I vini più pregiati della Campania romana

Introduzione e Origini della Viticoltura Romana

Il vino nell’antica Roma non era una semplice bevanda, ma un pilastro fondante dell’identitĆ  culturale, economica e religiosa.

Essi seppero trasformare la produzione vinicola in una vera e propria produzione su vasta scala, capace di muovere merci, assi e sesterzi.

Inizialmente, nella Roma arcaica, il vino era un bene di lusso strettamente regolamentato.
Con la nascita della ville rusiche, un esempio è la Villa del Torchio di Quarto, la coltivazione della vite divenne una delle attività agricole più redditizie, trasformando il paesaggio agrario.

 

Visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto

Due volte al mese, il Gruppo archeologico dei Campi Flegrei APS organizza una visita guidata alla Villa del Torchio di Quarto.
La passeggiata archeologica, autorizzata dal Comune di Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ĆØ gratuita per tutti i visitatori.

Prossimo appuntamento: domenica 2 agosto ore 20,00.
Per prenotarti alla visita gratuita alla villa romana del torchio di Quarto di domenica 2 agosto ore 20,00 contattaci:i:

 

La Produzione e le Tipologie di Vino

I Romani possedevano tecniche di vinificazione sorprendentemente avanzate.
Dopo la vendemmia (deriva dal latino vindēmia, composto a sua volta da vinum (vino) e demere (togliere o raccogliere), l’uva veniva pigiata nei calcatoria e, poi, pressata con grandi torchi a vite o a leva.

Il mosto veniva fatto fermentare in grandi orci di terracotta interrati, chiamati dolia.

Il vino romano, tuttavia, era molto diverso da quello moderno.
Era denso, ad alta gradazione alcolica e spesso incline all’ossidazione.
Per questo motivo, veniva frequentemente miscelato con miele, spezie (come pepe e zafferano) e resine.

I vini più pregiati della Campania romana: cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia

Cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia.
La decorazione presente sul vaso attico a figure rosse, datato alla metĆ  del V sec. a.C., e proveniente dai ricchi corredi delle necropoli cumane, mette in scena il mondo di Dioniso e il potere del vino. (fonte pafleg.it)

 

Gli antichi vini più pregiati della Campania

Non tutti i vini erano uguali.
Esisteva una vera e propria gerarchia della qualitĆ :

Il Falerno: Prodotto al confine tra Lazio e Campania, era il vino più pregiato in assoluto, bianco, forte e capace di invecchiare per decenni.

Il Cecubo e il Massico: Altri vini campano-laziali celebrati per l’eccellenza.

Il Vino di Pompei: Prodotto sulle pendici del Vesuvio, era commercializzato in tutto l’Impero, sebbene non sempre di altissima qualitĆ .

I vini meno pregiati: Come il posca (acqua e aceto di vino), la bevanda quotidiana dei soldati e dei ceti più poveri.

 

Il Banchetto: Spazio Sociale e Ideologico

Il luogo d’elezione per il consumo del vino era il banchetto (convivium), che si svolgeva nel triclinium dell’abitazione.

Il consumo era regolato dal magister bibendi (o rex convivii), che estratto a sorte decideva le proporzioni della miscelazione tra acqua e vino (bere vino puro, merum, era considerato un costume barbarico) e stabiliva il numero di coppe che ogni commensale potesse bere.

 

Il Vino per la Vita e per la Morte: Rituali e Religione

Il vino legava indissolubilmente il mondo dei vivi a quello degli dei e dei defunti.

Il vino per la vita: Il culto di Libero e Bacco

Inizialmente associato a Liber Pater, divinitĆ  italica della fertilitĆ  e della viticoltura, il vino venne poi assimilato al culto di Bacco (il Dioniso greco).
I Bacchanalia, feste rituali incentrate sull’estasi mistica provocata dal vino, divennero cosƬ popolari e potenzialmente sovversivi che il Senato romano dovette proibirli drasticamente nel 186 a.C. con il celebre Senatusconsultum de Bacchanalibus.

