Una pietra senza storia? Invece no! Ai Campi Flegrei ciò che a un occhio inesperto sembra solo un sasso, un rudere o un muro sbrecciato, per una guida turistica Campi Flegrei è una pagina viva di storia.
Ć la differenza tra passare accanto ad edifici antichi e sentirsi trasportati dentro la storia.
E dunque, se cerchi una guida turistica Campi Flegrei, il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ il punto di riferimento per chi vuole scoprire questa straordinaria area vulcanica e archeologica con un esperto abilitato.
Le nostre visite guidate ti accompagnano alla scoperta di luoghi unici come il Parco Archeologico di Cuma, con lāAntro della Sibilla e i templi dell’Acropoli, il Rione Terra di Pozzuoli, il Castello Aragonese di Baia, la Piscina Mirabilis e le Cento Camerelle a Bacoli, fino alle emozionanti escursioni in battello per ammirare Baia sommersa.
Cosa include il tour guidato ai Campi Flegrei
Ogni visita ĆØ curata da una guida turistica abilitata Regione Campania del Gruppo Archeologico Campi Flegrei, con percorsi personalizzati per gruppi, scuole, associazioni e privati.
I tour prevedono:
Accompagnamento di una guida archeologica esperta
Itinerari su misura tra i principali siti archeologici flegrei
PossibilitĆ di combinare visite a terra ed escursioni in battello
Informazioni su prenotazione, costi e punti di raduno per ogni itinerario.
Affidarsi a una guida turistica Campi Flegrei significa avere un racconto vivo sui miti, storia romana, vulcanologia e paesaggi mozzafiato. Le nostre guide conoscono ogni dettaglio dei siti e sanno coinvolgere grandi e piccoli, rendendo ogni visita unāesperienza memorabile.
Ci guida la passione e lāamore verso il nostro territorio. Accompagnarvi ĆØ un modo per condividere la bellezza dei Campi Flegrei, farla conoscere, proteggere e tramandare.
I nostri itinerari: alcune proposte (tutte personalizzabili)
Ecco le nostre principali proposte (da personalizzare a secondo delle esigenze):
Ho partecipato il 16 novembre 2025 alla visita del Rione Terra organizzata dal gruppo archeologico Campi Flegrei. Una passeggiata nella storia di Pozzuoli dalla sua
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Ho partecipato il 16 novembre 2025 alla visita del Rione Terra organizzata dal gruppo archeologico Campi Flegrei.
Una passeggiata nella storia di Pozzuoli dalla sua fondazione accompagnata dalla pregevole presentazione di Raffaella.
Una bellissima esperienza attraverso la bellezza di un posto unico al mondo.
Saluti da Daniela Macario
La schiavitù nell’antica Roma (e il famigerato caso di Pedanio Secondo)
La schiavitù nell’antica Roma era un pilastro economico e sociale fondato sul dominio assoluto (dominium) del padrone sulla persona dello schiavo, considerato alla stregua di un bene materiale (res o mancipium).
Come si diventava schiavi
Prigionoria di guerra: la fonte principale, specialmente durante le grandi conquiste della Repubblica. I vinti venivano deportati e messi all’asta.
Nascita: i figli di una donna schiava (vernae) appartenevano per nascita al padrone della madre.
Pirateria e brigantaggio: cittadini catturati in mare o in terra da predoni e rivenduti sul mercato.
Condanna penale: Pena accessoria perpreati gravi (es. i damnati ad metalla nelle miniere).
Il pensiero di Catone il Censore
Nel suo trattato De agri cultura, Marco Porcio Catone definisce gli schiavi come instrumentum vocale (strumenti parlanti dotati di voce), ovvero macchine da lavoro viventi.
Criterio economico: Catone consiglia di sfruttare al massimo la forza lavoro dello schiavo.
Controllo: imponeva regole ferree per evitare litigi e preservare la produttivitĆ aziendale.
Dove si trovavano i mercati degli schiavi
A Roma: Le vendite all’asta (auctio venaliciaria) si tenevano in aree dedicate come il Foro Boario, il Foro Romano e successivamente nei pressi dei Saepta Julia nel Campo Marzio. Gli schiavi venivano esposti su piattaforme girevoli (catasta) con un cartello (titulus) al collo che ne indicava origini e difetti.
