Weekend nei Campi Flegrei: da Baia sommersa alle Terme!
Ci sono esperienze che non si raccontano soltanto: si vivono con il fiato sospeso e gli occhi spalancati.
Abbiamo iniziato il mese di ottobre con unāesperienza speciale, insieme a un gruppo di visitatori eccezionale ā curiosi, affiatati e pronti a lasciarsi sorprendere.
Siamo saliti a bordo per un viaggio fatto di emozioni e scoperta.
Navigare sulle acque del Parco Sommerso di Baia a bordo del battello ĆØ stato come attraversare una porta del tempo. Dalle onde siamo poi passati alla terraferma, passeggiando tra i resti monumentali del Parco Archeologico delle Terme di Baia.
Camminare dove gli imperatori cercavano il lusso e il relax, avvolti dalla forza unica della terra flegrea, ha chiuso in bellezza una mattinata ricca di storie e sguardi pieni di stupore.
Un grazie gigante a tutti i compagni di viaggio di stamattina: la vostra energia ha reso tutto ancora più speciale!
Itinerari e visite guidate personalizzate: le nostre proposte
Baia Sommersa e le Terme di Baia sono solo due delle tante esperienze che si possono vivere nei Campi Flegrei. Un luogo che offre luoghi e panorami unici, da scoprire insieme a chi ama questa terra, a chi lo tutela e – da anni – organizza visite guidate personalizzate.
Sei interessato a trascorrere un weekend nei Campi Flegrei? Per ottimizzare i tempi e vivere al meglio il territorio, proponiamo diversi itinerari per tutte le esigenze: visite guidate per famiglie, piccoli gruppi, associazioni, scuole o semplici appassionati.
Consulta la pagina I nostri itinerari per approfondire i percorsi e scegliere la tua visita guidata (e se vuoi conoscere l’esperienza di chi ci ha giĆ scelto, visita anche la pagina delle recensioni dove troverai numerose testimonianze dei partecipanti alle nostre visite guidate).
Se hai dubbi o proposte, contattaci e insieme costruiremo il percorso di visita più adatto alle tue esigenze:
Visita al Parco Archeologico di Cuma: dentro lāAntro della Sibilla
Ci sono luoghi che meritano di essere raccontati, ma che soprattutto meritano di essere percorsi.
Durante una nostra visita al Parco Archeologico di Cuma, abbiamo attraversato l’Antro della Sibilla, uno degli ambienti più suggestivi e conosciuti dell’antica acropoli.
Abbiamo catturato in video proprio questa esperienza, entrando nella lunga galleria scavata nel tufo e percorrendola lentamente, seguendo il susseguirsi delle aperture laterali che lasciano entrare la luce.
Camminare all’interno dell’Antro ĆØ un’esperienza particolare: all’ingresso la luce del giorno accompagna il percorso, poi l’ambiente diventa progressivamente più raccolto e il tufo, le pareti e le aperture creano prospettive sempre diverse.
Dall’Antro al panorama di Cuma
Abbiamo registrato queste immagini proprio durante il nostro percorso all’interno dell’Antro della Sibilla, cercando di restituire nel video la sensazione di trovarsi dentro questo lungo corridoio scavato nella roccia.
Il nome dell’Antro ĆØ legato alla tradizione della Sibilla Cumana, la profetessa che secondo il mito pronunciava qui i suoi responsi. Al di lĆ delle interpretazioni archeologiche sulla funzione originaria della struttura, ĆØ proprio il legame tra questo luogo e la Sibilla ad averlo reso uno dei simboli di Cuma.
Terminato il percorso nell’Antro, il contrasto ĆØ sorprendente. Dalla penombra della galleria si torna alla luce e, raggiungendo la terrazza del c.d.Tempio di Apollo, lo sguardo si apre sul paesaggio dei Campi Flegrei.
Visita il Parco Archeologico di Cuma: il videoclip
Dalla penombra della galleria si torna alla luce e, raggiungendo la terrazza del c.d.Tempio di Apollo, lo sguardo si apre sul paesaggio dei Campi Flegrei.
Due immagini molto diverse dello stesso luogo, che raccontano bene la particolaritĆ del Parco Archeologico di Cuma.
Se non avete ancora avuto occasione di visitarlo, il video può essere un piccolo invito a farlo: Cuma non è soltanto un luogo da conoscere attraverso i libri, ma un sito da percorrere, osservare e vivere direttamente (voce narrante Raffaella Iovine, presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS).
