Metti una sera d’estate al Castello di Baia

Visita guidata di sera al Castello di Baia: tutti i sabato di luglio dalle ore 20,00

Ci sono diversi modi per trascorrere una serata d’estate, ma chi ha partecipato alla nostra visita guidata di sera al Castello di Baia di sabato 27 giugno sceglie un modo nuovo e diverso.

Eh sƬ, perchƩ ben presto la visita guidata si rivela un momento di condivisione, un viaggio nel tempo tra storia, panorami e un piccolo dolce apprezzato da tutti.

La fortezza, immersa nella luce del tramonto, offre un’esperienza più raccolta e suggestiva rispetto alle visite diurne.

L’attraversamento del ponte levatoio restitusce da subito la percezione dell’antico sistema difensivo.
Il nuovo Padiglione del Cavaliere (leggi anche la storia dell’Amazzone di Baia), uno degli spazi più apprezzati dai partecipanti per il suo recente allestimento e per le emozioni al di lĆ  del tempo che lo accompagna.
E poi la coinvolgente Sala Cuma, dove il gruppo si immerge tra le vicende del territorio flegreo in un’atmosfera resa ancora più intensa dalla visita serale.

Senza dimenticare un momento semplice ma molto gradito: la degustazione di un dolce, occasione per condividere impressioni e commenti.

Ecco, la nostra visita guidata al castello di Baia trasforma una normale sera d’estate in un’occasione diversa, tra cultura e convivialitĆ .

 

Visita guidata di sera al Castello di Baia: tutti i sabato di luglio dalle ore 20,00

 

I dettagli della visita serale [dal 4 luglio e tutti i sabato dalle ore 20,00]

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza la visita guidata personalizzata al Castello di Baia per privati, associazioni, gruppi:

  • quando: sabato 4 luglio (e tutti i successivi sabato di luglio dalle ore 20,00)
  • dove: appuntamento all’ingresso del Castello di Baia
  • ĆØ possibile parcheggiare l’auto nei parcheggi limitrofi

 

Come prenotare la tua visita guidata al Castello di Baia di sera

Per informazioni e prenotazioni per la tua visita guidata contattaci ai seguenti canali:

Ti aspettiamo!

Per approfondire: guarda le foto del Castello di Baia dal drone

 

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L’Amazzone di Baia nelle nuove sale del Padiglione del Cavaliere

L’Amazzone di Baia al Museo Archeologico dei Campi Flegrei

L’opera scultorea, che qui si presenta, ĆØ la testa dellā€™ā€œAmazzoneā€ conservata al Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia.
Il museo ĆØ ospitato nel Castello di Baia e raccoglie reperti provenienti dall’area flegrea.

Si tratta di una scultura legata al famoso tema greco dell’Amazzone ferita, un soggetto nato nel V secolo a.C. e noto attraverso copie romane di originali greci in bronzo perduti.

Il tema era associato alla gara artistica per il santuario di Artemide a Efeso in Asia Minore (attuale Turchia), come scrive Plinio il Vecchio, a cui parteciparono scultori come Policleto, Fidia e Cresila.

 

L'Amazzone di Baia nelle nuove sale del Padiglione del Cavaliere al Museo Archeologico dei Campi Flegrei

 

Fu rinvenuta nei primi anni Venti del Novecento nel porto di Baia

Nella bottega di Baia, come ĆØ noto, si realizzavano copie fedeli di statue originali greche celebri e tra queste anche la nostra Amazzone esposta nelle sale di recente apertura nel padiglione del Cavaliere.

Rinvenuta nei primi anni Venti del Novecento nel porto di Baia, tra resti di strutture sommerse pertinenti probabilmente al palazzo imperiale, la testa di Amazzone, in marmo pentelico, h 29 cm, mostra l’ideale dell’Amazzone sconfitta ma nobile, cioĆØ una guerriera forte che, pur ferita, mantiene la sua dignitĆ  e la sua bellezza.

 

Chi erano le Amazzoni?

I Greci vedevano le Amazzoni come un popolo di donne guerriere che vivono senza uomini in una societĆ  separata.
Per la mentalitĆ  greca antica questo era un capovolgimento dell’ordine tradizionale, quindi il conflitto diventava simbolico, ossia la civiltĆ  greca contro un mondo selvaggio.