Nel Mediterraneo: Il mercato più grande del mondo antico in etĆ repubblicana fu l’isola di Delo, dove transitavano migliaia di persone al giorno.
Fonti storiche e giuridiche principali
Fonti giuridiche: Le Institutiones di Gaio e il Corpus Iuris Civilis (in particolare il Digesto di Giustiniano), che normano lo status giuridico del servus come proprietĆ .
Fonti storiche e letterarie:
Catone, De agri cultura.
Strabone, Geographia (per il mercato di Delo).
Tito Livio, Ab Urbe condita.
Varrone, De re rustica.
Seneca, Epistulae morales ad Lucilium (per una visione più stoica e umana del rapporto coi servi).
L’omicidio di Lucio Pedanio Secondo, prefetto di Roma
Nel 61 d.C., sotto il regno di Nerone, Roma fu scossa da un episodio che ancora oggi ci interroga sulla giustizia, sul potere e sulla condizione umana nell’antichitĆ : l’assassinio del prefetto urbano Lucio Pedanio Secondo per mano di uno dei suoi schiavi.
Chi era Pedanio Secondo
Lucio Pedanio Secondo non era un cittadino qualunque: era prefetto di Roma (praefectus urbi), una delle cariche più alte dell’impero, responsabile dell’ordine pubblico e della sicurezza della capitale. Un uomo di rango consolare, ricchissimo, con una domus imponente e una familia numerosa, come si conveniva a un personaggio del suo livello.
Secondo Tacito, nella sua casa vivevano circa 400 schiavi, una familia enorme, composta da persone impiegate in mansioni molto diverse. Non si trattava solo di servitori, ma di un’intera comunitĆ di persone al servizio del padrone, tra cuochi, amministratori, schiavi personali, donne di servizio e giovani addetti alle mansioni più umili.
Il delitto di Pedanio Secondo
Pochi dettagli ci sono noti sulla dinamica precisa dell’omicidio. Le fonti antiche, in particolare Tacito, riportano due versioni:
secondo una tradizione, lo schiavo era stato privato della libertĆ promessa;
secondo un’altra, vi sarebbe stata una rivalitĆ amorosa con il padrone.
Ciò che sappiamoĆØ che Pedanio fu ucciso all’interno della sua domus, a Roma. Un fatto che, per la mentalitĆ romana, rappresentava una violazione gravissima dell’ordine domestico e sociale.
La reazione del Senato e il ruolo di Nerone
La risposta delle istituzioni romane fu immediata e brutale. Il Senato, su proposta di senatori come Gaio Cassio Longino, applicò la consuetudine giuridica secondo cui, se un padrone veniva ucciso da uno schiavo, tutti gli schiavi della sua casa potevano essere condannati a morte.
Non importava se fossero coinvolti o meno. La logica era quella della punizione collettiva come deterrente, per riaffermare il controllo assoluto del dominus sulla sua familia.
Quando il popolo romano cercò di opporsi alle esecuzioni, indignato dalla sorte di tanti innocenti, fu Nerone in persona a far schierare l’esercito per impedire disordini e garantire che la sentenza fosse eseguita.
L’imperatore, spesso ricordato per la sua crudeltĆ e il suo disprezzo per la vita umana, in questo caso mostrò chiaramente dove stesse la sua prioritĆ : la sicurezza del prefetto, non la giustizia per gli schiavi.
E cosƬ, passeggiando tra le rovine romane, capita di pensare alle vite che hanno animato quelle case, quei cortili, quelle cucine. La storia di Pedanio ci ricorda che, dietro le pietre, c’erano persone in carne e ossa, con speranze, paure e destini spesso segnati da leggi implacabili.
Cosa fare a Napoli a Ferragosto: eventi e visite guidate
Cosa fare a Napoli a Ferragosto? Se cerchi un modo originale per vivere lāestate tra cultura, storia e archeologia, il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS propone un ricco calendario di eventi e visite guidate tra Napoli, i Campi Flegrei e Pompei.
Agosto 2026 si apre con un ricco calendario di appuntamenti dedicati alla storia, ai miti e alle meraviglie archeologiche della Campania.
Dal centro storico di Napoli al tramonto allāAntro della Sibilla a Cuma, dai luoghi legati a Virgilio e Giacomo Leopardi al Lago dāAverno tra archeologia e vino, fino al suggestivo Castello di Baia di sera, sarĆ possibile partecipare a visite guidate, passeggiate culturali e itinerari alla scoperta di luoghi ricchi di storia e fascino.