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La Grotta di Cocceio costituisce uno dei monumenti più rilevanti dell’ingegneria militare romana della tarda Repubblica.
Scavata sotto la dorsale tufacea del Monte Grillo per collegare il bacino del Lago d’Averno con l’acropoli e la piana di Cuma, la galleria fu ideata nell’ambito della riorganizzazione difensiva ed eliotecnica promossa da Marco Vipsanio Agrippa durante la guerra contro Sesto Pompeo (37 a.C.).
Il presente studio esamina il contesto storico-strategico, le caratteristiche architettonico-strutturali, la trattazione nelle fonti antiche greco-latine e l’ereditĆ storiografica dell’opera.
Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
Introduzione e contesto storico
Nel 37 a.C., la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo per il controllo del Mediterraneo occidentale rese improcrastinabile la creazione di un bacino navale protetto e inaccessibile alle incursioni della flotta pompeiana. Marco Vipsanio Agrippa individuò nei laghi Flegrei (Lucrino ed Averno) la sede ideale per la realizzazione del Portus Julius.
La sistemazione dell’area flegrea richiese imponenti interventi di ingegneria civile e sotterranea.
Tra questi, la Grotta di Cocceio (talvolta nota in epoca moderna anche come Grotta della Pace) fu concepita come arteria ipogea di raccordo logistico e militare. L’opera consentiva il rapido e protetto spostamento di truppe, carri e rifornimenti tra il porto militare dell’Averno e l’avamposto fortificato di Cuma, proiettato sul Mar Tirreno.
L’Artefice: Lucio Cocceio Aucto
La progettazione e la direzione dei lavori vennero affidate a Lucio Cocceio Aucto, liberto originario dell’area campana noto per la spiccata perizia nell’architettura ipogea e nella costruzione di gallerie stradali e idrauliche.
A Cocceio sono attribuite altre fondamentali opere ipogee della regione flegrea e napoletana:
La Crypta Neapolitana, tra Neapolis e Puteoli;
La Grotta di Seiano, che collegava la piana di Bagnoli con la villa di Vedio Pollione a Posillipo;
La galleria detta la Crypta Romana, sottostante l’acropoli di Cuma.
L’approccio di Cocceio si distinse per l’uso sistematico dello scavo in rampa, l’ottimizzazione dell’orientamento solare per l’illuminazione naturale e l’integrazione di pozzi di aerazione obliqui.
Grotta di Cocceio: analisi Architettonica e Ingegneristica
La galleria si snoda nel tufo giallo flegreo per una lunghezza totale di circa 1 chilometro (~970 m). Le caratteristiche metriche e costruttive testimoniano la destinazione al transito pesante di carri di sussistenza e colonna militare:
Parametro Costruttivo
Dimensione / Descrizione
Lunghezza complessiva
970 metri
Larghezza media
5,0 metri (consente il doppio senso di marcia)
Altezza media
Variable tra 4 e 12 metri
Aperture di aerazione/luce
9 pozzi obliqui (luminaria) svasati verso l’alto
Opus caementicium / reticulatum
Utilizzato nei tratti d’imbocco e nei rinforzi della volta
I pozzi d’aerazione, scavati fino alla sommitĆ del Monte Grillo, svolgevano la duplice funzione di smaltire i fumi dei tedofori durante la marcia notturna e di proiettare la luce naturale all’interno del percorso durante le ore diurne.
Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
La Grotta di Cocceio nelle Fonti Antiche
L’opera ĆØ direttamente menzionata dagli storiografi e geografi dell’etĆ augustea e imperiale, che ne sottolineano la grandiositĆ strutturale e il legame con la figura di Agrippa.
Strabone (Geographika, V, 4, 5)
Il geografo greco Strabone fornisce la testimonianza epigrafica e storica più esplicita sull’attribuzione dell’opera a Cocceio e sull’impianto del Portus Julius:
Ā«Vi ĆØ anche un condotto sotterraneo che dall’Averno va verso Cuma, scavato attraverso la montagna, eseguito da Cocceio, il quale fece pure la galleria che da Pozzuoli porta a Napoli…Ā»
Svetonio (De vita Caesarum, Divus Augustus, 16)
Svetonio, pur non nominando esplicitamente la galleria, descrive le colossali opere di scavo realizzate da Agrippa nell’area tra Averno e Cuma per l’allestimento della flotta:
Ā«Portum Iulium ad Baias occupato lacu Lucrino et Averno profundisque aquis in superiorem alveum inmissis effecit…Ā»
Evoluzione Storica e Stato di Conservazione
Epoca Romano-Imperiale: Con il successivo spostamento della base navale dal Portus Julius al porto di Misenum (31 a.C.), la galleria perse la prioritaria funzione militare.