 

Quali sono gli Eroi greci che combattono contro di loro?

Secondo il mito Eracle affronta le Amazzoni per conquistare la cintura della regina Ippolita come una delle sue fatiche.
Un altro eroe ĆØ Teseo che viene collegato alla guerra contro le Amazzoni e al rapimento e sposalizio di Ippolita in alcune versioni.

 

Chi era Pentesilea?

Pentesilea era la regina delle amazzoni.
Ella durante la guerra di Troia, aiutò i Troiani a combattere contro i Greci, ma venne uccisa da Achille (Quinto Smirneo, Posthomerica, III-IV secolo d.C.).

Secondo gli attuali studi sull’iconografia l’amazzone baiana, improbabile Pentesilea, ĆØ vicina ai modelli iconografici diffusi nel V sec. a.C., che rappresentavano l’Amazzone ferita.
Pertanto si potrebbero trovare confronti con l’Amazzone ferita, conservata ai Musei Capitolini, un esemplare copia romana dell’amazzone di Policleto, firmata dal copista ateniese Sosikles.

 

 

Riferimenti bibliografici

D’Antonio M., Campi Flegrei. Guida alla scoperta delle Terre di fuoco, Napoli, 2003.

D’ Antonio M., Campi Flegrei. Viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni, Napoli, 2021.

Gialanella C., Nova antiqua phlegraea, Napoli, 2003.

Miniero P., Zevi F. (a cura di), Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Catalogo generale. Liternum, Baia, Miseno, Napoli, vol. 3, 2008, p.125.

Sitografia

Museo archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia

Statua di Amazzone ferita firmata da Sosikles

Testa di Amazzone, progetto MUSAS


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Castello di Baia di sera: visita guidata [tutti i sabato di agosto ore 19.30]

Castello di Baia di sera: passeggiata al museo (e nuove sale)

C’ĆØ un momento della giornata in cui il Castello di Baia diventa ancora più affascinante: ĆØ il momento in cui il tramonto lascia spazio alle luci della sera e il golfo si accende di riflessi e di colori.

Con la visita guidata “Sulle Orme degli Dei”, il Castello di Baia di sera si trasforma in uno scenario suggestivo dove archeologia, paesaggio e tradizioni locali si incontrano in un’esperienza unica.

 

PerchƩ visitare il Castello di Baia di sera

La visita serale permette di vivere uno dei luoghi più iconici dei Campi Flegrei in un’atmosfera completamente diversa rispetto alle ore diurne.

Le terrazze panoramiche del castello offrono vedute spettacolari sul golfo di Pozzuoli, Baia, Procida e Ischia, mentre il racconto della nostra guida accompagna i partecipanti tra vicende storiche, miti antichi e curiositĆ  archeologiche.

Durante il percorso visiteremo gli spazi del Castello di Baia e le sale del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, custode di reperti straordinari provenienti dall’antica Baia, da Cuma e dagli altri siti archeologici del territorio.

 

 

I dettagli della visita serale [tutti i sabato di agosto dalle ore 19.30]

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza la visita guidata personalizzata al Castello di Baia per privati, associazioni, gruppi:

  • quando: tutti i sabato di agosto dalle ore 19.30)
  • dove: appuntamento all’ingresso del Castello di Baia
  • ĆØ possibile parcheggiare l’auto nei parcheggi limitrofi

 

Come prenotare la tua visita guidata al Castello di Baia di sera

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Una visita al castello di Baia. Alla scoperta di tre iscrizioni speciali!

Le tre iscrizioni al castello di Baia

Le epigrafi conservate nelle antiche chiese e nei castelli dell’area flegrea rappresentano una preziosa testimonianza storica del dominio spagnolo e borbonico nel Mezzogiorno d’Italia.

Le tre iscrizioni qui analizzate, provenienti dal contesto del castello di Baia e dei suoi ambienti religiosi, raccontano vicende di militari, nobili e funzionari che tra Seicento e Settecento ricoprirono importanti incarichi al servizio della monarchia.