Se ti stai chiedendo cosa fare a Napoli a Ferragosto e nei giorni successivi, il nostro calendario propone appuntamenti pensati per conoscere e vivere il patrimonio archeologico e culturale della Campania in modo originale.
Unāestate da vivere tra Napoli, Campi Flegrei e Pompei, accompagnati dalla passione e dalla competenza del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS.
Scopri cosa fare a Napoli a Ferragosto
Scopri gli appuntamenti in programma, scegli l’evento che ti interessa e aggiungilo al tuo calendario per non perdere la data. Poi contattaci e prenota subito il tuo posto!
Eventi Estate 2026: il calendario degli appuntamenti
Che tu sia alla ricerca di cosa fare a Napoli a Ferragosto, di una visita guidata serale o di un’esperienza culturale nei dintorni della cittĆ , consulta il nostro calendario e scegli il prossimo appuntamento.
Vivi l’estate con il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS!
VENERDĆ 14 AGOSTO
Napoli al Tramonto
š Ore 19:00 ā 22:00
Tour guidato del centro storico antico
sotto la luce serale.
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DOMENICA 16 AGOSTO
Cuma e l’Antro della Sibilla a Ferragosto
š Ore 19:00 ā 22:00
Visita speciale al leggendario antro
e al parco archeologico.
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SABATO 22 AGOSTO
š Ore 10:00
Mergellina nel Mito
Tomba di Virgilio, Giacomo Leopardi
e l’antica Crypta Neapolitana.
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VENERDĆ 28 AGOSTO
Lago d’Averno: Archeologia e Vino
š· Ore 19:30
Giro del lago tra miti legati ai mondi
sotterranei e degustazione nei Campi Flegrei.
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SABATO 29 AGOSTO
š¢ Ore 19:30
Il Castello di Baia di Sera
Suggestiva passeggiata notturna
nella fortezza Aragonese.
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GIOVEDĆ 3 SETTEMBRE
š Ore 10:00
Visita al MANN
Visita al Museo Archeologico Nazionale
di Napoli.
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DOMENICA 6 SETTEMBRE
š Ore 10:00
Baia Sommersa e Terme di Baia
Grand Tour tra archeologia subacquea e terme romane.
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Come prenotare la tua visita guidata
Per informazioni e prenotazioni, contattaci ai seguenti canali:
Una visita guidata al Museo di Capodimonte, soprattutto se condotta da una guida abilitata, permette di vivere questo patrimonio in modo più completo, chiaro e coinvolgente.
E proprio il Gruppo Archeologico Campi Flegrei contribuisce da anni alla valorizzazione del patrimonio culturale in Campania, proponendo itinerari personalizzati che includono anche il Museo di Capodimonte, per un racconto attento dei luoghi capaci di unire arte, storia e identitĆ culturale.
1. Per ammirare capolavori famosi
Il Museo di Capodimonte custodisce opere di artisti importantissimi per la storia dell’arte, come Tiziano, Caravaggio, Masaccio, Parmigianino, Raffaello e Andy Warhol. Tra i capolavori più celebri ci sono la Danae di Tiziano, la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, la Crocifissione di Masaccio e il Vesuvius di Warhol, opere che da sole valgono la visita.
2. Per conoscere la grande Collezione Farnese
Uno dei nuclei più importanti del museo ĆØ la Collezione Farnese, che raccoglie dipinti straordinari e testimonia il gusto collezionistico delle grandi famiglie italiane. Qui si può attraversare la storia dellāarte dal Rinascimento al Barocco, incontrando alcuni dei nomi più alti della pittura europea.
4. Per vivere unāesperienza guidata più coinvolgente
Con una guida abilitata nazionale, la visita diventa più semplice da seguire ed interessante. Le opere vengono spiegate nel loro contesto, le connessioni tra gli artisti diventano chiare e il racconto aiuta a cogliere dettagli che spesso sfuggono a una visita autonoma.
5. Per unire arte, storia e natura
Visitare Capodimonte significa, anche, entrare in un luogo immerso in un contesto paesaggistico unico. Il museo si trova, infatti, nel Real Bosco di Capodimonte, unāarea storica e botanica di grande fascino, perfetta per completare la giornata con una passeggiata tra arte e natura.
