Le foto della Solfatara: i Campi Flegrei, i Campi Ardenti [FOTO DRONE]

Le foto della Solfatara dal drone: per comprendere i Campi Flegrei

Osservare dall’alto la Solfatara di Pozzuoli chiarisce al meglio l’origine del termine “Campi Flegrei”.

Difatti, i Campi Flegrei devono il loro nome al greco phlegraios, ā€˜ardente’: una definizione che racconta perfettamente l’anima di questa terra, sospesa tra fuoco, storia, meraviglia e una Natura rigogliosa.

Oggi la Solfatara non ĆØ visitabile.
Ma con le nostre visite guidate personalizzate a Pozzuoli organizzate per le specifiche esigenze dei partecipanti, raggiungiamo un punto panoramico per ammirare il fascino di questo lembo di terra, proprio nel cuore dei Campi Flegrei.

CosƬ in una calda mattinata di inizio luglio, il drone decolla pronto a catturare qualche scatto da condividere con chi ama il nostro territorio.
E nonostante l’abitudine a questo spettacolo, le foto della Solfatara dall’alto mostrano un paesaggio capace di non lasciare indifferenti.
Le fumarole ricordano la potenza di questo cratere vulcanico, tra i simboli più riconoscibili dell’area flegrea.

 

Le foto della Solfatara dal drone: i Campi Flegrei, i Campi Ardenti

 

A Pozzuoli, dall’Anfiteatro Flavio al Rione Terra

Osservare la Solfatara ĆØ uno stimolo per visitare gli altri punti di interesse di Puteoli:

Visitare Pozzuoli significa scoprire un percorso completo che unisce natura, archeologia e panorami indimenticabili.

 

Le foto della Solfatara dal drone

Ringraziamo il socio Mario Monfrecola per le foto dal drone.



Le foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno [IMMAGINI DRONE]

Il Sacello degli Augustali a Miseno, Bacoli

Il Sacello degli Augustali si trova a Miseno, nel territorio di Bacoli.
ƈ un piccolo tempio romano dedicato all’imperatore Augusto dove operava il collegio degli Augustali, i sacerdoti del culto imperiale.

Il complesso nasce in etĆ  giulio‑claudia e viene rinnovato in etĆ  antonina e oggi ĆØ in parte sommerso dalle acque per effetto del bradisismo flegreo.

Struttura del tempio: statue e reperti

Il monumento ĆØ vicino al teatro romano di Miseno ed ĆØ formato da tre ambienti affiancati.
Sono in parte scavati nel tufo e in parte costruiti in muratura.

L’ambiente centrale ĆØ il vero sacello: si eleva su un podio ed ĆØ preceduto da una scalinata in marmo.
Davanti al tempio si trova l’altare per i sacrifici.

Lo scavo del sacello avviene alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
In quest’area emergono statue degli imperatori Vespasiano, Tito e Nerva.
Vengono trovate anche statue di divinitĆ  come Apollo, Venere e Asclepio.

I reperti si conservano oggi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia.

 

Foto del sacello degli Augustali a Miseno (Bacoli)

 

Il sacello degli Augustali e il bradisismo

Il Sacello degli Augustali oggi ĆØ in parte sommerso dall’acqua.
ƈ il risultato del bradisismo, il lento movimento del suolo tipico dei Campi Flegrei.

In duemila anni l’area di Miseno si ĆØ abbassata di alcuni metri rispetto al livello del mare.
Per questo il pavimento del tempio ĆØ ora sotto il livello dell’acqua e si ĆØ formato uno specchio d’acqua permanente (dove vive una piccola colonia di oche).

Il sacello diventa cosƬ un indicatore visibile dei movimenti del suolo insieme ad altri monumenti flegrei come il Macellum di Pozzuoli.
LeĀ foto del sacello degli AugustaliĀ mostrano bene questo legame tra archeologia, mare e vulcanismo attivo.

 

Foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno

Le foto del sacello degli Augustali mostrano il rapporto tra il tempio e il mare.
Le immagini dal drone evidenziano la vasca d’acqua che invade il pavimento antico.
Si vede anche la rupe di tufo che fa da sfondo al complesso.

Da apprezzare anche il paesaggio visto dall’alto: da Punta Pennata al promontorio di Capo Miseno, la spiaggia di Miliscola e la stessa Baia (grazie al nostro socio Mario Monfrecola per le foto).