Medioevo ed EtĆ Moderna: Con la decadenza di Cuma e il progressivo paludamento della piana, la galleria cadde in disuso. In epoca rinascimentale fu riscoperta da eruditi e antiquari.
Eventi Bellici del XX Secolo: Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la galleria fu impiegata dalle forze armate tedesche come deposito di munizioni. Durante la ritirata del 1943, il brillamento delle polveri provocò il collasso di ampi tratti della volta tufacea e danni strutturali ingenti.
Interventi di Restauro e Tutela: Dopo decenni di chiusura e lunghi interventi di consolidamento e messa in sicurezza promossi dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il sito ĆØ stato oggetto di studi ambientali e speleologici (inclusa la tutela delle colonie di chirotteri insediatesi al suo interno).
Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium libri duo, II, 79.
Cassio Dione, Historia Romana, XLVIII, 49-51.
Bibliografia Storico-Archeologica
Amalfitano, P., Camodeca, G., Medri, M. (a cura di), I Campi Flegrei. Un itinerario archeologico, Marsilio, Venezia, 1990.
Maiuri, A., I Campi Flegrei dal sepolcro di Virgilio all’acropoli di Cuma, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1958.
Paget, R. F., “The Great Antrum at Baiae: A Military Headquarters of the Roman Empire?”, The Journal of Roman Studies, Vol. 57, No. 1/2, 1967, pp. 102ā112.
Sirano, F.(a cura di), La Grotta di Cocceio: architettura, ingegneria e paesaggio nei Campi Flegrei, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Napoli, 2021.
Sommella, P., Forma e urbanistica di Cuma antiqua, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1978.
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Dall’alto, la pianta ottagonale del tempio di Venere (Baia)
Il Tempio di Venere Baia è uno dei monumenti più riconoscibili dei Campi Flegrei. Osservato da terra appare come una grande rovina romana, stretta oggi tra la strada moderna, le abitazioni e il porto.
Le fotografie dal drone permettono però di coglierne la geometria complessiva, il rapporto con il paesaggio contemporaneo e soprattutto le strutture che un tempo sostenevano la grande cupola perduta.
Dallāalto il monumento non appare più come un semplice rudere isolato: emerge la complessitĆ di un edificio romano progettato intorno a una vasta sala circolare, racchiusa in un possente perimetro ottagonale. Unāarchitettura costruita per impressionare, per accogliere acqua termale e luce e per sostenere una copertura monumentale.
Il Tempio di Venere di Baia non era un tempio
Il nome āTempio di Venere Baiaā ĆØ legato alla tradizione, ma non corrisponde alla funzione originaria del monumento. Le strutture di Baia note come Tempio di Venere, Tempio di Diana e Tempio di Mercurio non erano edifici religiosi, ma erano parte del vasto sistema delle terme romane dell’amana Baia.
Lāedificio chiamato Tempio di Venere doveva appartenere a un grande complesso termale sviluppato lungo la costa. La sua sala principale ĆØ generalmente interpretata come un ambiente legato allāacqua, forse una grande piscina monumentale o natatio.
Ć quindi più corretto definirlo cosiddetto Tempio di Venere: una denominazione antica e ormai entrata nellāuso, ma che non deve farci immaginare automaticamente un santuario dedicato alla dea.
Lāottagono, il cerchio e la cupola perduta
Le fotografie dal drone aiutano a capire che non siamo davanti a un semplice edificio isolato, ma a una struttura progettata per sostenere una grande copertura e creare uno spazio termale monumentale.
La sala interna del Tempio di Venere Baia aveva una pianta circolare di oltre 25 metri di diametro, mentre il volume esterno era impostato su un ottagono.
Questa doppia geometria aveva una funzione precisa: il cerchio definiva uno spazio interno ampio e unitario, mentre lāottagono organizzava le murature portanti e aiutava a distribuire le spinte della copertura.
