I quindici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS: la parola a Raffaella Iovine [INTERVISTA]

Intervista a Raffaella Iovine, presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS

Per festeggiare i quindici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS, proponiamo un’interessante chiacchierata con la prof.ssa archeologa Raffaella Iovine, presidente (ideatrice) dell’associazione.

L’intervista si divide in tre sezioni:

  • la guida turistica: l’attivitĆ  di divulgazione e esplorazione dei siti della zona flegrea (e, in generale, dell’intera Campania) organizzati periodicamente dall’associazione
  • l’archeologa: come e perchĆ© una giovane studentessa universitaria decide di impegnarsi in questo difficile ambito professionale
  • il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS: quando nasce l’idea dell’associazione, come e perchĆ© opera sul territorio.

La parola a Raffaella.
A noi non resta che augurarvi buona lettura!

 

La vita da guida turistica

D1: Raffaella, tiĀ laurei nel 2009 in Archeologia e, nel 2010, superi l’esame per diventare guida turistica autorizzata dalla Regione Campania. Come e perchĆ© nasce l’idea di guida turistica?Ā 
R1: La passione per la storia e per il passato mi ha spinto a voler abilitarmi per raccontare e narrare l’anima dei luoghi, facendo un viaggio nel tempo dall’epoca più antica ai giorni nostri. ƈ una continua sfida, un crescente desiderio di conoscere e saperne sempre di più

D2: quando racconti la storia di un sito, hai il potere della comunicazione: i visitatori ascoltano le tue parole,pendono dalle tue labbra. Il tuo ruolo è di notevole importanza perché come guida turistica, sei narratrice e testimonial delle bellezze della zona flegrea.
Come ti prepari ad una visita guidata? Quanto tempo dedichi a disegnare l’itinerario, selezionare le fonti, decidere cosa narrare e cosa omettere, valorizzare il sito e tenere alta l’attenzione dei partecipanti?
R2: Ormai ci sono siti le cui storie mi scorrono nelle vene, dove inizio a narrare e tutto viene da sĆØ. Mi entusiasma raccontare i miti, gli aneddoti, le tecniche costruttive romane. Mi compiace guardare il viso soddisfatto e sorridente dei miei visitatori. In linea generale mi aggiorno continuamente. Leggo molto, mi interesso di diversi aspetti del mondo antico dall’antichissimo al passato più recente, approfondisco. Strizzo l’occhio anche alla nostra cultura napoletana, sempre ricca di aneddoti e di spunti di riflessione. L’esperienza di scavo archeologico arricchisce le mie conoscenze con aspetti nuovi che amo raccontare ai visitatori. ƈ un continuo mettersi in gioco, c’ĆØ sempre da imparare!

D3: trasmettere al visitatore la passione per la Storia, far comprendere al pubblico la vita di persone di duemila anni fa, riuscire ad immaginare come vivevano i nostri avi in una villa romana, descrivere l’architettura e l’evoluzione di un sito, sono doti che richiedono competenza, capacitĆ  espressiva sopra la media, abilitĆ  di coinvolgere il pubblico.
La guida turistica è davvero il lavoro più difficile e bello al mondo?
R3: Offrire al visitatore una visita guidata piacevole ed interessante richiede, a mio avviso, empatia e, al tempo stesso, molte competenze consolidate.

Raffaella Iovine, presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei: visita guidata al Rione Terra di Pozzuoli

 

Raffaella Iovine: l’archeologa

D4: Raffaella, perchƩ hai scelto di essere archeologa?
In una giovane studentessa, come nasce la scintilla per investire tempo, energie, anni di studi in questo ambito professionale?
R4: La curiositĆ  verso il mondo antico risale alla fanciullezza. In casa c’erano dei libri che parlavano della Storia archeologica di Quarto e un libro che narrava le vicissitudini storiche della cittĆ  di Napoli.
La Montagna spaccata e la Fescina erano i panorami che osservavo continuamente da bambina dal sedile posteriore dell’auto. Una volta mio padre mi disse: “Sai cos’ĆØ questa? ƈ la Montagna spaccata! L’hanno costruita i Romani!”. Quelle parole sono state la scintilla.

D5: nell’immaginario collettivo, l’archeologo ĆØ un eroe stile Indiana Jones alla ricerca di reperti che possono cambiare i destini dell’umanitĆ . Il tuo lavoro di archeologa come si svolge? E’ davvero cosƬ avventuroso?
R5: Ci sono diversi contesti in cui ĆØ richiesto il lavoro dell’archeologo, sia pubblici sia privati. Il lavoro archeologico richiede grande attenzione ed esperienza. Scoprire la presenza di manufatti antichi ĆØ solo l’inizio di un’entusiasmante ricostruzione della storia di quel luogo. La documentazione e lo studio sono fasi fondamentali che permettono, anche, di contestualizzare il ritrovamento.