Don Diego Quintano de Rosales, il castellano della fortezza di Baia

La prima iscrizione, in spagnolo antico, ĆØ dedicata a Don Diego Quintano de Rosales, marchese di Matonte e cavaliere dell’Ordine di Santiago.

La lapide ricorda la sua lunga carriera militare e amministrativa. Fu capitano della fanteria spagnola e della cavalleria, oltre che castellano del Castello di Baia per vent’anni.

Il testo sottolinea, anche, il servizio prestato alla corona di Filippo IV, nello stato di Milano e nella Fiandre.
La memoria si conclude con la data della morte, avvenuta il 9 luglio 1655, all’etĆ  di cinquantasei anni.

L’epigrafe, caratterizzata da grafia monumentale e forme linguistiche arcaiche, rappresenta un esempio significativo della scultura celebrativa spagnola dell’epoca.

 

La visita al castello di Baia: l'iscrizione dedicata a Don Diego Quintano de Rosales, il castellano della fortezza di Baia

 

L’iscrizione dedicata a Ferdinando IV di Borbone

La seconda iscrizione, in latino, appartiene, invece, all’etĆ  borbonica e ricorda il re Ferdinando IV di Borbone.
Il sovrano viene celebrato come il committente del restauro della chiesa della Beata Vergine della Pila, ricostruita nel 1784, perchƩ ormai deteriorata dal tempo.

Il testo segue il tipico stile encomiastico settecentesco. Ferdinando IV ĆØ descritto come principe ā€œPio, Augusto e Magnificoā€, figlio di Carlo III, nipote di Filippo V e pronipote del serenisimo Luigi, re di Gerusalemme e di Sicilia.

La lapide ricorda due figure locali coinvolte nell’opera di restauro, ossia il parroco don Giovanni Manganella e Galeazzo Mariscotto di Montalbano, membro dell’Ordine Costantiniano e prefetto delle guarnigioni di Baia e Pozzuoli.

L’iscrizione testimonia non solo l’importanza religiosa dell’edificio, ma anche il legame tra le autoritĆ  ecclesiastiche, militari e la monarchia borbonica.

La visita al castello di Bai e l'iscrizione dedicata a Ferdinando IV di Borbone

 

Giuseppe Nicola Caldarera

La terza lapide ĆØ una memoria funeraria latina dedicata a Giuseppe Nicola Caldarera, patrizio palermitano e marchese di Caldarera.

L’iscrizione ne esalta le qualitĆ  morali — onestĆ , modestia e fedeltĆ  alla giustizia — secondo i canoni della tradizione epigrafica nobiliare. Anche in questo caso emerge il ruolo strategico di Baia e Pozzuoli. Caldarera fu, infatti, governatore del castello e prefetto di una coorte militare siracusana.

Il testo specifica con precisione l’etĆ  del defunto — quarantatre anni, cinque mesi e sette giorni — e la data della morte, il 16 gennaio 1722.

La lapide fu posta dal sacerdote Emanuele Caldarera in memoria del ā€œcarissimo nipoteā€, definito dotato di ā€œanima innocentissimaā€.

La visita al castello di Baia:: l'iscrizione dedicata a Giuseppe Nicola Caldarera

 

La visita al castello di Baia e l’importanza delle tre iscrizioni

Nel loro insieme, queste tre iscrizioni offrono uno spaccato della storia politica e militare dell’Italia meridionale tra il dominio del Viceregno spagnolo, del Viceregno Asburgico d’Austria e il Regno spagnolo borbonico.

Attraverso formule solenni, titoli nobiliari e riferimenti religiosi, le epigrafi celebrano il prestigio sociale, il servizio alla monarchia e la continuitĆ  del potere nelle terre flegree.

Oltre al loro valore storico, esse costituiscono importanti documenti linguistici, infatti il passaggio dallo spagnolo secentesco al latino ufficiale del Settecento riflette l’evoluzione culturale e amministrativa del Regno di Napoli nel corso di due secoli.

 

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Le foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno [IMMAGINI DRONE]

Il Sacello degli Augustali a Miseno, Bacoli

Il Sacello degli Augustali si trova a Miseno, nel territorio di Bacoli.
ƈ un piccolo tempio romano dedicato all’imperatore Augusto dove operava il collegio degli Augustali, i sacerdoti del culto imperiale.