Come prenotare la tua visita guidata al Museo di Capodimonte
Se cerchi unāesperienza culturale autentica, partecipare ad una visita guidata al Museo di Capodimonte ĆØ una scelta che unisce bellezza, conoscenza e meraviglia.
E con una guida qualificata, ogni sala diventa una storia da ascoltare e ricordare.
Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali:
Prenota una visita guidata a Pompei in italiano o in lingua: scopri l’itinerario da Porta Anfiteatro al Foro con guide esperte
Se stai pianificando un viaggio in Campania, la visita guidata a Pompei ĆØ un’esperienza fondamentale da inserire nel tuo itinerario.
Esplorare l’antica cittĆ romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. significa compiere un vero e proprio tuffo nel passato.
Qual ĆØ il miglior itinerario per visitare Pompei in due ore?
Per cogliere ogni sfumatura storica ed architettonica senza perdere i dettagli più importanti, affidarsi a una guida turistica autorizzata è la scelta ideale. Offriamo tour guidati a Pompei in italiano e in lingua straniera, perfetti per viaggiatori singoli, famiglie, gruppi internazionali e scuole.
L’Itinerario del Tour: Da Porta Anfiteatro al Foro di Pompei
Il percorso di visita ĆØ stato strutturato per ottimizzare i tempi e mostrare i luoghi simbolo del Parco Archeologico di Pompei.
Porta Anfiteatro e l’Anfiteatro Romano: Punto di partenza della visita, dove ammirare la struttura gladiatoria in pietra più antica al mondo e la vicina Palestra Grande.
Via dell’Abbondanza: La via principale della cittĆ antica, caratterizzata da antichi thermopolia (i bar dell’epoca), lavanderie (fullonicae) e botteghe artigiane.
Le Domus e i Calchi di Pompei: Tappa d’obbligo per osservare gli splendidi mosaici delle dimore romane e le emozionanti impronte lasciate dalle vittime dell’eruzione.
Il Foro Civile: Il cuore della vita pubblica, politica ed economica di Pompei, circondato dal Tempio di Giove, dalla Basilica e con una vista panoramica sul Vesuvio.
Camminare tra le rovine con una spiegazione professionale permette di comprendere la vita quotidiana degli antichi romani, aneddoti storici e dettagli architettonici che altrimenti sfuggirebbero.
I nostri servizi di guida sono personalizzabili e disponibili in diverse lingue su richiesta.
Come prenotare la tua visita a Pompei
Le visite guidate sono curate dal Gruppo Archeologico Campi Flegrei e sono disponibili esclusivamente su prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali:
Il Lago d’Averno a Pozzuoli: storia, leggende e i consigli pratici
Nel cuore pulsante dei Campi Flegrei, a pochi passi da Napoli e Pozzuoli, si trova uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di mistero dāItalia: il Lago dāAverno.
Questo specchio dāacqua dāorigine vulcanica non ĆØ soltanto un’oasi naturalistica di grande pregio, ma un vero e proprio crocevia dove la storia romana incontra la mitologia classica.
Se stai organizzando una gita fuori porta o un itinerario nei Campi Flegrei, in questa guida scoprirai la storia, le leggende e i consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita al Lago dāAverno.
Il Lago d’Averno tra Mito e Leggenda: La Porta degli Inferi
La fama del Lago d’Averno ĆØ legata indissolubilmente all’antichitĆ classica. Il termine Averno deriva dal greco Aornos, che significa letteralmente “senza uccelli”. In passato, infatti, le intense esalazioni solfuree di origine vulcanica impedivano agli uccelli di sorvolare il bacino, facendoli cadere privi di vita nelle sue acque.
Per questa ragione, i popoli antichi identificarono il lago come il vero e proprio ingresso all’Oltretomba (il regno di Ade per i Greci, l’Averno per i Romani).
L’Eneide e la Sibilla Cumana
Nel VI libro dell’Eneide, il poeta Virgilio sceglie proprio le sponde del Lago d’Averno come scenario per la discesa agli Inferi dell’eroe troiano Enea, guidato dalla celebre Sibilla Cumana:
Ā«Facilis descensus Avernoā¦Ā» (La discesa all’Averno ĆØ facileā¦)
ā Virgilio, Eneide
Ancora prima di Virgilio, la tradizione mitologica greca aveva collocato qui la Nekuia di Ulisse, l’episodio dell’Odissea in cui l’eroe omerico evoca le anime dei defunti.