Il vino per la morte: Il culto funerario

Nel contesto funerario, il vino era l’elemento di mediazione per eccellenza.
Durante i funerali e nei giorni di commemorazione (come i Parentalia), i Romani praticavano la libagione: il vino veniva versato direttamente sul terreno o all’interno di appositi tubi di terracotta collegati alle tombe, affinchĆ© il defunto potesse “bere”.

Il vino, simbolo di sangue e di vita rigenerata, leniva la sete dell’anima nell’Oltretomba e manteneva vivo il legame tra la famiglia e gli antenati.

 

Fonti Bibliografiche Antiche

La nostra conoscenza del vino romano si basa su un ricco corpus di fonti letterarie:

  1. Marco Porcio Catone (De Agri Cultura, II sec. a.C.): Offre una visione pragmatica della gestione della vigna e della produzione vinicola come business.
  2. Marco Terenzio Varrone (De Re Rustica, I sec. a.C.): Analizza l’evoluzione scientifica e razionale della viticoltura italica.
  3. Lucio Giunio Moderato Columella (De Re Rustica, I sec. d.C.): Rappresenta il culmine della trattatistica agraria romana, con capitoli dettagliatissimi sulla cura delle viti, l’innesto e la conservazione del vino.
  4. Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, I sec. d.C.): Nel Libro XIV traccia una vera e propria “mappa dei vini” dell’Impero, catalogando i migliori vitigni, i territori d’eccellenza e i metodi di adulterazione.
  5. Orazio e Marziale: Nelle loro opere poetiche e satiriche, descrivono vividamente l’atmosfera dei banchetti, l’ebbrezza, la ricerca del Falerno d’annata e le ipocrisie sociali legate al servizio del vino.
  6. Petronio Arbitro (Satyricon, I sec. d.C.): Nella celebre Cena di Trimalcione, il vino (tra cui l’esagerato “Falerno Opimiano di cento anni”) diventa lo strumento ostentativo della ricchezza volgare del liberto arricchito.

 

Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell'Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia

Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell’Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia.

 

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La Montagna Spaccata di Quarto come non l’avete mai vista [FOTO DRONE]

La Montagna Spaccata: l’attuale via Campana tra Quarto e Pozzuoli

Il sito archeologico di Montagna Spaccata, situato nel comune di Pozzuoli lungo l’attuale via Campana, rappresenta un luogo di grande interesse storico.
Esso ĆØ stato recentemente oggetto di un intervento di valorizzazione attraverso l’illuminazione artistica delle mura di epoca romana.

Il varco si colloca lungo il tracciato della strada pubblica basolata denominata consularis Puteolis–Capuam, importante arteria di collegamento tra le due cittĆ .
In particolare, il passaggio si trova al terzo miglio ed ĆØ stato realizzato mediante il taglio di una porzione della cinta collinare del vulcano Montagna Spaccata.

Nel 2022 l’Associazione ha aderito al progetto di valorizzazione del monumento archeologico, contribuendo alla realizzazione dell’illuminazione artistica delle mura, con l’obiettivo di esaltarne il valore storico e paesaggistico.

 

La Montagna Spaccata di Quarto come non l'avete mai vista [FOTO DRONE]

 

La galleria fotografica (dal drone)

Per evidenziare al meglio la grandezza dell’opera, utilizziamo il drone.
Dall’alto, ĆØ ben visibile il taglio della collina, un tratto di strada che delimita anche il confine tra i comuni di Quarto e Pozzuoli.
Un ringraziamento al nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dall’alto.

 



Visita guidata al castello di Baia e l’invasione (gioiosa) dei mille like!

In visita guidata al castello di Baia: alla scoperta del diploma militare

Il post del diploma militare di Quarto stabilisce il record dei 1000 like e conquista la sua stella ⭐ nell’archeo‑walk of fame tra i più letti!
Ma, se riflettiamo, l’aspetto più rilevante del record non sono (solo) i grandi numeri.
Dietro ad ogni like c’ĆØ una persona.

E allora, se insieme ai mille like-persone organizzassimo una visita guidata al castello di Baia?
Sarebbe un giorno epico!
Con i mille like trasformati in un potente esercito di appassionati, uno tsunami culturale, un’onda umana di pura energia all’assalto della fortezza!