Il complesso nasce in etĆ  giulio‑claudia e viene rinnovato in etĆ  antonina e oggi ĆØ in parte sommerso dalle acque per effetto del bradisismo flegreo.

Struttura del tempio: statue e reperti

Il monumento ĆØ vicino al teatro romano di Miseno ed ĆØ formato da tre ambienti affiancati.
Sono in parte scavati nel tufo e in parte costruiti in muratura.

L’ambiente centrale ĆØ il vero sacello: si eleva su un podio ed ĆØ preceduto da una scalinata in marmo.
Davanti al tempio si trova l’altare per i sacrifici.

Lo scavo del sacello avviene alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
In quest’area emergono statue degli imperatori Vespasiano, Tito e Nerva.
Vengono trovate anche statue di divinitĆ  come Apollo, Venere e Asclepio.

I reperti si conservano oggi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia.

 

Foto del sacello degli Augustali a Miseno (Bacoli)

 

Il sacello degli Augustali e il bradisismo

Il Sacello degli Augustali oggi ĆØ in parte sommerso dall’acqua.
ƈ il risultato del bradisismo, il lento movimento del suolo tipico dei Campi Flegrei.

In duemila anni l’area di Miseno si ĆØ abbassata di alcuni metri rispetto al livello del mare.
Per questo il pavimento del tempio ĆØ ora sotto il livello dell’acqua e si ĆØ formato uno specchio d’acqua permanente (dove vive una piccola colonia di oche).

Il sacello diventa cosƬ un indicatore visibile dei movimenti del suolo insieme ad altri monumenti flegrei come il Macellum di Pozzuoli.
LeĀ foto del sacello degli AugustaliĀ mostrano bene questo legame tra archeologia, mare e vulcanismo attivo.

 

Foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno

Le foto del sacello degli Augustali mostrano il rapporto tra il tempio e il mare.
Le immagini dal drone evidenziano la vasca d’acqua che invade il pavimento antico.
Si vede anche la rupe di tufo che fa da sfondo al complesso.

Da apprezzare anche il paesaggio visto dall’alto: da Punta Pennata al promontorio di Capo Miseno, la spiaggia di Miliscola e la stessa Baia (grazie al nostro socio Mario Monfrecola per le foto).

Bibliografia

P. Miniero (a cura di), Il Sacello degli Augustali di Miseno, Electa Napoli, 2000.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, scheda ā€œSacello degli Augustali – Misenoā€,

Dipartimento della Protezione Civile, Il bradisismo ai Campi Flegrei.

S. Buonaguro, Il Sacello degli Augustali di Miseno: un pavimento sommerso, in studi sul paesaggio costiero flegreo.


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La Dea Minerva e la (vecchia) cento lire italiana

La Dea Minerva per i romani era la dea Atena per i greci

Nei Campi Flegrei non abbiamo molte attestazioni di ritrovamenti di statue della dea Minerva (per i romani, Atena per i greci)
Il solo esempio di Atena proviene dal Rione Terra ed ĆØ esposta nel Museo Archeologico di Campi Flegrei nel Castello di Baia.

Dal punto di vista iconografico, la copia romana della testa dell’Atena Lemnia di Fidia puteolana ĆØ molto diversa dal tipo di statua riportata sulla moneta da 100 lire del vecchio conio.

L’Atena Lemnia del Rione Terra, che doveva quasi sicuramente essere collocata nel Capitolium della colonia marittima di Puteoli, ĆØ stata ritrovata in seconda deposizione nei criptoportici.
L’augustea opera marmorea rappresenta la giovane Atena presenta, dal volto ovale, dai tratti quasi giovanili, con capelli corti e mossi, divisi da una scriminatura centrale in due fasce e trattenuti da una taenia.

La Dea Minerva ĆØ la (vecchia) cento lire italiana

 

L’iconografia della ā€œvecchiaā€ 100 lire italiana: continuitĆ  simbolica tra antichitĆ  e modernitĆ 

Questo articolo analizza il legame tra la figura di Minerva e l’iconografia della moneta italiana da 100 lire, coniate principalmente tra il 1955 e il 1989.
Attraverso un approccio storico-iconografico, si evidenzia come la rappresentazione della dea della sapienza e delle arti rifletta valori culturali, civici e identitari dell’Italia repubblicana nel secondo dopoguerra.