Geologia e Origine del Cratere Vulcanico
Dal punto di vista geologico, il Lago dāAverno ĆØ un classico lago craterico formatosi circa 4.000 anni fa a causa dell’attivitĆ vulcanica dei Campi Flegrei.
Natura: Cratere vulcanico estinto.
ProfonditĆ massima: Circa 30 metri.
Fauna e Flora: Oggi le esalazioni tossiche sono un lontano ricordo. Il lago ĆØ un’oasi protetta dove nidificano svassi, folaghe e germani reali, circondato da rigogliosa macchia mediterranea e vigne secolari.
Cosa Vedere al Lago d’Averno: Archeologia Romana
Sulle sponde del lago si conservano importanti testimonianze dell’ingegneria e dell’architettura dell’antica Roma.
1. Il Tempio di Apollo
L’elemento archeologico più imponente lungo le rive ĆØ il cosiddetto Tempio di Apollo. Si tratta in realtĆ dei resti di una maestosa sala termale romana risalente al II secolo d.C., originariamente coperta da una cupola di dimensioni monumentali, seconda nell’antichitĆ soltanto a quella del Pantheon di Roma.
Nel 37 a.C., per volere di Marco Vipsanio Agrippa, il Lago d’Averno fu collegato al vicino Lago Lucrino e al mare per creare il Portus Iulius, una grandiosa base militare per la flotta navale romana.
3. La Grotta di Cocceio
Un’opera d’ingegneria militare unica al mondo: una galleria scavata nel tufo dall’architetto Cocceio per collegare direttamente il Lago d’Averno con l’acropoli di Cuma.
AttivitĆ e Passeggiata al Lago d’Averno
Oggi il lago ĆØ una delle mete preferite dagli amanti della natura e dello sport all’aria aperta.
Percorso ad anello: Il perimetro del lago offre un sentiero pianeggiante di circa 3 km, perfetto per passeggiate, jogging o pedalate in bicicletta.
Degustazioni di vini flegrei: Sulle colline che circondano il bacino vulcanico si coltivano uve autoctone. Qui potrai degustare due celebri DOC dei Campi Flegrei: la Falanghina e il Piedirosso (detto locale Pere ‘e Palummo).
Birdwatching: Un luogo ideale per osservare diverse specie di uccelli acquatici stanziali e migratori.
āāāāāāāāāāāāāāāā
Vuoi organizzare una visita guidata al lago d’Averno o nei Campi Flegrei (e dintorni)? Contattaci subito!
LāāOdisseaā secondo Christopher Nolan, un film del 2026
Con il suo ultimo e monumentale kolossal intitolato Odissea, il regista britannico Christopher Nolan compie il suo viaggio più ambizioso, rileggendo il mito millenario di Omero attraverso le lenti della moderna psicanalisi e della destrutturazione temporale.
Il film, della durata di 172 minuti, si distacca dai canoni del classico film dāavventura mitologico per trasformarsi in un dramma intimo, cupo e profondamente pacifista, in cui il vero labirinto da esplorare non ĆØ il Mar Mediterraneo ma la mente umana.
Coerentemente con la sua intera filmografia, Nolan rifiuta una narrazione lineare. La trama si sviluppa su quattro piani temporali interconnessi che si rincorrono e si sovrappongono costantemente, evocando la metafora visiva della tela di Penelope:
I dieci anni della sanguinosa e brutale guerra di Troia, mostrata senza sconti o mitizzazioni eroiche.
I sette anni di prigionia psicologica sullāisola di Ogigia con la ninfa Calipso (Charlize Theron), dove Ulisse, confuso dagli effetti dei fiori di loto, tenta di ricostruire i propri ricordi frammentati.
Il periglioso viaggio di ritorno per mare, costellato da incontri iconici riletti in chiave allucinatoria o horror, come la mutazione dei soldati operata da Circe (Samantha Morton).
Il caos a Itaca, dove la spregiudicata fazione dei Proci, guidata dal mellifluo Antinoo (Robert Pattinson), stringe d’assedio la corte, costringendo il giovane Telemaco (Tom Holland) a imbarcarsi in una disperata ricerca del padre.
