Dall’alto, la pianta ottagonale del tempio di Venere (Baia)
Il Tempio di Venere Baia è uno dei monumenti più riconoscibili dei Campi Flegrei.
Osservato da terra appare come una grande rovina romana, stretta oggi tra la strada moderna, le abitazioni e il porto.
Le fotografie dal drone permettono però di coglierne la geometria complessiva, il rapporto con il paesaggio contemporaneo e soprattutto le strutture che un tempo sostenevano la grande cupola perduta.
Dallāalto il monumento non appare più come un semplice rudere isolato: emerge la complessitĆ di un edificio romano progettato intorno a una vasta sala circolare, racchiusa in un possente perimetro ottagonale.
Unāarchitettura costruita per impressionare, per accogliere acqua termale e luce e per sostenere una copertura monumentale.

Il Tempio di Venere di Baia non era un tempio
Il nome āTempio di Venere Baiaā ĆØ legato alla tradizione, ma non corrisponde alla funzione originaria del monumento.
Le strutture di Baia note come Tempio di Venere, Tempio di Diana e Tempio di Mercurio non erano edifici religiosi, ma erano parte del vasto sistema delle terme romane dell’amana Baia.
Lāedificio chiamato Tempio di Venere doveva appartenere a un grande complesso termale sviluppato lungo la costa.
La sua sala principale ĆØ generalmente interpretata come un ambiente legato allāacqua, forse una grande piscina monumentale o natatio.
Ć quindi più corretto definirlo cosiddetto Tempio di Venere: una denominazione antica e ormai entrata nellāuso, ma che non deve farci immaginare automaticamente un santuario dedicato alla dea.

Lāottagono, il cerchio e la cupola perduta
Le fotografie dal drone aiutano a capire che non siamo davanti a un semplice edificio isolato, ma a una struttura progettata per sostenere una grande copertura e creare uno spazio termale monumentale.
La sala interna del Tempio di Venere Baia aveva una pianta circolare di oltre 25 metri di diametro, mentre il volume esterno era impostato su un ottagono.
Questa doppia geometria aveva una funzione precisa: il cerchio definiva uno spazio interno ampio e unitario, mentre lāottagono organizzava le murature portanti e aiutava a distribuire le spinte della copertura.
La grande sala era probabilmente coperta da una volta a spicchi, spesso descritta come una cupola āa ombrelloā.
La copertura, oggi scomparsa, doveva essere formata da settori curvi che salivano dalle robuste murature perimetrali verso la sommitĆ dellāedificio.
Dalle immagini aeree si osservano proprio le strutture che ne consentivano il sostegno: gli alti muri, gli archi, le aperture e gli attacchi della volta.
La cupola non si ĆØ conservata, ma la sua presenza ĆØ ancora scritta nella forma della rovina.

Luce, acqua e architettura romana
Il Tempio di Venere Baia faceva probabilmente parte di un complesso termale e la grande sala potrebbe aver ospitato una piscina monumentale.
Le aperture nelle pareti non alleggerivano soltanto la muratura: contribuivano anche a illuminare lāambiente. In origine, luce e acqua dovevano trasformare questa grande sala in uno spazio scenografico, pensato per sorprendere chi frequentava le terme di Baia.
Anche la gestione dellāacqua piovana era attentamente studiata.
Interventi di manutenzione hanno documentato sistemi romani di canalizzazione destinati a proteggere la copertura e le strutture in tufo dalle infiltrazioni.
Il Tempio di Venere di Baia visto dal drone
Oggi il Tempio di Venere di Baia ĆØ circondato dalla cittĆ moderna, ma conserva ancora lāimponenza di una delle grandi architetture della Baia romana.
Le fotografie dal drone aiutano a restituire ciò che il tempo ha cancellato: non solo la geometria dellāedificio, ma anche lāidea della cupola perduta e dello spazio monumentale che essa doveva coprire.
La cupola non esiste più, ma vive ancora nella robustezza delle murature, nellāordine degli archi e nel disegno ottagonale che, dallāalto, rende questo monumento uno dei più affascinanti dei Campi Flegrei.
Bibliografia
Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Tempio di Venere.
Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Parco archeologico delle Terme di Baia.
Italia.it, Tempio di Venere, Bacoli.
Metodi di dimensionamento e schemi geometrici nellāarchitettura del cosiddetto Tempio di Venere a Baia, in Disegno. Rivista semestrale della Unione Italiana per il Disegno.
SPLASCH ā UniversitĆ degli Studi di Napoli Federico II, Settore di Venere.
Fotografie aeree e riprese dal drone: Mario Monfrecola, per il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS.
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