La grande sala era probabilmente coperta da una volta a spicchi, spesso descritta come una cupola āa ombrelloā. La copertura, oggi scomparsa, doveva essere formata da settori curvi che salivano dalle robuste murature perimetrali verso la sommitĆ dellāedificio.
Dalle immagini aeree si osservano proprio le strutture che ne consentivano il sostegno: gli alti muri, gli archi, le aperture e gli attacchi della volta. La cupola non si ĆØ conservata, ma la sua presenza ĆØ ancora scritta nella forma della rovina.
Luce, acqua e architettura romana
Il Tempio di Venere Baia faceva probabilmente parte di un complesso termale e la grande sala potrebbe aver ospitato una piscina monumentale.
Le aperture nelle pareti non alleggerivano soltanto la muratura: contribuivano anche a illuminare lāambiente. In origine, luce e acqua dovevano trasformare questa grande sala in uno spazio scenografico, pensato per sorprendere chi frequentava le terme di Baia.
Anche la gestione dellāacqua piovana era attentamente studiata. Interventi di manutenzione hanno documentato sistemi romani di canalizzazione destinati a proteggere la copertura e le strutture in tufo dalle infiltrazioni.
Il Tempio di Venere di Baia visto dal drone
Oggi il Tempio di Venere di Baia ĆØ circondato dalla cittĆ moderna, ma conserva ancora lāimponenza di una delle grandi architetture della Baia romana.
Le fotografie dal drone aiutano a restituire ciò che il tempo ha cancellato: non solo la geometria dellāedificio, ma anche lāidea della cupola perduta e dello spazio monumentale che essa doveva coprire.
La cupola non esiste più, ma vive ancora nella robustezza delle murature, nellāordine degli archi e nel disegno ottagonale che, dallāalto, rende questo monumento uno dei più affascinanti dei Campi Flegrei.
Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: storia o leggenda?
Nel 39 d.C. Caligola fece costruire un ponte galleggiante tra Baia e il molo di Pozzuoli: uno āspettacoloā politico e simbolico che ancora oggi alimenta dibattito tra storia e leggenda.
Dove si trovava
Il ponte attraversava il Golfo di Pozzuoli (parte occidentale del Golfo di Napoli), collegando:
Baia (lāantica Baiae), localitĆ termale e di lusso sulla costa di Bacoli, ricca di ville imperiali e di complessi termali;
il molo di Pozzuoli (Puteoli), importante porto commerciale e punto di arrivo del grano alessandrino.
Svetonio indica una distanza di circa 3.600 passi romani. La conversione moderna ha alimentato diverse discussioni sull’effettiva lunghezza e sul percorso del ponte.
Comāera costruito: alcuni dettagli
Secondo Svetonio, il ponte era formato da:
due file di navi da carico (onerariae), raccolte āda ogni parteā e ancorate in doppia fila;
una piattaforma superiore ricoperta di terra battuta, per creare un piano di calpestio stabile;
un tracciato rettilineo, reso simile nellāaspetto alla Via Appia.
Non si trattava quindi di un ponte in muratura, ma di una struttura galleggiante temporanea, ottenuta accostando imbarcazioni e stabilizzandole con ancore e zavorre, poi riempite e livellate per consentire il passaggio di cavalli e carri.
Il numero esatto delle navi non ĆØ noto. Svetonio riferisce soltanto che furono raccolte imbarcazioni mercantili provenienti da diverse localitĆ e disposte in doppia fila.
Tracciato ipotetico del ponte galleggiante
La traversata di Caligola
Svetonio racconta che Caligola percorse il ponte per due giorni:
primo giorno: a cavallo, con una corona di quercia, uno scudo, una spada e una clamide dorata;
secondo giorno: vestito da auriga, su un carro trainato da una coppia di cavalli celebri.
Davanti a lui veniva portato il giovane Dario, figlio del re parto Artabano II e ostaggio a Roma. Lo seguivano pretoriani e una coorte di amici su carri.
Le fonti riportano anche episodi crudeli legati all’inaugurazione, ma questi particolari appartengono alla tradizione letteraria che ha contribuito a costruire l’immagine di Caligola come imperatore eccentrico e spietato.
Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: politica e megalomania
Svetonio riporta due chiavi di lettura:
emulazione di Serse, che aveva fatto costruire un ponte sullāEllesponto, gesto di dominio sulla natura e sul mare;
messaggio di potenza rivolto a Germani e Britanni, verso i quali Caligola progettava campagne militari.