 

L’emozione della scoperta

D6: Scavare e ritrovare un antico reperto deve essere un’emozione unica. Ricostruire minuziosamente – da dettagli invisibili – la vita di persone di migliaia di anni prima, credo sia una sensazione che ripaghi il lavoro (e lo studio) di giorni, mesi o addirittura anni.
Quali sentimenti provi quando, in uno scavo, recuperi una moneta romana, scopri una tomba dedicata ad una giovane donna morta duemila anni fa … insomma restituisci alla collettivitĆ  importanti testimonianze della nostra Storia?
R6: Ritrovare una moneta, un mausoleo, una testimonianza del mondo antico mi dĆ  un’emozione grandissima. Si sgranano gli occhi e la meraviglia traspare sul viso. Sono i segni della presenza di un popolo che ĆØ vissuto e ha occupato quei territori prima di noi! Un grande lavoro di tutela viene svolto dalle Soprintendenze. Senza i loro interventi di tutela, probabilmente tutto verrebbe sottaciuto o distrutto. Molte persone ringraziano ed apprezzano il lavoro degli addetti ai lavori. Riportiamo alla luce nuovi dati e inediti monumenti che altrimenti rimarrebbero sconosciuti per chissĆ  quanto altro tempo. Un cantiere ha una gestione complessa che va dalla progettazione dello scavo ed altro.

Intervista a Raffaella Iovine, presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS: in foto, lo scavo in un sito archeologico

 

Come nasce il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS

D7: Raffaella, quando e perchƩ scatta la scintilla per creare il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS?
R7: E’ un’idea partorita da un’intuizione, da un “Eureka!”, da una volontĆ  interiore di non arrendersi ad una realtĆ  che si prospettava chiusa, inaccessibile. Mi ha guidato la grinta e lo spirito di avventura. L’associazione ĆØ nata nel luglio 2010 mettendo insieme più persone conosciute all’UniversitĆ .

D8: Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS opera oramai da quindici anni, quindi anni di lavoro ininterrotto sul territorio dei Campi flegrei, con un’attenzione particolare a Quarto. Le iniziative dell’associazione sono molteplici, sul sito gruppoarcheologicocampiflegrei.it ne sono censite diverse. Hai ricordi particolari degli inizi? Cosa vi ha spinto a continuare nonostante le mille difficoltĆ ?
R8: La soddisfazione maggiore ĆØ rendere visibile ciò che fino a pochi giorni prima era invisibile. Raccontare ed esplorare il territorio, conoscerlo e capirlo. Crediamo nello spirito di collaborazione, a tutti i livelli, per noi l’importante ĆØ che si raggiungano i risultati ovvero la Valorizzazione dei Beni Culturali!

I quindici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS: guardiamo al futuro!

D9: Dunque, il miglior modo per festeggiare i quindici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ guardare ai prossimi quindici anni. Quali progetti futuri?
R9: Work in progress!! Studio, competenza, professionalitĆ , spirito di intraprendenza.

D10: Nel ringraziare Raffaella Iovine per il suo incessante lavoro di divulgazione, chiudiamo l’intervista con una risposta senza domanda: auguri al giovane Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS e … a te la parola Presidente!
R10: La cultura ĆØ un antidoto contro la violenza, l’abbrutimento, l’inciviltĆ . Al brutto contrappone il Bello!
Che sia per tutti un faro, la nostra fiamma interiore!

 

Alcuni scatti per ricordare i nostri primi quindici anni

Condividiamo alcuni scatti per ricordare il lavoro svolto in questi intensi, gratificanti, emozionanti, primi quindici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS!

 

Le avventure degli Dei dell’Olimpo: la magia del teatro alla villa del Torchio di Quarto [FOTO]

Le avventure degli Dei dell’Olimpo: opera de “Le Ninfe APS”

L’entusiasmo dei giovani attori dell’associazione Le Ninfe APS Ć© coinvolgente e forse nemmeno loro sono consci della potenza evocativa trasmessa dall’interpretazione de “Le avventure degli Dei dell’Olimpo” nel suggestivo scenario della villa del torchio, la villa romana di Quarto.

La passione, la vivacitĆ , la forza, la paura e l’incoscienza dei giovani interpreti trasforma la visita guidata in un’esperienza leggera, che regala sorrisi, strappa applausi spontanei ad un pubblico numeroso, coinvolto, riconoscente.

CosƬ, quando la prof.ssa Raffaella Iovine – presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS – varca il cancello del sito, inizia un viaggio temporale: lasciamo alle spalle i rumori della cittĆ  e ritorniamo nella zona flegrea di duemila anni fa, nell’antica Roma.

Le parole della nostra guida si arricchiscono con le immagini evocate dai protagonisti, attori in erba ma giĆ  capaci di trasmettere l’amore per il teatro, la voglia di condividere un pomeriggio che ricorderemo con estremo piacere.

Le avventure degli Dei dell’Olimpo: la magia del teatro alla villa del Torchio di Quarto [FOTO]

 

La galleria fotografica

Ringraziamo di cuore i giovani, gioviali, divertenti, eccezionali attori dell’associazione Le Ninfe APS, che sono stati magistralmente seguiti dai maestri Daniela Punziano e Vincenzo Manco.