Bibliografia

P. Miniero (a cura di), Il Sacello degli Augustali di Miseno, Electa Napoli, 2000.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, scheda ā€œSacello degli Augustali – Misenoā€,

Dipartimento della Protezione Civile, Il bradisismo ai Campi Flegrei.

S. Buonaguro, Il Sacello degli Augustali di Miseno: un pavimento sommerso, in studi sul paesaggio costiero flegreo.


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La statua di Serapide al MANN (e l’errata denominazione del Macellum di Pozzuoli) [FOTO]

La statua di Serapide al MANN

Visitiamo il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con un obiettivo preciso: fotografare la statua del dio Serapide.
La foto Ć© un ottimo pretesto per chiarire l’equivoco sul perchĆ© il Macellum di Pozzuoli viene (erroneamente) indicato come “Tempio di Serapide”.

La statua di Serapide del MANN ĆØ unaĀ marmorea scultura, databile tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C., proveniente dal Macellum (cosiddetto Tempio di Serapide) di Pozzuoli.
Il dio ĆØ raffigurato seduto in trono, con l’aspetto severo e barbuto, la cui iconografia fonde i tratti di Zeus e di Ade.​
Indossa una lunga tunica, un mantello e sulla testa porta il tipico ā€œmodioā€, ovvero un copricapo cilindrico legato al simbolismo del grano e dell’oltretomba.

Accanto al trono compare Cerbero, il cane infernale, che sottolinea il ruolo di Serapide come signore del mondo dei morti e giudice delle anime.

La statua di Serapide al MANN

 

La statua di Serapide al MANN: la descrizione presente al museo

Il Macellum (mercato alimentare) di Puteoli, detto Tempio di Serapide dal ritrovamento di una statua della divinitĆ , sin dal Settecento ha attirato l’attenzione di studiosi e viaggiatori sia per la ricchezza dell’arredo marmoreo sia per i visibili effetti del bradisismo.

Macellum, detto (erroneamente) Tempio di Serapide

Un’ampia corte porticata circondata da botteghe distribuite in parte su due livelli, ospitava il mercato alimentare della cittĆ .
Secondo gli studi più recenti, il monumento fu edificato tra il I e il II secolo d.C., prendendo il posto di un precedente mercato noto solo dalle fonti già dal II secolo a.C.

All’inizio del III secolo, negli anni tra Settimio Severo e Alessandro Severo, furono aggiunte un’ampia esedra sul muro di fondo, preceduta da un portico con quattro colossali colonne in marmo cipollino, che reggevano un frontone triangolare in marmo dell’Asia Minore, e una tholos: un basamento circolare sormontato da un giro di colonne di marmo colorato provenienti dall’antica Teos in Asia Minore, destinata a monumentalizzare una fontana e alcune vasche, utilizzate forse per la pulizia e la vendita di pesce e frutti di mare.

Il monumento, noto fin dal Settecento con il nome di “Vigna delle tre colonne”, fu oggetto di ricerche non solo archeologiche.
La sua particolare posizione e la presenza nel sottosuolo di sorgenti, ne hanno fatto nei secoli un singolare indicatore per lo studio del bradisismo.
L’abbassamento e l’innalzamento del suolo costiero allagano periodicamente le strutture del Macellum.
L’acqua e i molluschi litodomi (datteri di mare) nei secoli vi hanno lasciato segni e tracce, che hanno rappresentato una fonte primaria per lo studio del fenomeno e del suo sviluppo nel corso dei secoli. Il primo scienziato a parlare di bradisismo fu Charles Lyell, geologo scozzese dell’Ottocento, seppellito a Londra nella Cattedrale di Whesminster.

L’errata denominazione

Il ricco corredo scultoreo del monumento doveva adornare soprattutto l’esedra del lato di fondo, verosimilmente dedicata ad attivitĆ  di culto con lo scopo di proteggere i commerci.
Di fronte alle colonne, su basamenti iscritti, erano statue della famiglia imperiale dei Severi, mentre nelle nicchie dell’abside dovevano trovare posto sia il gruppo di Oreste ed Elettra sia la statua del dio Serapide in trono, qui esposta.

Proprio il rinvenimento di quest’ultima scultura, insieme alla notizia – ricavata da famose iscrizioni – dell’esistenza di un tempio dedicato alle divinitĆ  egizie sulla ripa, ha generato l’erronea identificazione di questo monumento con il Tempio di Serapide. La statua del dio Serapide, che si trova al Museo dei Campi Flegrei nel Castello di Baia nella sezione Puteoli, ĆØ una copia della scultura qui in foto.

