Nerva.
Vengono trovate anche statue di divinitĆ  come Apollo, Venere e Asclepio.

I reperti si conservano oggi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia.

 

Foto del sacello degli Augustali a Miseno (Bacoli)

 

Il sacello degli Augustali e il bradisismo

Il Sacello degli Augustali oggi ĆØ in parte sommerso dall’acqua.
ƈ il risultato del bradisismo, il lento movimento del suolo tipico dei Campi Flegrei.

In duemila anni l’area di Miseno si ĆØ abbassata di alcuni metri rispetto al livello del mare.
Per questo il pavimento del tempio ĆØ ora sotto il livello dell’acqua e si ĆØ formato uno specchio d’acqua permanente (dove vive una piccola colonia di oche).

Il sacello diventa cosƬ un indicatore visibile dei movimenti del suolo insieme ad altri monumenti flegrei come il Macellum di Pozzuoli.
LeĀ foto del sacello degli AugustaliĀ mostrano bene questo legame tra archeologia, mare e vulcanismo attivo.

 

Foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno

Le foto del sacello degli Augustali mostrano il rapporto tra il tempio e il mare.
Le immagini dal drone evidenziano la vasca d’acqua che invade il pavimento antico.
Si vede anche la rupe di tufo che fa da sfondo al complesso.

Da apprezzare anche il paesaggio visto dall’alto: da Punta Pennata al promontorio di Capo Miseno, la spiaggia di Miliscola e la stessa Baia (grazie al nostro socio Mario Monfrecola per le foto).

Bibliografia

P. Miniero (a cura di), Il Sacello degli Augustali di Miseno, Electa Napoli, 2000.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, scheda ā€œSacello degli Augustali – Misenoā€,

Dipartimento della Protezione Civile, Il bradisismo ai Campi Flegrei.

S. Buonaguro, Il Sacello degli Augustali di Miseno: un pavimento sommerso, in studi sul paesaggio costiero flegreo.


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Visita guidata al sentiero di Capo Miseno: una passeggiata tra Storia, Natura e Mare

Visita guidata al sentiero di Capo Miseno: tra mare e natura

La visita guidata al sentiero di Capo Miseno ĆØ una delle passeggiate naturalistiche più suggestive dei Campi Flegrei, ideale per chi ama il trekking, la fotografia e il contatto diretto con la natura.

Situato a Bacoli, il promontorio di Miseno regala un percorso panoramico tra profumi mediterranei, cespugli di ginestra e viste spettacolari sul Golfo di Napoli, Procida e Ischia.

Il cammino ĆØ semplice e adatto a tutti, anche a chi non ha esperienza di escursionismo.
Lungo il percorso si attraversano tratti di macchia mediterranea e punti panoramici che invitano a fermarsi per ammirare i contrasti di luce e colore che solo questa zona sa offrire.

Sentiero di Capo Miseno: una visita guidata tra Storia, Natura e mare

 

Il faro di Miseno e la magia del tramonto

Tra i luoghi più emozionanti c’ĆØ senza dubbio ilĀ faro di Miseno, una struttura sospesa tra cielo e mare, che si inserisce nella linea d’orizzonte dove tramonta il sole dietro l’isola di Ischia in uno spettacolo di luce e quiete.

Un’esperienza perfetta per chi cerca relax, silenzio e un contatto autentico con il paesaggio flegreo.

 

Sentiero di Capo Miseno: una visita guidata tra Storia, Natura e mare

 

Un itinerario da vivere tutto l’anno

Il sentiero di Capo Miseno  ĆØ percorribile in ogni stagione: in primavera i colori sono più vivi, d’estate il cielo limpido esalta i panorami, in autunno la luce calda rende il luogo ancora più suggestivo.

Un itinerario capace di unire natura, storia e poesia in un’unica passeggiata affacciata sul mare.
Uno spettacolo ancora più affascinante al tramonto.

 

Come prenotare la visita guidata al sentiero di Capo Miseno

Per informazioni e prenotazioni per la tua visita guidata contattateci ai seguenti canali:

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Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli

Guided Tour to the Flavian Amphitheater of Pozzuoli: details

TThe Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli organized by Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS, invites you to explore Italy’s third-largest Roman amphitheater—seating 40,000 spectators, surpassed only by Rome’s Colosseum and Capua’s arena.

