La Grotta di Cocceio sul Lago d’Averno
La Grotta di Cocceio costituisce uno dei monumenti più rilevanti dell’ingegneria militare romana della tarda Repubblica.
Scavata sotto la dorsale tufacea del Monte Grillo per collegare il bacino del Lago d’Averno con l’acropoli e la piana di Cuma, la galleria fu ideata nell’ambito della riorganizzazione difensiva ed eliotecnica promossa da Marco Vipsanio Agrippa durante la guerra contro Sesto Pompeo (37 a.C.).
Il presente studio esamina il contesto storico-strategico, le caratteristiche architettonico-strutturali, la trattazione nelle fonti antiche greco-latine e l’ereditĆ storiografica dell’opera.

Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
Introduzione e contesto storico
Nel 37 a.C., la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo per il controllo del Mediterraneo occidentale rese improcrastinabile la creazione di un bacino navale protetto e inaccessibile alle incursioni della flotta pompeiana.
Marco Vipsanio Agrippa individuò nei laghi Flegrei (Lucrino ed Averno) la sede ideale per la realizzazione del Portus Julius.
La sistemazione dell’area flegrea richiese imponenti interventi di ingegneria civile e sotterranea.
Tra questi, la Grotta di Cocceio (talvolta nota in epoca moderna anche come Grotta della Pace) fu concepita come arteria ipogea di raccordo logistico e militare.
L’opera consentiva il rapido e protetto spostamento di truppe, carri e rifornimenti tra il porto militare dell’Averno e l’avamposto fortificato di Cuma, proiettato sul Mar Tirreno.
L’Artefice: Lucio Cocceio Aucto
La progettazione e la direzione dei lavori vennero affidate a Lucio Cocceio Aucto, liberto originario dell’area campana noto per la spiccata perizia nell’architettura ipogea e nella costruzione di gallerie stradali e idrauliche.
A Cocceio sono attribuite altre fondamentali opere ipogee della regione flegrea e napoletana:
- La Crypta Neapolitana, tra Neapolis e Puteoli;
- La Grotta di Seiano, che collegava la piana di Bagnoli con la villa di Vedio Pollione a Posillipo;
- La galleria detta la Crypta Romana, sottostante l’acropoli di Cuma.
L’approccio di Cocceio si distinse per l’uso sistematico dello scavo in rampa, l’ottimizzazione dell’orientamento solare per l’illuminazione naturale e l’integrazione di pozzi di aerazione obliqui.
Grotta di Cocceio: analisi Architettonica e Ingegneristica
La galleria si snoda nel tufo giallo flegreo per una lunghezza totale di circa 1 chilometro (~970 m).
Le caratteristiche metriche e costruttive testimoniano la destinazione al transito pesante di carri di sussistenza e colonna militare:
| Parametro Costruttivo | Dimensione / Descrizione |
| Lunghezza complessiva | 970 metri |
| Larghezza media | 5,0 metri (consente il doppio senso di marcia) |
| Altezza media | Variable tra 4 e 12 metri |
| Aperture di aerazione/luce | 9 pozzi obliqui (luminaria) svasati verso l’alto |
| Opus caementicium / reticulatum | Utilizzato nei tratti d’imbocco e nei rinforzi della volta |
I pozzi d’aerazione, scavati fino alla sommitĆ del Monte Grillo, svolgevano la duplice funzione di smaltire i fumi dei tedofori durante la marcia notturna e di proiettare la luce naturale all’interno del percorso durante le ore diurne.

Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
La Grotta di Cocceio nelle Fonti Antiche
L’opera ĆØ direttamente menzionata dagli storiografi e geografi dell’etĆ augustea e imperiale, che ne sottolineano la grandiositĆ strutturale e il legame con la figura di Agrippa.