Il nucleo centrale della narrazione ruota attorno al concetto di nostos (il ritorno).
Tuttavia, il regista ribalta il finale omerico tradizionale: il ritorno a casa non ĆØ un lieto fine, ma la presa di coscienza che il tempo ha cambiato tutto in modo irreversibile.
Personaggi, interpreti: profilo psicologico e tratti distintivi
Nolan, supportato da un cast stellare, destruttura gli archetipi epici per restituire figure complesse, fragili e spaventosamente moderne.
Ulisse (Matt Damon)
Lontano dall’eroe astuto e orgoglioso della tradizione, l’Ulisse nolaniano ĆØ delineato come un reduce tormentato. Schiacciato dal senso di colpa per lo sterminio perpetrato a Troia tramite l’inganno del cavallo di legno. La sua vera sfida non ĆØ sconfiggere i mostri, ma smettere di combattere il proprio destino e accettare la propria vulnerabilitĆ .
Penelope (Anne Hathaway)
Non ĆØ una figura passiva che attende inerme. La sua ĆØ una resistenza psicologica monumentale. Penelope incarna la lucida fermezza di chi deve gestire il lutto della scomparsa e la pressione politica dei Proci, preservando l’ordine mentale e sociale di una patria al collasso.
Telemaco (Tom Holland)
Rappresenta l’avventatezza della giovinezza combinata con l’angoscia dell’abbandono. Cresciuto all’ombra di un padre leggendario ma assente, Telemaco si lancia in mare non solo per dovere filiale, ma alla disperata ricerca di una propria identitĆ speculare a quella del genitore.
Antinoo (Robert Pattinson)
L’antagonista principale non ĆØ un semplice bruto, bensƬ un manipolatore politico freddo e mellifluo. Rappresenta la personificazione della sete di potere cinica e del decadimento morale che approfitta del vuoto istituzionale e della debolezza altrui.
Atena (Zendaya)
Descritta dalla critica come il vero cuore pulsante dell’opera, Atena non interviene come un deus ex machina visibile. Ć piuttosto una coscienza interiore, la personificazione della saggezza universale e della natura stessa che guida Ulisse verso l’accettazione della realtĆ .
Un’Opera sul Trauma del Presente
Attraverso la superba fotografia in IMAX di Hoyte van Hoytema e le musiche viscerali di Ludwig Gƶransson, Nolan trasforma l’epica classica in un j’accuse pacifista contro le derive geopolitiche contemporanee.
L’identitĆ di Ulisse si dissolve nel mare per poi ricomporsi solo quando l’eroe impara a guardarsi dentro, accettando che l’unica vera terra d’approdo ĆØ la pace con le proprie debolezze.
Pozzuoli, candidata a Capitale dellāArte Contemporanea 2028 con il progetto āLa CittĆ delle fragilitĆ creativeā
POZZUOLI ā Abitare l’incertezza, camminare su un suolo che si solleva e si abbassa da millenni, e trasformare quella stessa instabilitĆ in un motore di rigenerazione culturale.
L’antica cittĆ flegrea presenta al Ministero della Cultura il dossier di candidatura per il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028.
Il manifesto programmatico ĆØ racchiuso in un titolo evocativo e carico di significato: āLa CittĆ delle fragilitĆ creativeā.
Qui, nel cuore ardente dei Campi Flegrei, il bradisismo cessa di essere soltanto un fenomeno geologico da monitorare o una minaccia da temere, per farsi matrice di una nuova energia progettuale.
Il Bradisismo come Musa: l’arte per ricucire le ferite
L’iniziativa nasce da una consapevolezza profonda: la vera forza di un territorio risiede nel riconoscimento della propria vulnerabilitĆ .
Il progetto ĆØ stato ideato da Paolo Lubrano, direttore generale dellāiniziativa, e sviluppato insieme al direttore artistico Francesco Cascino, al regista Luigi Pingitore e a un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.
A supporto della visione di Pozzuoli si ĆØ mossa una rete istituzionale imponente che unisce eccellenze della ricerca e dello studio: le universitĆ Federico II e LāOrientale, lāIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il CNR e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
Da “Panorama 2025” a laboratorio permanente
La candidatura non nasce dal nulla, ma raccoglie e amplifica l’ereditĆ di Panorama Pozzuoli, la grande mostra diffusa organizzata nel settembre del 2025 dal consorzio di gallerie Italics. Quell’evento ha dimostrato sul campo come i linguaggi del contemporaneo possano abitare e risignificare i complessi spazi storici della cittĆ .