Lāepisodio rientra nella tradizione che descrive Caligola come un imperatore capace di gesti al limite tra megalomania e teatro del potere.
Affresco con porto di Puteoli rinvenuto a Pompei e l’incisione recante la dicitura Ā«ex antiqua picturaĀ». Si tratta di una stampa realizzata da Pietro Santi Bartoli e pubblicata dall’archeologo e storico dell’arte Giovanni Pietro Bellori nell’opera del 1673 Fragmenta vestigii veteris Romae. (https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/84573)
Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: storia o leggenda?
Non ĆØ corretto definire Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli una pura leggenda. Le fonti letterarie antiche confermano l’episodio, ma non coincidono completamente nei dettagli. Svetonio colloca il ponte tra Baia e il molo di Pozzuoli, mentre Flavio Giuseppe ne fornisce una descrizione differente, collegandolo a Misenum.
Comunque sia, la realizzazione di un ponte galleggiante di quelle dimensioni era tecnicamente possibile per i Romani.
Tuttavia non sono stati individuati resti archeologici certi della struttura. E i dettagli più spettacolari potrebbero essere stati amplificati dalla propaganda e dalla tradizione storiografica successiva.
La formulazione più prudente ĆØ la seguente: il ponte probabilmente fu davvero costruito, ma il racconto ĆØ stato caricato di significati simbolici e aneddoti che ne esaltano la āfolliaā dellāimperatore.
E oggi, esistono ancora i resti del Ponte di Caligola?
Non esistono resti archeologici certi del ponte galleggiante costruito da Caligola. Le strutture inglobate nel molo attuale, che per lungo tempo sono state indicate dalla tradizione locale come āPonte di Caligolaā, sono invece riconducibili al sistema portuale e al molo antico di Puteoli.
Il ponte di Caligola era infatti una struttura temporanea, realizzata utilizzando navi disposte in doppia fila e ricoperte di terra.
Resti delle pile del molo caligoliano (fonte Napoli, capitale di un Regno)
Unāimpresa nei Campi Flegrei
Il ponte di Caligola si inserisce perfettamente nel paesaggio dei Campi Flegrei, area giĆ allora ricca di ville imperiali e residenze di lusso a Baia, complessi termali (le celebri āterme di Baiaā), porti e infrastrutture marittime a Pozzuoli.
Oggi questo stesso golfo ĆØ uno dei teatri più affascinanti dellāarcheologia sommersa romana, con il molo del porto commerciale, il Portus Julius, il vicus Annianus, il vicus Lartidianus, gli horrea, le terme e le strutture inghiottite dal bradisismo e dal mare.
Ritrovamento della statua di Baios a Baia nei pressi di Punta Epitaffio.
Bibliografia
Svetonio, Vita dei Cesari, libro IV (Caligola), capp. 19 e 32. Testo e traduzione consultati in:
āCaligola e il ponte tra Baia e Pozzuoli (Versione Svetonio)ā, SkuolaSprint.online.scuola.zanichelli
āTraduzione Paragrafo 32, Libro 4 (Caligula), De Vita Caesarumā, Skuola.net.youtube
Flavio Giuseppe, AntichitĆ giudaiche, XIX, 1, 5 (riferimento al ponte di Caligola), citato in:
āRoman Emperor Caligula and the Floating Bridge of Baiaeā, Ancient Origins, 18 marzo 2026.
āIl Ponte di Baia, lāimpresa folle dellāimperatore Caligolaā, Storie di Napoli, 10 maggio 2020.
āSvetonio ed il ponte di Caligolaā, ArcheoFlegrei, 29 aprile 2019.
āCaligula was to commission construction of giant bridge in Bay of Naplesā, Imperium Romanum.
āCaligolaā, Wikipedia (voce generale su Caligola e suoi episodi, tra cui il ponte, il cavallo console, la guerra contro Nettuno, ecc.).
āCampagne germano-britanniche di Caligolaā, Wikipedia (per il contesto della āguerra contro Nettunoā e le campagne progettate).
āCaligola contro Oceanoā, Medium / Storie di Storia, 25 giugno 2023 (approfondimento sulla presunta guerra contro il mare).