Un esercito di mille like-persone che punterebbe diritto alla sala XXXIII del Museo Archeologico dei Campi Flegrei per nutrirsi dell’emozione scolpita nella pietra.

PerchĆ© il diploma militare, dopotutto, narra e conserva una storia d’amore e di libertĆ !
La vita del pretoriano Lucio Camelio Severo, un soldato, che dopo vent’anni di onorato servizio per l’Imperatore, riceve il congedo e il permesso di sposare una donna senza la cittadinanza romana.

E più dell’amore per una donna, per la Vita, quale sentimento può viaggiare per oltre duemila anni e giungere fino ai giorni nostri conservando la sua forza evocativa?

In visita guidata al castello di Baia: alla scoperta del diploma militare

Storie inedite di donne e uomini di duemila anni fa

Ebbene, non nascondiamo la gioia per il successo del post sul diploma militare di Quarto.
Dopotutto, un caloroso applauso di apprezzamento fa piacere a tutti.
Ma, soprattutto, invoglia sempre a far meglio.

Grazie di cuore a tutti voi che, con un semplice clic, avete ridato vita al racconto millenario del pretoriano Lucio Camelio Severo.
E continuate a seguirci sulla nostra pagina facebook del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ( o canale WhatsApp)🌟

Condivideremo nuovi post, vite e destini inediti di persone che non trovano spazio sui libri di scuola ma che, con i loro piccoli grandi gesti, la Storia l’hanno scritta e vissuta.


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Alla Villa del torchio di Quarto il rito in onore del mese di marzo

Alla Villa del Torchio di Quarto per il rito al dio Marte

La prima domenica di marzo inizia con una dedica speciale a Marte, dio protettore dei raccolti con la nostra visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto!

A distanza di duemila anni, Marte suscita ancora un forte fascino.
E difatti, il gruppo di visitatori riunitosi nella villa romana di Quarto, dopo aver scoperto i segreti di questo importante sito archeologico, ha assistito al rito dedicato al dio tanto caro agli antichi romani per il suo ruolo di protettore dei campi secondo la tradizione italica (e non solo).

Un momento che, nella sua semplicitĆ , ci permette di coniugare divulgazione e sano divertimento.
Un semplice gesto per rileggere i versi antichi con l’aroma di incenso, che ci trasportano a duemila anni fa.

E allora, riflettiamo su un aspetto non secondario … l’importanza della (nostra) Storia.
La voglia di conoscenza, l’amore per la propria terra, la passione verso le nostre antiche origini.

Alla Villa del torchio di Quarto per il benvenuto al mese di marzo e il rito al dio Marte

 

Alla Villa del torchio di Quarto, visita guidata gratuita ogni prima domenica del mese

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza visite guidate gratuite alla Villa del Torchio di Quarto ogni ultima e prima domenica del mese, ma anche su prenotazione per altre occasioni.
Per approfondimenti e dettagli rimandiamo al post Visite guidate a Quarto. Alla scoperta della villa romana!

 

La galleria fotografica

Condividiamo l’album fotografico per ricordare la visita guidata alla Villa del Torchio di Quarto e il rito dedicato al dio Marte.
PerchĆ© Storia, divulgazione e un pizzico di leggerezza possono coesistere e rendere una domenica un po’ più speciale delle altre.

Buona visione e … al prossimo rito šŸ™‚

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Il diploma militare di Quarto. La decifrazione dell’iscrizione

La testimonianza di un diploma militare di Quarto ritrovato in una villa rustica

La sala XXXIII del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia (Bacoli, provincia di Napoli), ospita un’assoluta raritĆ , ovvero il diploma militare del pretoriano Lucio Camelio Severo, ritrovato nel 1987 nella sua villa rustica lungo l’attuale Corso Italia a Quarto (NA) dall’archeologo Paolo Caputo.

Si tratta di una lamina di bronzo ā€œriciclataā€ di 14,6 x11 cm e di 1 mm di spessore, la cui iscrizione testimonia che il soldato, della tribù Palatina di Puteoli, avendo prestato servizio nell’XI coorte Urbana di Roma per 20 anni, riceve il congedo e il permesso di sposare una donna senza la cittadinanza romana (ā€œperegrinaā€).