Si ringraziano il Sindaco del Comune di Quarto Antonio Sabino e l’Assessore alla Cultura Raffaella De Vivo per la presenza e i loro interventi.

Condividiamo le foto di questo pomeriggio di novembre con somma soddisfazione.
Grazie a tutti šŸ™‚

L’intervista a Quarto Canale TV

Segnaliamo l’intervista della prof.ssa Raffaella Iovine rlasciata a Quarto Canale TV

 

Le avventure degli Dei dell’Olimpo: il video dell’evento

Condividiamo il video dell’evento, a cura di Vincenzo Manco

 

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Antichi Scenari alla Villa del Torchio: l’emozione del teatro, il fascino dell’archeologia [FOTO+VIDEO]

Alla Villa del Torchio, Antichi Scenari con lo spettacolo “Cagliuso”

Il connubio tra Teatro e Storia lascia sempre una forte emozione nell’animo di ogni spettatore.

La magia si ripete anche in questa serata di fine luglio, alla villa del Torchio di Quarto con la piĆØce teatrale di Antichi Scenari che, nel luogo dove duemila anni prima vivevano e lavoravano famiglie di antichi romani, interpreta lo spettacolo “Cagliuso”, tratto dalla fiaba di Giambattista Basile.

 

Antichi Scenari alla Villa del Torchio: l'emozione del teatro, il fascino dell'archeologia

 

Visita guidata e teatro, un connubio emozionante!

CosƬ, dopo l’interessante visita guidata presso l’antica villa romanda di Quarto a cura della prof.ssa Raffaella Iovine – presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS – Antichi Scenari interpreta ā€œCagliuso – La vera storia del Gatto con gli Stivaliā€, tratto dalla fiaba originale di Giambattista Basile, nel suo affascinante napoletano del ’600, con maschere della commedia dell’arte e musica dal vivo (tale opera rappresenterĆ  poi il testo di riferimento per la favola “Il gatto con gli stivali”).

Da evidenziare: gli attori recitano il testo autentico di uno dei racconti più belli e antichi della nostra tradizione popolare, nessuna riscrittura viene proposta.

Agli attori Guido, Julia, Martina Primicile Carafa, Daria Tehrani e alla regista Renata Wrobel i nostri ringraziamenti per averci trasmesso la loro passione e delle vere, profonde emozioni per questo salto temporale, tra Arte e Cultura reso ancora più intenso dalla valenza storica del luogo dove viene interpretato.

L’evento fa parte della rassegna culturale di Antichi scenari con il patrocinio del Comune di Quarto e del Parco archeologico dei Campi flegrei.

 

La Villa del Torchio ripresa dal drone

Per ammirare la bellezza della Villa del Torchio di Quarto, segnaliamo le foto scattate dal drone con scatti successivi da cinquanta metri d’altezza a scendere fino a raggiungere il sito archeologico: guarda le foto dal drone.

 

Antichi Scenari: lo spettacolo “Cagliuso”, foto e video


Dall’anfiteatro Flavio di Pozzuoli a Villa Avellino: alla scoperta della Puteoli Imperiale [FOTO]

Un viaggio nel tempo all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli

La visita guidata all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli Ć© un intenso viaggio nel tempo nella Puteoli Imperiale.
Lo captiamo negli occhi emozionati dei partecipanti alle nostre visite guidate quando scendiamo giù, nei sotteranei, per illustrare il funzionamento di quel mondo nascosto, cupo, violento, dove la vita e la morte si confondevano e i destini degli uomini valevano meno di un movimento del pollice su/giù.

I sotteranei dell’anfiteatro Flavio di Pozzuoli, un luogo ben conservato, duemila anni fa affollato da schiavi e gladiatori, con bestie affamate chiuse in gabbie anguste, incattivite e pronte al combattimento.
E poi, i tanti macchinari utilizzati per trasportare uomini e animali su, nell’arena ellettica, gli spalti affollati da quarantamila spettatori urlanti (divisi nei diversi settori per ceti sociali) pronti ad inneggiare il gladiatore di turno, eroe o vittima sacrificale di un cruento spettacolo tanto amato dagli antichi romani.

In questa prima domenica di maggio accompagniamo i soci dell’associazione culturale BeTime, l’UniversitĆ  del tempo libero.
Tante domande, un’attiva partecipazione, scattiamo foto, ci fermiamo per una sosta al bar, passeggiamo fino a Villa Avellino nel bel parco pubblico che affaccia su Pozzuoli.

Una mattinata da ripetere, tra il fascino di uno dei tanti itinerari della zona flegrea, la voglia di conoscere, l’amore per la nostra terra.
Dunque, non ci resta che ringraziare tutti i partecipanti: la loro soddisfazione ĆØ la nostra miglior gratificazione!.

Dall'Anfiteatro Flavio e Villa Avellino: alla scoperta della Puteoli Imperiale

La galleria fotografica

Alcuni scatti per ricordare la doppia visita guidata all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli e villa Avellino.

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