Una pietra senza storia? Invece no! Ai Campi Flegrei ciò che a un occhio inesperto sembra solo un sasso, un rudere o un muro sbrecciato, per una guida turistica Campi Flegrei è una pagina viva di storia.
Ć la differenza tra passare accanto ad edifici antichi e sentirsi trasportati dentro la storia.
E dunque, se cerchi una guida turistica Campi Flegrei, il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ il punto di riferimento per chi vuole scoprire questa straordinaria area vulcanica e archeologica con un esperto abilitato.
Le nostre visite guidate ti accompagnano alla scoperta di luoghi unici come il Parco Archeologico di Cuma, con lāAntro della Sibilla e i templi dell’Acropoli, il Rione Terra di Pozzuoli, il Castello Aragonese di Baia, la Piscina Mirabilis e le Cento Camerelle a Bacoli, fino alle emozionanti escursioni in battello per ammirare Baia sommersa.
Cosa include il tour guidato ai Campi Flegrei
Ogni visita ĆØ curata da una guida turistica abilitata Regione Campania del Gruppo Archeologico Campi Flegrei, con percorsi personalizzati per gruppi, scuole, associazioni e privati.
I tour prevedono:
Accompagnamento di una guida archeologica esperta
Itinerari su misura tra i principali siti archeologici flegrei
PossibilitĆ di combinare visite a terra ed escursioni in battello
Informazioni su prenotazione, costi e punti di raduno per ogni itinerario.
Affidarsi a una guida turistica Campi Flegrei significa avere un racconto vivo sui miti, storia romana, vulcanologia e paesaggi mozzafiato. Le nostre guide conoscono ogni dettaglio dei siti e sanno coinvolgere grandi e piccoli, rendendo ogni visita unāesperienza memorabile.
Ci guida la passione e lāamore verso il nostro territorio. Accompagnarvi ĆØ un modo per condividere la bellezza dei Campi Flegrei, farla conoscere, proteggere e tramandare.
I nostri itinerari: alcune proposte (tutte personalizzabili)
Ecco le nostre principali proposte (da personalizzare a secondo delle esigenze):
Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei vi invita ad una doppia, imperdibile visita: domenica 6 settembre inizieremo il nostro tour alla scoperta di Baia sommersa, la Pompei del mare. E, dopo l’escursione marina, la mattinata prosegue con una visita guidata al parco archeologico delle terme di Baia, centro termale dell’antica Roma.
Vivremo un’esperienza straordinaria sospeso tra la terra e il mare.
Esploreremo i segreti dell’antica Roma con la visita guidata “Dal Mare alle Terme: Baia sommersa in barca” per ammirare i resti archeologici di Baia senza nemmeno bagnarti.
Un viaggio nel tempo: scoprirai la perla dei Campi flegrei! Baia era il luogo di vacanza preferito da imperatori e nobili romani.
Guarda sotto il mare: Il battello Cymba ti permetterĆ di osservare stando comodamente seduto le statue della Villa dell’Imperatore Claudio, le strade e i resti sommersi.
Le imponenti Terme: passeggerai tra i grandiosi resti archeologici in terraferma. Ammirerai la celebre “Cupola del Tempio di Mercurio” e i resti delle antiche sale termali.
Guida turistica: ti svelerĆ storie, miti e i segreti del fenomeno del bradisismo.
Cosa fare a Napoli a Ferragosto: eventi e visite guidate
Cosa fare a Napoli a Ferragosto? Se cerchi un modo originale per vivere lāestate tra cultura, storia e archeologia, il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS propone un ricco calendario di eventi e visite guidate tra Napoli, i Campi Flegrei e Pompei.
Agosto 2026 si apre con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla storia, ai miti e alle meraviglie archeologiche della Campania.
Dal centro storico di Napoli al tramonto allāAntro della Sibilla a Cuma, dai luoghi legati a Virgilio e Giacomo Leopardi al Lago dāAverno tra archeologia e vino, fino al suggestivo Castello di Baia di sera, sarĆ possibile partecipare a visite guidate, passeggiate culturali e itinerari alla scoperta di luoghi ricchi di storia e fascino.
Se ti stai chiedendo cosa fare a Napoli a Ferragosto e nei giorni successivi, il nostro calendario propone appuntamenti pensati per conoscere e vivere il patrimonio archeologico e culturale della Campania in modo originale.
Unāestate da vivere tra Napoli, Campi Flegrei e Pompei, accompagnati dalla passione e dalla competenza del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS.