 

La statua di Serapide al MANN

 

Uno zoom su Cerbero, il cane infernale

Nella statua di Serapide al MANN, Cerbero ĆØ raffigurato come un cane mostruoso tricefalo, strettamente legato alla funzione ā€œinfernaleā€ di Serapide giudice dei morti.

ƈ posto a lato del trono del dio, verso la mano che Serapide tende in avanti: il gesto richiama l’idea del signore degli inferi che domina e tiene a bada il guardiano dell’Ade.

Le tre teste alludono al controllo sui tre ā€œambitiā€ del regno dei morti (ingresso, interno e uscita) e alla vigilanza assoluta: mitologicamente Cerbero impedisce ai vivi di entrare e ai morti di fuggire.​

Nella tradizione figurativa simile (Serapide con Cerbero della Galleria Borghese) il corpo del cane ĆØ spesso avvolto da una coda-serpente: il dettaglio sottolinea ancora di più il carattere ctonio, velenoso e minaccioso dell’animale.

 

Cerbero, il cane infernale ai piedi di Serapide

 

Webgrafia

Macellum / Tempio di Serapide, Parco Archeologico Campi Flegrei

 

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Perché il Tempio di Serapide a Pozzuoli è il termometro del bradisismo

Il Macellum di Pozzuoli o Tempio di Serapide

In tutte le visite guidate a Pozzuoli ci soffermiamo ad osservare il Macellum di Pozzuoli, noto anche come tempio di Serapide.
Infatti, oltre ad una notevole valenza storica, la struttura suscita interesse per il ruolo naturale di indicatore del sollevamento / abbassamento del suolo flegreo e le domande dei visitatori su tale fenomeno – anche in tempi di relativa tranquillitĆ  del bradisismo flegreo – sono numerose.

Dunque, ci sembra utile ripielogare e condividere una breve sintesi sulla storia di tale struttura e su come veniva utlizzata per misurare le oscillazioni del territorio.

Vi aspettiamo per una nuova visita guidata a Pozzuoli, con tempio di Serapide (ovviamente) compreso nel tour.

Struttura e funzione storica

Il tempio di Serapide a Pozzuoli ĆØ considerato un “termometro naturale” del bradisismo flegreo grazie alle sue caratteristiche strutturali e alla posizione geografica che ne fanno un testimone millenario delle oscillazioni del suolo.

Costruito nel II secolo d.C. come macellum (mercato pubblico romano), il sito deve il nome alla statua del dio egizio Serapide rinvenuta nel 1750.

Le sue tre colonne in marmo cipollino, alte 6,30 m, presentano fori prodotti dai litodomi (datteri di mare), molluschi che vivono nella zona di marea.
Questi segni indicano le variazioni del livello del mare nel corso dei secoli, legate al sollevamento o abbassamento del suolo.

Perché il Tempio di Serapide a Pozzuoli è il termometro del bradisismo

 

Ruolo nel monitoraggio del bradisismo

Registro storico

Nel Medioevo, il suolo si abbassò di oltre 6 metri, sommergendo parte delle colonne.
Le erosioni lasciate dai litodomi (o Lithophaga) documentano la massima sommersione, che ĆØ stata stimata fino a un’altezza di circa 6-7 metri (sebbene le misurazioni precise possano variare leggermente a seconda delle fonti).
Tra il 1970 e il 1984, il suolo si sollevò di 3,5 metri, portando il pavimento del tempio da sotto a sopra il livello marino.

Indicatore visivo

Negli anni ’60, il pavimento era sommerso, mentre oggi ĆØ asciutto, mostrando l’inversione di tendenza del bradisismo.
L’acqua attualmente presente deriva da una sorgente termale sotterranea, non più dal mare.

Perché il Tempio di Serapide a Pozzuoli è il termometro del bradisismo

 

Transizione agli strumenti moderni

Fino al 1983, le colonne furono il principale strumento di misurazione.
Oggi si utilizzano satelliti e GPS per rilevare movimenti con precisione millimetrica ma il tempio resta un simbolo scientifico e culturale del fenomeno.

Segue una tabella riassuntiva per periodo e altezza del suolo.

Periodo Altezza suolo Stato tempio
Epoca romana Livello originale Struttura intatta
Medioevo -6 m Colonne sommerse
1960 -2 m Pavimento sotto il mare
2025 +3.5 m Pavimento asciutto

Questo sito unisce archeologia e vulcanologia, offrendo una lettura diretta delle forze geologiche che modellano i Campi Flegrei da duemila anni.