 

Introduzione

Le monete non sono semplici strumenti economici, ma veri e propri veicoli simbolici.
Nel caso della Repubblica Italiana, la scelta di raffigurare la dea Minerva sulla moneta da 100 lire rappresenta una dichiarazione culturale, ossia il recupero dell’ereditĆ  classica come fondamento dell’identitĆ  nazionale dopo il 2 giugno 1946.

La Dea Minerva (Atena) nella tradizione classica

La dea Minerva, equivalente romana della dea greca Atena, ĆØ associata alla sapienza, alla strategia militare, alle arti e ai mestieri.
Nella tradizione iconografica antica, ĆØ frequentemente rappresentata con:

  • elmo (simbolo di razionalitĆ  e difesa strategica)
  • lancia (potere e autoritĆ )
  • scudo o egida (protezione)
  • civetta (sapienza).

Questi elementi definiscono Minerva come una divinitĆ  razionale e civilizzatrice, distante dalla violenza cieca e più vicina alla disciplina e all’intelligenza.

La Dea Minerva e la (vecchia) cento lire italiana

 

La 100 lire italiana: contesto storico

La moneta da 100 lire con Minerva fu introdotta nel 1955, in un periodo cruciale per l’Italia: la ricostruzione postbellica e il cosiddetto ā€œmiracolo economicoā€.
Il Paese, probabilmente, cercava simboli capaci di unire passato e futuro, tradizione e progresso.
L’adozione di Minerva, con buona probabilitĆ , rispondeva a questa esigenza.

 

Analisi iconografica della moneta

La moneta presenta due lati:

Dritto (fronte)

  • Testa femminile cinta con alloro, che simboleggia l’allegoria della Repubblica Italiana.

Rovescio

  • Figura intera di Minerva in piedi, rivolta verso destra, con elmo corinzio.
  • Impugna una lancia.
  • Accanto a lei ĆØ raffigurato un albero (spesso interpretato come ulivo).

Una possibile interpretazione simbolica:

  • Postura eretta: stabilitĆ  e forza morale dello Stato
  • Lancia: difesa dei valori civici e culturali
  • Albero di ulivo: pace, crescita e radicamento nel territorio
  • Stile essenziale: modernizzazione dell’iconografia classica, adattata a un linguaggio visivo del XX secolo.

 

ContinuitĆ  e trasformazione del simbolo

L’immagine di Minerva sulla moneta non ĆØ una semplice ripresa di un’iconografia antica, ma una reinterpretazione in chiave moderna.
Si potrebbe ritrovare la volontĆ  di una ā€œlaicizzazioneā€ del simbolo:

  • da divinitĆ  religiosa → a personificazione di valori civili;
  • da figura mitologica → a icona nazionale.

Questa trasformazione riflette il passaggio da una societĆ  tradizionale a una Repubblica Democratica, in cui il sapere e il lavoro assumono un ruolo centrale.

L’iconografia della 100 lire con Minerva rappresenta, quindi, un esempio significativo di come simboli antichi possano essere reinterpretati per esprimere valori contemporanei.
Secondo alcune interpretazioni, la dea, da figura mitologica, diventerebbe l’emblema della Repubblica Italiana: razionale, operosa e orientata al progresso.

In questo senso, la moneta non ĆØ solo un mezzo di scambio, ma un documento culturale che testimonia il dialogo continuo tra passato e presente.

La Minerva della 100 lire ĆØ una semplificazione ideologica della Minerva romana: non più una dea che interviene nel mondo, ma un’icona che rappresenta ordine, sapere e progresso.



Bibliografia

John Boardman, Greek Sculpture: The Classical Period, 1987.

Karl Kerenyi, Gli dei e gli eroi della Grecia, 1963.

Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae (LIMC)

Erika Simon, Die Gƶtter der Griechen, 1985.