Scopri cosa fare a Napoli a Ferragosto
Scopri gli appuntamenti in programma, scegli l’evento che ti interessa e aggiungilo al tuo calendario per non perdere la data. Poi contattaci e prenota subito il tuo posto!
Eventi Estate 2026: il calendario degli appuntamenti
Che tu sia alla ricerca di cosa fare a Napoli a Ferragosto, di una visita guidata serale o di un’esperienza culturale nei dintorni della cittĆ , consulta il nostro calendario e scegli il prossimo appuntamento.
Vivi l’estate con il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS!
VENERDĆ 14 AGOSTO
Napoli al Tramonto
š Ore 19:00 ā 22:00
Tour guidato del centro storico antico
sotto la luce serale.
ā
DOMENICA 16 AGOSTO
Cuma e l’Antro della Sibilla a Ferragosto
š Ore 19:00 ā 22:00
Visita speciale al leggendario antro
e al parco archeologico.
ā
SABATO 22 AGOSTO
š Ore 10:00
Mergellina nel Mito
Tomba di Virgilio, Giacomo Leopardi
e l’antica Crypta Neapolitana.
ā
VENERDĆ 28 AGOSTO
Lago d’Averno: Archeologia e Vino
š· Ore 19:30
Giro del lago tra miti legati ai mondi
sotterranei e degustazione nei Campi Flegrei.
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SABATO 29 AGOSTO
š¢ Ore 19:30
Il Castello di Baia di Sera
Suggestiva passeggiata notturna
nella fortezza Aragonese.
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GIOVEDĆ 3 SETTEMBRE
š Ore 10:00
Visita al MANN
Visita al Museo Archeologico Nazionale
di Napoli.
ā
DOMENICA 6 SETTEMBRE
š Ore 10:00
Baia Sommersa e Terme di Baia
Grand Tour tra archeologia subacquea e terme romane.
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Come prenotare la tua visita guidata
Per informazioni e prenotazioni, contattaci ai seguenti canali:
Escursione naturalistica al Monte Nuovo: la passeggiata intorno al cratere
Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei organizza una suggestiva escursione naturalistica al Monte Nuovo, unāesperienza unica tra natura, storia e vulcanologia nel cuore dei Campi Flegrei.
Durante il percorso passeggeremo lungo il cratere, fino a raggiungere la vetta a 133 metri di altitudine, dove un tempo era presente anche una postazione contraerea.
Lungo il tragitto osserveremo la vegetazione che ha colonizzato il vulcano nel corso dei secoli, con soste dedicate alla lettura del paesaggio, approfondimenti storici e archeologici e alla spiegazione dei fenomeni vulcanici tipici dellāarea flegrea.
Come e quando ĆØ nato il Monte Nuovo
Il Monte Nuovo si formò in pochissimo tempo durante lāeruzione del 1538, iniziata il 29 settembre dopo una lunga fase di terremoti, deformazioni del suolo e intensi fenomeni vulcanici nellāarea flegrea.
Lāapertura della bocca eruttiva avvenne nei pressi di Tripergole, in corrispondenza di un settore costiero tra il Lago dāAverno e il Lago Lucrino, e in pochi giorni lāaccumulo dei prodotti eruttivi diede origine al vulcano più giovane dāEuropa continentale.
Tra panorami suggestivi e amanti della natura: passeggiata adatta a tutti
Dalla sommitĆ del cratere sarĆ possibile ammirare uno dei panorami più suggestivi dei Campi Flegrei, con vista sul Lago dāAverno, il Golfo di Pozzuoli e le aree circostanti, rendendo questa escursione naturalistica al Monte Nuovo unāoccasione imperdibile per appassionati e curiosi.
LāattivitĆ ĆØ adatta a tutti coloro che amano camminare nella natura e desiderano scoprire da vicino uno dei fenomeni più affascinanti del territorio campano.
Escursione naturalistica al Monte Nuovo: consigli utili
Seguono alcuni consigli pratici per un percorso adatto a tutti.