Constructed during the Flavian dynasty (69-96 AD), this architectural masterpiece became Pozzuoli’s entertainment epicenter, hosting gladiatorial contests and venationes (beast hunts).
Located in the restless Phlegraean Fields, the amphitheater survived volcanic activity and earthquakes, preserving its elliptical structure remarkably intact.

During the Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli, you’ll walk the arena floor where gladiators faced wild beasts, climb preserved seating tiers offering panoramic views, and descend into underground passages revealing the hypogeum’s engineering genius.

Here, massive wooden elevators—operated by slave labor—lifted lions, bears, and elephants through trapdoors for surprise attacks. Our expert guides explain how these mechanisms created dramatic spectacle moments.

The tour connects this monument to Pozzuoli’s Roman port prosperity and the Campi Flegrei’s volcanic geology.

Exclusive aerial drone photos capture the site’s grandeur from above.

 

Aerial drone view Flavian Amphitheater Pozzuoli


How to book your visit at Pozzuoli

Booking: contact us via phone number, chat whatsapp or email (or use the contact form)

Don’t miss this unique opportunity to explore Roman Pozzuoli with passionate local archaeologists.
Perfect for history lovers and families!

 

Aerial drone view Flavian Amphitheater Pozzuoli

 

The photo gallery from the drone

We’re sharing the spectacular drone footage of the Flavian Amphitheater Pozzuoli.
We look forward to welcoming you for a unique and personalized guided tour!

On tour in Pozzuoli

Once you arrive in Imperial Puteoli, you can expand your itinerary and discover various points of interest.
For example, on a guided tour of the Flavian Amphitheater in Pozzuoli some time ago, we visited nearby Villa Avellino to complete our walk through history and unforgettable views.

Here are some shots to remember and revisit.


Read the Italian version



Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: scopri lo splendore del grande anfiteatro romano dall’alto e dal vivo [FOTO DRONE]

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: i dettagli

Vivi un’esperienza unica con la nostra visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei monumenti romani più imponenti d’Italia.
Situato nel cuore dei Campi Flegrei, questo straordinario anfiteatro — terzo per grandezza in Italia, dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua (attuale SMCV) — racconta secoli di storia, architettura e spettacoli gladiatori.

Durante la visita ti accompagneremo alla scoperta delle gallerie sotterranee perfettamente conservate, dei passaggi che collegavano l’arena ai locali dei gladiatori e delle splendide prospettive panoramiche che solo questo sito sa offrire.

Per mostrare la bellezza (e del panorama circostante), condividiamo le foto spettacolari scattate con il drone.
Immagini che mostrano l’anfiteatro come non l’hai mai visto: dall’alto, immerso nel paesaggio flegreo, tra Pozzuoli, il Rione Terra e il mare.

 

 

Vuoi arricchire l’esperienza?

Se lo desideri, potrai scegliere di aggiungere al tour:

šŸŸļø La visita guidata al Rione Terra
Per vivere un’esperienza unica tra vicoli antichi, scorci mozzafiato e testimonianze straordinarie del passato (leggi tutti i dettagli)

šŸŒ‹ Panoramica sulla Solfatara
Un affaccio suggestivo su uno dei vulcani più affascinanti dei Campi Flegrei, tra vapori, fumarole e paesaggi lunari.

 

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: come prenotare

Partecipa anche tu alla nostra prossima visita a Pozzuoli e dintorni, lasciati affascinare dalla storia viva dei Campi Flegrei.
Per informazioni e prenotazioni contattateci ai seguenti canali:

 

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

 

La galleria fotografica dal drone

Condividiamo le spettacolari immagini dell’anfiteatro Flavio di Pozzuoli registrate dal drone.
Ti aspettiamo per una visita guidata unica e personalizzata!
(foto del nostro socio Mario Monfrecola)


Dall’anfiteatro Flavio di Pozzuoli a Villa Avellino

Una volta giunti nella Puteoli Imperiale, ĆØ possibile arricchire i percorsi e scoprire diversi punti di interesse.
Ad esempio, in una delle visita guidata all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli di qualche tempo fa, abbiamo raggiunto la vicina Villa Avellino per completare la passeggiata tra Storia e panorami indimenticabili.

Ecco qualche scatto da ricordare, rivedere.

Ti aspettiamo per un viaggio tra mito e archeologia, prenota subito!

Read the English version

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal cielo: prospettiva unica!