Le foto del castello di Baia (dal drone)

Le foto del castello di Baia dall’alto

Quante volte abbiamo visitato il Museo Archeologico dei Campi Flegrei osservando i suoi tesori – dalle statue imperiali ai mosaici romani – rigorosamente dall’interno, immersi tra le mura aragonesi del XV secolo?
Stavolta, ribaltiamo la prospettiva:  proponiamo le foto del castello di Baia scattate … dal cielo!

Queste immagini mozzafiato sono registrate dal drone in una nuvolosa giornata di inizio marzo.
Con un meteo non ideale per i colori ma perfetto per registrare la Bellezza intramontabile del panorama.

CosƬ, da settanta metri d’altezza, emerge la figura maestosa del Castello Aragonese.
Che, con le sue torri squadrate, le mura possenti si erge imponente sulle scogliere a picco sul mare.

Le foto del castello di Baia dall'alto

 

Dall’alto, panorama mozzafiato

Dal drone ĆØ possibile ammirare ogni dettaglio: il piazzale d’accesso, i giardini pensili e le fortificazioni che dominano il Golfo di Napoli, quasi a vegliare sull’orizzonte.
Con le colline vulcaniche dei Campi Flegrei che si fondono nel blu infinito del mare.

Questo scenario evoca l’antica Baia romana – meta di imperatori come Claudio e Adriano – con le sue ville sommerse e i misteri del bradisismo che ancora oggi affascinano visitatori che giungono da ogni parte del mondo.

CosƬ, stabile nel cielo, il drone ruota su se stesso immortalando il mitico Capo Miseno, il promontorio legato alle leggende di Enea e alle flotte romane.

E allora, non ci resta che augurarvi buona visione con una serie di foto del castello di Baia scattate ad altezze crescenti!
Vi aspettiamo per una visita guidata šŸ™‚



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Il diploma militare di Quarto. La decifrazione dell’iscrizione

La testimonianza di un diploma militare di Quarto ritrovato in una villa rustica

La sala XXXIII del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia (Bacoli, provincia di Napoli), ospita un’assoluta raritĆ , ovvero il diploma militare del pretoriano Lucio Camelio Severo, ritrovato nel 1987 nella sua villa rustica lungo l’attuale Corso Italia a Quarto (NA) dall’archeologo Paolo Caputo.

Si tratta di una lamina di bronzo ā€œriciclataā€ di 14,6 x11 cm e di 1 mm di spessore, la cui iscrizione testimonia che il soldato, della tribù Palatina di Puteoli, avendo prestato servizio nell’XI coorte Urbana di Roma per 20 anni, riceve il congedo e il permesso di sposare una donna senza la cittadinanza romana (ā€œperegrinaā€).

I figli nati da questa unione sarebbero stati a tutti gli effetti dei cittadini romani.
Il diploma militare di Quarto reca una data corrispondente al 7 gennaio (il settimo giorno prima delle Idi di gennaio) del 224 d. C..
In quel periodo erano consoli, per la seconda volta, Claudio Giuliano e C. Bruzio Crispino, mentre l’Imperatore era Alessandro Severo, successore del cugino Eliogabalo.

Sullo stesso diploma militare sono riportati tre testi diversi, che testimoniano il riuso della lamina di bronzo nel tempo.

 

Ipotesi di traduzione

Si riporta un’ipotesi di traduzione della Tavola 1 presente sul lato esterno.

Imp(erator) Caes(ar), divi Antonini Magni
Pii ilius, divi Severi Pii nep(os),
M. Aurellius Severus Alexander, Pius,
Felix, Aug(ustus), pontif(ex) max(imus), trib(unicia) pot(estate) III, co(n)s(ul),
p(ater) p(atriae),
nomina militum, qui militaverunt in
cohortibus urbanis Severianis quattuor
X XI XII XIIII, subieci, quibus fortiter
et pie in militia functi sunt, ius tribui
conubii dumtaxat cum singulis
et primis uxoribus, ut, etiam si peregri-
• •
ni iuris feminas in matrimonio suo
iunxerint, proinde liberos tollant
ac si ex duobus civibus Romanis natos.
A(nte) d(iem) VII Id(us) Ian(uarias)
App(io) Claudio Iuliano II, C(aio) Bruttio Crispino co(n)s(ulibus).
Coh(ors) XI urb(ana) Severiana
L(ucio) Camelio L(uci) f(ilio) Pal(atina) Severo
P<u>teolis
Descript(um) et ) recogneitx( um tabula aerea qu(a)e ixa
est Rom(a)e in muro pos(t) templ(um) divi Aug(usti) ad Minervam.
L’imperatore Cesare, figlio del divino Antonino Magno Pio,
nipote del divino Severo Pio,
Marco Aurelio Severo Alessandro, Pio,
Felice, Augusto, pontefice massimo, investito per la terza volta della potestĆ  tribunizia, console, padre della patria,