Il piano per il 2028 punta a estendere questa esperienza a tutto il territorio urbano, creando un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Il programma prevede interventi artistici mirati che collegheranno i siti monumentali e le aree più sensibili:
Il centro storico: Dal Rione Terra all’Anfiteatro Flavio, passando per il Macellum (il Tempio di Serapide), simbolo globale delle misurazioni del bradisismo.
La costa e il mare: Fino ai confini sommersi di Baia.
I Quartieri della ricostruzione: Un focus speciale sarĆ dedicato agli insediamenti sorti dopo le grandi crisi bradisismiche degli anni Settanta ed Ottanta (come Toiano e Monterusciello). Gli artisti internazionali saranno chiamati a co-progettare opere insieme agli abitanti, trasformando l’ascolto delle comunitĆ in patrimonio pubblico permanente.
L’orizzonte internazionale: il Patto delle CittĆ Fragili
Pozzuoli punta a superare i confini locali per proporre un modello applicabile a livello globale. All’interno del dossier ĆØ inclusa la proposta del Patto delle CittĆ Fragili, un network internazionale tra comunitĆ che condividono sfide ambientali, geologiche o sociali, dove l’art thinking, il pensiero artistico applicato alla risoluzione dei problemi complessi, diventa uno strumento chiave per immaginare nuove forme di convivenza e resilienza.
Pozzuoli, Capitale dellāArte Contemporanea 2028: proclamazione entro il 30 ottobre
La partita per il titolo entra ora nella sua fase calda. Il bando del MiC ha raccolto le candidature e la cittĆ vincitrice sarĆ proclamata ufficialmente entro il 30 ottobre, dopo le valutazioni della giuria ministeriale.
Tra la terra che si muove e il mare che osserva, Pozzuoli dimostra che la vera bellezza non ha paura di tremare.
Il vino nell’antica Roma non era una semplice bevanda, ma un pilastro fondante dell’identitĆ culturale, economica e religiosa.
Essi seppero trasformare la produzione vinicola in una vera e propria produzione su vasta scala, capace di muovere merci, assi e sesterzi.
Inizialmente, nella Roma arcaica, il vino era un bene di lusso strettamente regolamentato. Con la nascita della ville rusiche, un esempio è la Villa del Torchio di Quarto, la coltivazione della vite divenne una delle attività agricole più redditizie, trasformando il paesaggio agrario.
Visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto
Due volte al mese, il Gruppo archeologico dei Campi Flegrei APS organizza una visita guidata alla Villa del Torchio di Quarto. La passeggiata archeologica, autorizzata dal Comune di Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ĆØ gratuita per tutti i visitatori.
Prossimo appuntamento: domenica 2 agosto ore 20,00. Per prenotarti alla visita gratuita alla villa romana del torchio di Quarto di domenica 2 agosto ore 20,00 contattaci:i:
I Romani possedevano tecniche di vinificazione sorprendentemente avanzate. Dopo la vendemmia (deriva dal latino vindÄmia, composto a sua volta da vinum (vino) e demere (togliere o raccogliere), l’uva veniva pigiata nei calcatoria e, poi, pressata con grandi torchi a vite o a leva.
Il mosto veniva fatto fermentare in grandi orci di terracotta interrati, chiamati dolia.
Il vino romano, tuttavia, era molto diverso da quello moderno. Era denso, ad alta gradazione alcolica e spesso incline all’ossidazione. Per questo motivo, veniva frequentemente miscelato con miele, spezie (come pepe e zafferano) e resine.
Cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia. La decorazione presente sul vaso attico a figure rosse, datato alla metĆ del V sec. a.C., e proveniente dai ricchi corredi delle necropoli cumane, mette in scena il mondo di Dioniso e il potere del vino. (fonte pafleg.it)
Gli antichi vini più pregiati della Campania
Non tutti i vini erano uguali. Esisteva una vera e propria gerarchia della qualitĆ :
Il Falerno: Prodotto al confine tra Lazio e Campania, era il vino più pregiato in assoluto, bianco, forte e capace di invecchiare per decenni.
Il Cecubo e il Massico: Altri vini campano-laziali celebrati per l’eccellenza.