I figli nati da questa unione sarebbero stati a tutti gli effetti dei cittadini romani.
Il diploma militare di Quarto reca una data corrispondente al 7 gennaio (il settimo giorno prima delle Idi di gennaio) del 224 d. C..
In quel periodo erano consoli, per la seconda volta, Claudio Giuliano e C. Bruzio Crispino, mentre l’Imperatore era Alessandro Severo, successore del cugino Eliogabalo.

Sullo stesso diploma militare sono riportati tre testi diversi, che testimoniano il riuso della lamina di bronzo nel tempo.

 

Ipotesi di traduzione

Si riporta un’ipotesi di traduzione della Tavola 1 presente sul lato esterno.

Imp(erator) Caes(ar), divi Antonini Magni
Pii ilius, divi Severi Pii nep(os),
M. Aurellius Severus Alexander, Pius,
Felix, Aug(ustus), pontif(ex) max(imus), trib(unicia) pot(estate) III, co(n)s(ul),
p(ater) p(atriae),
nomina militum, qui militaverunt in
cohortibus urbanis Severianis quattuor
X XI XII XIIII, subieci, quibus fortiter
et pie in militia functi sunt, ius tribui
conubii dumtaxat cum singulis
et primis uxoribus, ut, etiam si peregri-
• •
ni iuris feminas in matrimonio suo
iunxerint, proinde liberos tollant
ac si ex duobus civibus Romanis natos.
A(nte) d(iem) VII Id(us) Ian(uarias)
App(io) Claudio Iuliano II, C(aio) Bruttio Crispino co(n)s(ulibus).
Coh(ors) XI urb(ana) Severiana
L(ucio) Camelio L(uci) f(ilio) Pal(atina) Severo
P<u>teolis
Descript(um) et ) recogneitx( um tabula aerea qu(a)e ixa
est Rom(a)e in muro pos(t) templ(um) divi Aug(usti) ad Minervam.
L’imperatore Cesare, figlio del divino Antonino Magno Pio,
nipote del divino Severo Pio,
Marco Aurelio Severo Alessandro, Pio,
Felice, Augusto, pontefice massimo, investito per la terza volta della potestĆ  tribunizia, console, padre della patria,

(ho riportato) i nomi dei soldati che hanno militato
nelle quattro coorti urbane Severiane, la X, XI, XII e XIV,
ai quali, poichƩ hanno compiuto il servizio militare con coraggio e lealtƠ,
ho concesso il diritto di matrimonio soltanto con le prime mogli, affinchƩ, anche se abbiano sposato
donne di condizione giuridica straniera (“peregrina”),
possano riconoscere i figli come legittimi
come se fossero nati da due cittadini romani.
Il settimo giorno prima delle Idi di gennaio,
essendo consoli per la seconda volta Appio Claudio Giuliano
e Gaio Bruttio Crispino.
Coorte XI urbana Severiana.
A Lucio Camelio Severo, figlio di Lucio, della tribù Palatina,
di Pozzuoli.
Copia e verifica conforme alla tavola di bronzo che ĆØ affissa a Roma,
sul muro dietro il tempio del divo Augusto, presso il tempio di Minerva.

 Il reperto di valore militare ĆØ il più recente di altri diplomi militari del periodo romano ritrovati in Europa.

Bibliografia

G. Camodeca, Diploma militare per un urbanicianus di Puteoli del 7 gen. 224, in Accademia di archeologia, lettere e belle arti, volume LXXVII, 2014-2015, pp. 319-329.


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Visite guidate a Quarto. Alla scoperta della villa romana!

Visite guidate a Quarto. La Villa del Torchio

Desideri esplorare i tesori nascosti dei Campi Flegrei?
Le visite guidate a Quarto ti offriranno l’opportunitĆ  di scoprire la straordinaria Villa del Torchio!

Questi affascinanti resti dell’epoca romana raccontano storie di vita quotidiana, commercio e cultura nell’antica Puteoli.
Con il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS potrai vivere un’esperienza indimenticabile, guidato da esperte guide turistiche del territorio flegreo.

Visite guidate a Quarto: alla scoperta della villa romana!