(ho riportato) i nomi dei soldati che hanno militato
nelle quattro coorti urbane Severiane, la X, XI, XII e XIV,
ai quali, poichƩ hanno compiuto il servizio militare con coraggio e lealtƠ,
ho concesso il diritto di matrimonio soltanto con le prime mogli, affinchƩ, anche se abbiano sposato
donne di condizione giuridica straniera (“peregrina”),
possano riconoscere i figli come legittimi
come se fossero nati da due cittadini romani.
Il settimo giorno prima delle Idi di gennaio,
essendo consoli per la seconda volta Appio Claudio Giuliano
e Gaio Bruttio Crispino.
Coorte XI urbana Severiana.
A Lucio Camelio Severo, figlio di Lucio, della tribù Palatina,
di Pozzuoli.
Copia e verifica conforme alla tavola di bronzo che ĆØ affissa a Roma,
sul muro dietro il tempio del divo Augusto, presso il tempio di Minerva.

 Il reperto di valore militare ĆØ il più recente di altri diplomi militari del periodo romano ritrovati in Europa.

Bibliografia

G. Camodeca, Diploma militare per un urbanicianus di Puteoli del 7 gen. 224, in Accademia di archeologia, lettere e belle arti, volume LXXVII, 2014-2015, pp. 319-329.


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Le foto del lago d’Averno: miti e leggende visti dal drone

Le foto del lago d’Averno, teatro naturale dei nostri eventi

Per catturare la magia di un luogo dove miti e leggende convivono da secoli, ci affidiamo agli scatti dal drone.
Le foto del lago d’Averno scattate da cento metri d’altezza confermano il fascino di una zona a noi nota, teatro naturale di diverse iniziative del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS.

Come non ricordare la danza delle lucciole, l’atteso evento che si ripete ogni anni tra maggio e giugno?
Una passeggiata che regala emozioni a tutti i partecipanti, grandi e piccini proprio come in una fiaba moderna!

Oppure, il famoso tempio di Apollo, edificio del II sec. d.C.: ciò che si vede oggi sono i resti di un grande edificio termale (guarda le foto del tempio di Apollo visto dal drone).

 

Le foto del lago d'Averno dal drone

 

Il lago senza uccelli

Il drone decolla, mentre raggiunge quote sempre maggiori immortala il paesaggio.
Raggiunta l’altezza desiderata, la fotocamera volante – stabile nonostante un leggero venticello – compie un giro completo e scatta foto.
In lontananza, da un lato Ć© ben visibile il castello di Baia, Capo Miseno e dal lato opposto l’agglomerato urbano di Rione Toiano.
Tra i due punti opposti, il verde lussureggiante dei campi flegrei.

Al centro, lo specchio d’acqua del lago d’Averno, di un colore insolito, cupo, a ricordarci le origini del suo nome.
Il nomeĀ ā€œAvernoā€Ā deriva dal greco anticoĀ ā€œį¼„ĪæĻĪ½ĪæĻ‚ā€ (Ć ornos), che significa ā€œsenza uccelliā€.
Secondo gli antichi, i vapori solforosi e le esalazioni provenienti dalle acque del lago erano mefitiche, ricche di anidride carbonica da rendere impossibile agli uccelli volare sulla sua superficie, perchƩ sarebbero subito morti asfissiati.
Da qui il nome ā€œlago senza uccelliā€.