Distanza del percorso: circa 2,5 km (anello completo), percorribile tutto l’anno (in estate, preferibile al tramonto)
altezza e dislivello: altitudine massima 133 m s.l.m., dislivello di circa 100 m
DifficoltĆ : facile (adatto anche a principianti con buona mobilitĆ )
Abbigliamento: scarpe da trekking o ginniche con suola antiscivolo, abbigliamento comodo, cappello, acqua
Come prenotare l’escursione naturalistica al Monte Nuovo
Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali:
Il Lago d’Averno a Pozzuoli: storia, leggende e i consigli pratici
Nel cuore pulsante dei Campi Flegrei, a pochi passi da Napoli e Pozzuoli, si trova uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di mistero dāItalia: il Lago dāAverno.
Questo specchio dāacqua dāorigine vulcanica non ĆØ soltanto un’oasi naturalistica di grande pregio, ma un vero e proprio crocevia dove la storia romana incontra la mitologia classica.
Se stai organizzando una gita fuori porta o un itinerario nei Campi Flegrei, in questa guida scoprirai la storia, le leggende e i consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita al Lago dāAverno.
Il Lago d’Averno tra Mito e Leggenda: La Porta degli Inferi
La fama del Lago d’Averno ĆØ legata indissolubilmente all’antichitĆ classica. Il termine Averno deriva dal greco Aornos, che significa letteralmente “senza uccelli”. In passato, infatti, le intense esalazioni solfuree di origine vulcanica impedivano agli uccelli di sorvolare il bacino, facendoli cadere privi di vita nelle sue acque.
Per questa ragione, i popoli antichi identificarono il lago come il vero e proprio ingresso all’Oltretomba (il regno di Ade per i Greci, l’Averno per i Romani).
L’Eneide e la Sibilla Cumana
Nel VI libro dell’Eneide, il poeta Virgilio sceglie proprio le sponde del Lago d’Averno come scenario per la discesa agli Inferi dell’eroe troiano Enea, guidato dalla celebre Sibilla Cumana:
Ā«Facilis descensus Avernoā¦Ā» (La discesa all’Averno ĆØ facileā¦)
ā Virgilio, Eneide
Ancora prima di Virgilio, la tradizione mitologica greca aveva collocato qui la Nekuia di Ulisse, l’episodio dell’Odissea in cui l’eroe omerico evoca le anime dei defunti.
Geologia e Origine del Cratere Vulcanico
Dal punto di vista geologico, il Lago dāAverno ĆØ un classico lago craterico formatosi circa 4.000 anni fa a causa dell’attivitĆ vulcanica dei Campi Flegrei.
Natura: Cratere vulcanico estinto.
ProfonditĆ massima: Circa 30 metri.
Fauna e Flora: Oggi le esalazioni tossiche sono un lontano ricordo. Il lago ĆØ un’oasi protetta dove nidificano svassi, folaghe e germani reali, circondato da rigogliosa macchia mediterranea e vigne secolari.
Cosa Vedere al Lago d’Averno: Archeologia Romana
Sulle sponde del lago si conservano importanti testimonianze dell’ingegneria e dell’architettura dell’antica Roma.
1. Il Tempio di Apollo
L’elemento archeologico più imponente lungo le rive ĆØ il cosiddetto Tempio di Apollo. Si tratta in realtĆ dei resti di una maestosa sala termale romana risalente al II secolo d.C., originariamente coperta da una cupola di dimensioni monumentali, seconda nell’antichitĆ soltanto a quella del Pantheon di Roma.
Nel 37 a.C., per volere di Marco Vipsanio Agrippa, il Lago d’Averno fu collegato al vicino Lago Lucrino e al mare per creare il Portus Iulius, una grandiosa base militare per la flotta navale romana.
3. La Grotta di Cocceio
Un’opera d’ingegneria militare unica al mondo: una galleria scavata nel tufo dall’architetto Cocceio per collegare direttamente il Lago d’Averno con l’acropoli di Cuma.
AttivitĆ e Passeggiata al Lago d’Averno
Oggi il lago ĆØ una delle mete preferite dagli amanti della natura e dello sport all’aria aperta.
Percorso ad anello: Il perimetro del lago offre un sentiero pianeggiante di circa 3 km, perfetto per passeggiate, jogging o pedalate in bicicletta.
Degustazioni di vini flegrei: Sulle colline che circondano il bacino vulcanico si coltivano uve autoctone. Qui potrai degustare due celebri DOC dei Campi Flegrei: la Falanghina e il Piedirosso (detto locale Pere ‘e Palummo).
Birdwatching: Un luogo ideale per osservare diverse specie di uccelli acquatici stanziali e migratori.
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