 

I dettagli delle nostre visite guidate a Quarto

Le visite guidate a Quarto rappresentano un’opportunitĆ  unica per immergersi nella ricca storia archeologica di questo affascinante territorio campano.

Quarto, situato nei Campi Flegrei, ĆØ un luogo dove la storia romana si manifesta attraverso resti ben conservati e siti di grande valore scientifico e culturale.

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza visite guidate personalizzate per privati, gruppi, associazioni e scolaresche, adattando l’esperienza alle esigenze e agli interessi di ciascun visitatore.
Ogni visita guidata ĆØ un’occasione per apprendere direttamente dai professionisti, scoprire dettagli affascinanti e comprendere il contesto storico e archeologico dei siti visitati.

 

La Villa del Torchio. Una finestra sul passato romano

Portata alla luce nel 2005 durante gli scavi in localitĆ  Masullo, questa villa rustica romana rappresenta uno dei rari esempi di strutture ben conservate nella regione.
La villa ĆØ databile tra la fine del II secolo a.C. e il V secolo d.C., un periodo di grande prosperitĆ  economica per l’antica Puteoli.

La Villa del Torchio non ĆØ semplicemente un edificio antico. Il complesso archeologico ĆØ una testimonianza vivente della vita quotidiana e dell’economia rurale dell’epoca romana.
La produzione di vino era un’attivitĆ  centrale nell’economia dei Campi Flegrei e la villa forniva il vino per l’antica cittĆ  di Puteoli, un importante porto commerciale del Mediterraneo.

Visitare la Villa del Torchio significa toccare con mano la storia di questa prosperitĆ  economica e comprendere come gli antichi romani sfruttavano le risorse del territorio.

E’ possibile ammirare la villa del torchio di Quarto con foto scattate dal drone.

Visite guidate a Quarto: alla scoperta della villa romana!

 

PerchƩ scegliere il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS

Le visite guidate a Quarto organizzate dal Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS offrono un’esperienza autentica e professionale.
Le guide sono esperte nel campo dell’archeologia e della storia locale, con una profonda conoscenza del territorio e dei siti archeologici.
Questo garantisce che ogni visita sia educativa, interessante e ricca di dettagli.

Una mission dell’associazione.

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ un Ente del Terzo Setore che ha tra le sue mission, il coinvolgimento di turisti, curiosi, appassionati e le nuove generazioni, contribuento alla trasmissione dei valori della memoria, della tutela del patrimonio culturale e della valorizzazione dei siti archeologici.

Il tuo supporto aiuta a mantenere vivi questi siti e a promuovere la ricerca e l’educazione.

 

Come prenotare le visite guidate a Quarto (e dintorni)

Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali!

 Ti aspettiamo šŸ™‚

 

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Quarto Flegreo da scoprire. Dalla Villa del Torchio alla Fescina [FOTO]

Quali sono le origini del toponimo Quarto?

Il nome della cittadina di Quarto, rappresenta una distanza, infatti molto probabilmente deriva dal latino ad quartum, ossia il “quarto miglio” della via Consolare Campana che univa Pozzuoli a Capua.
Questa via consolare era essenziale per il commercio tra il porto flegreo di Puteoli e l’interno campano per raggiungere la via Appia.
Tale posizione rende Quarto un nodo logistico importante, un territorio ricco di punti di interesse, siti archeologici mete di nostri eventi periodici e visite guidate personalizzate.

La villa del torchio (visita gratuita l’ultima e la prima domenica del mese, anche su prenotazione in altri giorni)

La villa romana ĆØ stata portata alla luce nel 2005 ed ĆØ una delle poche strutture a carattere rustico che ben si conserva nei Campi Flegrei. La scoperta, lo scavo e il progetto di restauro e musealizzazione ĆØ stato condotto dalla Dottoressa Ascione Michela.
L’edificio presenta un impianto quadrangolare, preceduto da un cortile con portico su pilastri.
Sorta presumibilmente negli ultimi anni del II sec. a. C., la struttura presenta varie fasi costruttive e successive modifiche che testimoniano una continuitĆ  di vita fino al IV-V sec. d. C.

Il rinvenimento in alcuni ambienti della villa di un torcularium e di una cella vinaria, consente di ipotizzare che l’edificio fosse un centro di produzione di vino.