Osservare l’anfiteatro di Cuma dall’alto permette di evidenziare la grandezza del sito archeologico in tutta la sua bellezza.
E, grazie alle immagini provenienti dal drone, si apprezza la sua forma ellittica e i resti, testimonianza dell’antico impero romano nei Campi Flegrei.
Ma dal cielo ĆØ ben visibile anche la campagna lussureggiante che, nel tempo, avanza e ricopre un luogo dove duemila anni fa la vita pullulava in tutte le sue forme.

 

Le foto dell'anfiteatro di Cuma dal drone

 

La storia (dal cartellone presente nel sito)

Per completezza di informazione, riportiamo la descrizione dell’area archeologica dal cartellone presente nel sito.

 

L’anfiteatro di Cuma

L’Anfiteatro cumano viene edificato alla fine del I sec. a.C., appena fuori dalla cinta muraria della cittĆ , poco distante da una delle porte che aprono al suburbio meridionale, addossandosi parzialmente alle pendici della collina del Monte Grillo.
La collocazione extraurbana, non insolita per gli edifici di spettacolo, si deve alla necessitĆ  di controllare i flussi di spettatori e all’assenza in area urbana di spazi estesi disponibili.
La medesima ragione per cui in etĆ  romana il suburbio meridionale si popola di lussuose ville marittime e collinari.

 

L’anfiteatro cumano ĆØ tra i più antichi della Campania

L’impianto ricalca la tipologia più antica degli anfiteatri, priva di sotterranei e poggiante su un declivio naturale per una parte della cavea, nel caso cumano quella orientale.
L’Anfiteatro cumano rientra cosƬ fra i più antichi della Campania, insieme a quelli di Pompei e di Liternum e ai primi impianti, oggi perduti, degli anfiteatri di Capua e di Puteoli, dimostrando il prestigio che la civitas sine suffragio mantiene in etĆ  romana, forte dell’alleanza con l’Urbe.

Le dimensioni

Il monumento ha i due principali ingressi sull’asse maggiore, lungo circa 90 m, dei quali ĆØ stato messo in luce quello meridionale; la cavea tripartita (ima, media e summa) e un corridoio anulare superiore che dava accesso alle sedute sommitali, almeno nel settore orientale.

Nel II sec. d.C. l’edificio subisce importanti rifacimenti con abbassamento di quota e restrizione dell’arena, la realizzazione di un podio che sorreggeva l’ima cavea.
E, inoltre, la creazione di un nuovo muro perimetrale con fondazioni ad archi e pilastri, cui ĆØ connesso il sistema di alloggiamento dell’impianto del velarium, che offriva ombra agli spettatori.

Sul lato orientale, nell’area dove sorge la Villa Vergiliana, edificata nel 1911 dalla SocietĆ  Archeologica di Stoccarda e in seguito sede della Vergilian Society, istituto americano di studi classici, doveva sorgere un tempietto associato alla parte sommitale del monumento (templum in summa cavea).

 

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Dalla galleria fotografica proveniente dal drone ĆØ possibile osservare la vicina foresta di Cuma.
E, spingendo la vista all’orizzonte, si apprezzerĆ  lo spettacolare panorama flegreo fino al lago di Fusaro (con uno zoom, si intravede la casina vanvitelliana).

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone.
Buona visione šŸ™‚

 

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La Montagna Spaccata di Quarto come non l’avete mai vista [FOTO DRONE]

La Montagna Spaccata: l’attuale via Campana tra Quarto e Pozzuoli

Il sito archeologico di Montagna Spaccata, situato nel comune di Pozzuoli lungo l’attuale via Campana, rappresenta un luogo di grande interesse storico.
Esso ĆØ stato recentemente oggetto di un intervento di valorizzazione attraverso l’illuminazione artistica delle mura di epoca romana.

Il varco si colloca lungo il tracciato della strada pubblica basolata denominata consularis Puteolis–Capuam, importante arteria di collegamento tra le due cittĆ .
In particolare, il passaggio si trova al terzo miglio ed ĆØ stato realizzato mediante il taglio di una porzione della cinta collinare del vulcano Montagna Spaccata.

Nel 2022 l’Associazione ha aderito al progetto di valorizzazione del monumento archeologico, contribuendo alla realizzazione dell’illuminazione artistica delle mura, con l’obiettivo di esaltarne il valore storico e paesaggistico.