Strabone (Geographika, V, 4, 5)
Il geografo greco Strabone fornisce la testimonianza epigrafica e storica più esplicita sull’attribuzione dell’opera a Cocceio e sull’impianto del Portus Julius:
Ā«[…] į½ĻĻĪ½ĪæĪ¼ĪæĻ Ī“į½² καὶ į¼Ļį½¶ Ļį½°Ļ ĪĻĪ¼Ī±Ļ į¼ĻĻὶν į¼Īŗ Ļοῦ į¼ĻĻĪ½ĪæĻ , Γιηκῶν Γιὰ Ļοῦ į½ĻĪæĻ Ļ, į¼ĪŗĻĪæĪ½Ī·ĪøĪµį½¶Ļ į½Ļį½ø ĪĪæĪŗĪŗĪ·ĪÆĪæĻ , Ļοῦ καὶ Ļὸν į½ĻĻνομον ĻοιήĻανĻĪæĻ Ļὸν į¼Ļį½¶ ĪεάĻολιν į¼Īŗ ĪικαιαĻĻĪµĪÆĪ±Ļ […].Ā»
Ā«Vi ĆØ anche un condotto sotterraneo che dall’Averno va verso Cuma, scavato attraverso la montagna, eseguito da Cocceio, il quale fece pure la galleria che da Pozzuoli porta a Napoli…Ā»
Svetonio (De vita Caesarum, Divus Augustus, 16)
Svetonio, pur non nominando esplicitamente la galleria, descrive le colossali opere di scavo realizzate da Agrippa nell’area tra Averno e Cuma per l’allestimento della flotta:
Ā«Portum Iulium ad Baias occupato lacu Lucrino et Averno profundisque aquis in superiorem alveum inmissis effecit…Ā»
Evoluzione Storica e Stato di Conservazione
- Epoca Romano-Imperiale: Con il successivo spostamento della base navale dal Portus Julius al porto di Misenum (31 a.C.), la galleria perse la prioritaria funzione militare.
- Medioevo ed EtĆ Moderna: Con la decadenza di Cuma e il progressivo paludamento della piana, la galleria cadde in disuso. In epoca rinascimentale fu riscoperta da eruditi e antiquari.
- Eventi Bellici del XX Secolo: Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la galleria fu impiegata dalle forze armate tedesche come deposito di munizioni. Durante la ritirata del 1943, il brillamento delle polveri provocò il collasso di ampi tratti della volta tufacea e danni strutturali ingenti.
- Interventi di Restauro e Tutela: Dopo decenni di chiusura e lunghi interventi di consolidamento e messa in sicurezza promossi dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il sito ĆØ stato oggetto di studi ambientali e speleologici (inclusa la tutela delle colonie di chirotteri insediatesi al suo interno).
Fonti e Bibliografia
Fonti Antiche
- Strabone,Geographica, Libro V, 4, 5 (ed. Teubner / Loeb Classical Library).
- Svetonio, De vita Caesarum, Divus Augustus, 16.
- Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium libri duo, II, 79.
- Cassio Dione, Historia Romana, XLVIII, 49-51.
Bibliografia Storico-Archeologica
- Amalfitano, P., Camodeca, G., Medri, M. (a cura di), I Campi Flegrei. Un itinerario archeologico, Marsilio, Venezia, 1990.
- Maiuri, A., I Campi Flegrei dal sepolcro di Virgilio all’acropoli di Cuma, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1958.
- Paget, R. F., “The Great Antrum at Baiae: A Military Headquarters of the Roman Empire?”, The Journal of Roman Studies, Vol. 57, No. 1/2, 1967, pp. 102ā112.
- Sirano, F.(a cura di), La Grotta di Cocceio: architettura, ingegneria e paesaggio nei Campi Flegrei, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Napoli, 2021.
- Sommella, P., Forma e urbanistica di Cuma antiqua, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1978.
āāāāāāāāāāāāāāāā
Vuoi conoscere il lago d’Averno, visitare Cuma, Baia o i Campi Flegrei (e dintorni)?
Contattaci subito!
āāāāāāāāāāāāāāāā