Il Vino di Pompei: Prodotto sulle pendici del Vesuvio, era commercializzato in tutto l’Impero, sebbene non sempre di altissima qualitĆ .
I vini meno pregiati: Come il posca (acqua e aceto di vino), la bevanda quotidiana dei soldati e dei ceti più poveri.
Il Banchetto: Spazio Sociale e Ideologico
Il luogo d’elezione per il consumo del vino era il banchetto (convivium), che si svolgeva nel triclinium dell’abitazione.
Il consumo era regolato dal magister bibendi (o rex convivii), che estratto a sorte decideva le proporzioni della miscelazione tra acqua e vino (bere vino puro, merum, era considerato un costume barbarico) e stabiliva il numero di coppe che ogni commensale potesse bere.
Il Vino per la Vita e per la Morte: Rituali e Religione
Il vino legava indissolubilmente il mondo dei vivi a quello degli dei e dei defunti.
Il vino per la vita: Il culto di Libero e Bacco
Inizialmente associato a Liber Pater, divinitĆ italica della fertilitĆ e della viticoltura, il vino venne poi assimilato al culto di Bacco (il Dioniso greco). I Bacchanalia, feste rituali incentrate sull’estasi mistica provocata dal vino, divennero cosƬ popolari e potenzialmente sovversivi che il Senato romano dovette proibirli drasticamente nel 186 a.C. con il celebre Senatusconsultum de Bacchanalibus.
Il vino, simbolo di sangue e di vita rigenerata, leniva la sete dell’anima nell’Oltretomba e manteneva vivo il legame tra la famiglia e gli antenati.
Fonti Bibliografiche Antiche
La nostra conoscenza del vino romano si basa su un ricco corpus di fonti letterarie:
Marco Porcio Catone (De Agri Cultura, II sec. a.C.): Offre una visione pragmatica della gestione della vigna e della produzione vinicola come business.
Marco Terenzio Varrone (De Re Rustica, I sec. a.C.): Analizza l’evoluzione scientifica e razionale della viticoltura italica.
Lucio Giunio Moderato Columella (De Re Rustica, I sec. d.C.): Rappresenta il culmine della trattatistica agraria romana, con capitoli dettagliatissimi sulla cura delle viti, l’innesto e la conservazione del vino.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, I sec. d.C.): Nel Libro XIV traccia una vera e propria “mappa dei vini” dell’Impero, catalogando i migliori vitigni, i territori d’eccellenza e i metodi di adulterazione.
Orazio e Marziale: Nelle loro opere poetiche e satiriche, descrivono vividamente l’atmosfera dei banchetti, l’ebbrezza, la ricerca del Falerno d’annata e le ipocrisie sociali legate al servizio del vino.
Petronio Arbitro (Satyricon, I sec. d.C.): Nella celebre Cena di Trimalcione, il vino (tra cui l’esagerato “Falerno Opimiano di cento anni”) diventa lo strumento ostentativo della ricchezza volgare del liberto arricchito.
Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell’Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia.
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Le foto della Solfatara dal drone: per comprendere i Campi Flegrei
Osservare dall’alto la Solfatara di Pozzuoli chiarisce al meglio l’origine del termine “Campi Flegrei”.
Difatti, i Campi Flegrei devono il loro nome al greco phlegraios, āardenteā: una definizione che racconta perfettamente lāanima di questa terra, sospesa tra fuoco, storia, meraviglia e una Natura rigogliosa.
Oggi la Solfatara non ĆØ visitabile. Ma con le nostre visite guidate personalizzate a Pozzuoli organizzate per le specifiche esigenze dei partecipanti, raggiungiamo un punto panoramico per ammirare il fascino di questo lembo di terra, proprio nel cuore dei Campi Flegrei.
CosƬ in una calda mattinata di inizio luglio, il drone decolla pronto a catturare qualche scatto da condividere con chi ama il nostro territorio. E nonostante l’abitudine a questo spettacolo, le foto della Solfatara dall’alto mostrano un paesaggio capace di non lasciare indifferenti. Le fumarole ricordano la potenza di questo cratere vulcanico, tra i simboli più riconoscibili dellāarea flegrea.
A Pozzuoli, dall’Anfiteatro Flavio al Rione Terra
Osservare la Solfatara ĆØ uno stimolo per visitare gli altri punti di interesse di Puteoli:
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