 

La Montagna Spaccata di Quarto come non l'avete mai vista [FOTO DRONE]

 

La galleria fotografica (dal drone)

Per evidenziare al meglio la grandezza dell’opera, utilizziamo il drone.
Dall’alto, ĆØ ben visibile il taglio della collina, un tratto di strada che delimita anche il confine tra i comuni di Quarto e Pozzuoli.
Un ringraziamento al nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dall’alto.

 



Le Idi di Marzo nei Campi Flegrei: le foto di Piscina Mirabilis e Cento Camerelle

Domenica 15 marzo: le foto di Piscina Mirabilis e di Cento Camerelle

Ecco, ci siamo immersi nella Bellezza!
Oggi (domenica 15 marzo) abbiamo ricordato le Idi di Marzo in uno dei luoghi più suggestivi della Terra flegrea tra le maestose volte della Piscina Mirabilis e il fascino misterioso delle Cento Camerelle.
E, per rivivere la magia di questo luogo unico, raccogliamo le emozioni con le foto della Piscina Mirabilis!

Un viaggio nel tempo che non ĆØ solo memoria di una data storica ma immersione nella storia di una terra vulcanica … da tutti i punti di vista.

Qui riecheggiano i nomi dei grandi protagonisti di Roma come Augusto che rese questi luoghi cuore strategico dell’Impero.
Ma anche Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, testimoni di un mondo antico sospeso tra natura e storia.
Senza dimenticare Claudio, Adriano e Antonino Pio, imperatori che hanno lasciato tracce profonde in questo straordinario territorio.

Cosa possiamo aggiungere, poi, della maestosa Piscina Mirabilis?
Ogni volta che la visitiamo, colpisce, stupisce, meraviglia.
Camminare al suo interno significa attraversare navate silenziose dove luce e ombra disegnano prospettive sempre diverse.
E, sempre, questo sito quasi magico offre infinite occasioni per nuovi approfondimenti e … perchĆ© no, anche nuove foto di particolari nascosti!

Tra architetture monumentali, mare e vulcani, la Terra flegrea continua a raccontare storie millenarie a chi ha voglia di ascoltarle.
CosƬ, mentre passeggiamo per le stradine di Bacoli perdendoci nel panorama mozzafiato, ripensiamo alle foto della Piscina Mirabilis e gli scorci delle Cento Camerelle per fissare per sempre l’incanto di questa doppia visita guidata!

La doppia visita guidata del 15 marzo: le foto di Piscina Mirabilis e Cento Camerelle

 

La galleria fotografica

La storia non ĆØ mai lontana … nei Campi Flegrei ĆØ sotto i nostri piedi e davanti ai nostri occhi!
Grazie a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi questa giornata di storia, bellezza e memoria.

 


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Le foto del castello di Baia (dal drone)

Le foto del castello di Baia dall’alto

Quante volte abbiamo visitato il Museo Archeologico dei Campi Flegrei osservando i suoi tesori – dalle statue imperiali ai mosaici romani – rigorosamente dall’interno, immersi tra le mura aragonesi del XV secolo?
Stavolta, ribaltiamo la prospettiva:  proponiamo le foto del castello di Baia scattate … dal cielo!

Queste immagini mozzafiato sono registrate dal drone in una nuvolosa giornata di inizio marzo.
Con un meteo non ideale per i colori ma perfetto per registrare la Bellezza intramontabile del panorama.

CosƬ, da settanta metri d’altezza, emerge la figura maestosa del Castello Aragonese.
Che, con le sue torri squadrate, le mura possenti si erge imponente sulle scogliere a picco sul mare.

Le foto del castello di Baia dall'alto

 

Dall’alto, panorama mozzafiato

Dal drone ĆØ possibile ammirare ogni dettaglio: il piazzale d’accesso, i giardini pensili e le fortificazioni che dominano il Golfo di Napoli, quasi a vegliare sull’orizzonte.
Con le colline vulcaniche dei Campi Flegrei che si fondono nel blu infinito del mare.

Questo scenario evoca l’antica Baia romana – meta di imperatori come Claudio e Adriano – con le sue ville sommerse e i misteri del bradisismo che ancora oggi affascinano visitatori che giungono da ogni parte del mondo.

CosƬ, stabile nel cielo, il drone ruota su se stesso immortalando il mitico Capo Miseno, il promontorio legato alle leggende di Enea e alle flotte romane.

E allora, non ci resta che augurarvi buona visione con una serie di foto del castello di Baia scattate ad altezze crescenti!
Vi aspettiamo per una visita guidata šŸ™‚



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