 

Le foto del lago d’Averno

Le foto sono opera di Mario Monfrecola: buona visione šŸ™‚

 

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Visite guidate zona flegrea: i nostri imperdibili itinerari

Itinerario1: Quarto

A Quarto, particolare attenzione meritano la Villa del Torchio e la Fescina:

  • la Villa del Torchio: portata alla luce nel 2006 ed ĆØ una delle poche che si conserva nei Campi Flegrei (la Villa del Torchio ĆØ un appuntamento abituale proposto dal Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS con visita guidata gratuita ogni prima domenica del mese: contattaci subito e prenota la tua visita personalizzata).
  • la Fescina:  monumento funebre di etĆ  romana edificato tra l’etĆ  augustea e il I sec. d.C e realizzato in opus reticulatum, opera di notevole interesse storico.

Sempre a Quarto, sono presenti anche i murales di Jorit, il famoso street-artist (nato proprio a Quarto) conosciuto in tutto il mondo.

Itinerario2: Pozzuoli

Elencare tutti i siti di interesse presenti a Pozzuoli ĆØ impossibile.
Suggeriamo degli itinerari che riscuotono sempre successo di pubblico e recensioni entusiaste:

  • dal Tempio di Serapide al Rione Terra: la passeggiata dal cuore di Pozzuoli – il porto e ilĀ Macellum/Tempio di Serapide – fino al Rione Terra, il primo nucleo abitativo di Pozzuoli, nonchĆ© principaleĀ porto di RomaĀ prima della costruzione di quello di Ostia
  • da Villa Avellino all’anfiteatro Flavio: un itinerario che coniuga la bellezza e i panorami mozzafiato del parco pubblico di Villa Avellino fino all’anfiteatro Flavio, la terza arena più grande del mondo romano (dopo il Colosseo e l’Arena di Capua), un edificio con una capacitĆ  di circa 40.000 spettatori con la straordinaria conservazione dei sotterranei per immaginare ciò che accedeva dietro le quinte dei giochi dei gladiatori
Visite guidate zona flegrea: i nostri imperdibili itinerari - villa Avellino

 

Itinerario3: Baia / Bacoli / Cuma

A Baia ĆØ possibile ammirare il connubio Bellezza/Storia nel suo massimo splendore.
Seguono alcuni tour di sicuro interesse:

  • il castello di Baia: una visita guidata tra la Storia della zona flegrea e panorami mozzafiato
  • il parco archeologico delle terme di Baia: una passeggiata tra le ville romane e le terme (oggi possiamo affermare che la zona flegrea era considerata la Beverly Hills dell’antichitĆ )
  • Baia sommersa: tramite una motonave dalla chiglia finestrata, ĆØ possible osservare resti di ville romane sommerse, colonne, mosaici, reperti archeologici, fauna marina e fenomeni vulcanici sottomarini stando comodamente seduti sotto il livello del mare
  • dal lago di Miseno alla Piscina Mirabilis, l’antica cisterna romana: dalle leggendarie storie dell’antico porto romano di Capo Miseno fino alla piscina Mirabilis, la più grande e monumentale cisterna di acqua potabile mai costruita dagli antichi romani
  • parco archeologico di Cuma, alla scoperta dell’Antro della Sibilla: imperdibile visita all’Antro della Sibilla, un’imponente galleria scavata nel tufo lungo la terrazza che si affaccia sull’antica insenatura

 

Escursioni naturalistiche

Tra le visite guidate alla zona flegrea vanno incluse anche interessanti escursioni naturalistiche.
Percorsi accessibili a tutti, dalla difficoltĆ  bassa, da percorrere con calma con le nostre guide specializzate e godere di panorami dalla bellezza estrema, sul golfo di Pozzuoli, con le isole di Procida, Ischia e Capri da ammirare e fotografare.

Proponiamo:

  • l’Oasi Naturalistica di Monte Nuovo: un’escursione lungo il cratere del vulcano più giovane d’Europa con vista sul lago d’Averno
  • al sentiero del faro di Capo Miseno: una passeggiata storico/naturalistica (con magnifici panorami) tra Storia, Natura e … l’azzurro del mare.
Visite guidate zona flegrea: i nostri imperdibili itinerari - il faro di Capo Miseno

 

Visite guidate zona flegrea: come prenotare

Per qualsiasi informazione/prenotazione non esitare e contattaci tramiti i nostri canali ufficiali:

Le visite guidate personalizzate ti aspettano šŸ™‚