Per ammirare la bellezza della Villa del Torchio di Quarto, segnaliamo le foto scattate, dal socio Mario Monfrecola, dal drone con scatti successivi da cinquanta metri d’altezza a scendere fino a raggiungere il sito archeologico: guarda le foto dal drone.

La villa del torchio di Quarto ĆØ visitabile gratuitamente ogni prima, ultima domenica del mese e su prenotazione.

Quarto Flegreo: la Villa del Torchio

 

La Fescina, il simbolo di Quarto Flegreo

La Fescina ĆØ un mausoleo a cuspide piramidale che svetta nel complesso archeologico di via Brindisi.

Venne costruita tra l’etĆ  augustea e il I secolo d.C. e si distingue per la forma a piramide, un unicum.
A dimostrazione dell’importanza e dell’unicitĆ  del sito, la Fescina ĆØ oggi considerata uno dei simboli più riconoscibili del Comune di Quarto Flegreo.

Per approfondire, si consulti la pagina della Soprintendenza Archeologica per l’Area Metropolitana di Napoli dedicata alla Fescina. E’ possibile, anche, acquistare il volume “La villa con necropoli La fescina” edito nel 2023 contattando l’associazione.

La Fescina, il simbolo di Quarto Flegreo

 

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Piscina Mirabilis e Villa del Torchio (con rito dedicato a Giunone): doppia visita guidata [domenica 1 febbraio]

La villa del torchio di Quarto con rito dedicato a Giunone Februa

Iniziamo il mese di febbraio, dedicato a Giunone Februa (colei che guarisce), con la visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto (NA) domenica 1 FEBBRAIO 2026 alle ore 16:00.

Le guide turistiche del Gruppo Archeologico dei Campi Flegrei illustreranno ai visitatori la storia della Villa del torchio, evidenziando gli aspetti che rendono unico il sito archeologico di etĆ  romana, portato alla luce nel 2006.

La villa rustica, assimilabile ad una moderna fattoria, ĆØ una delle strutture con funzione produttiva, che meglio si conserva nei Campi Flegrei.
L’edificio presenta un impianto quadrangolare, preceduto da un cortile con portico su pilastri.
Sorta presumibilmente negli ultimi anni del II sec. a. C., la villa presenta varie fasi costruttive e successive modifiche, che testimoniano una continuitĆ  di vita fino al IV-V sec. d. C.
Il rinvenimento in alcuni ambienti della villa di un torcularium e di una cella vinaria, consente di ipotizzare che l’edificio fosse un centro di produzione del vino.
Nella villa ĆØ stato ritrovato, anche, un forno che permetteva la produzione di pane e focacce.

Al termine della visita guidata sarĆ  ricordato il rito dedicato a Giunone Februa, dal cui epiteto deriva il nome del mese di Febbraio!

La passeggiata archeologica, autorizzata dal Comune di Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ĆØ gratuita per tutti i visitatori.

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Piscina Mirabilis e Villa del Torchio (con rito dedicato a Giunone): doppia visita guidata [domenica 1 febbraio]

 

Scopri le meraviglie di Piscina Mirabilis e di Cento Camerelle

Immergiti nella storia di Bacoli romana, visitando “Piscina mirabilis”, punto di arrivo dell’acquedotto del Serino.
Opera grandiosa di etĆ  augustea utilizzata per fornire l’acqua di sorgente alla vicino porto militare dI Misenum..
Proseguiremo con una piacevole passeggiata tra š¢ šÆš¢šœšØš„š¢ ššžš„ š›šØš«š šØ (šž š©ššš§šØš«ššš¦š¢ š¦šØš³š³šššŸš¢ššš­šØ) fino a raggiungere š„šž š¦š¢š¬š­šžš«š¢šØš¬šž š‚šžš§š­šØ š‚ššš¦šžš«šžš„š„šž, l’antico complesso di cisterne frequentato da protagonisti della Storia, chiamate anche “Prigioni di Nerone” nella tradizione popolare.

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  • quando: DOMENICA 1 FEBBRAIO 2026 dalle ore 10:00
  • raduno: appuntamento in Villa Comune di fronte al Bar De Giovanni, in via Miseno 7, Bacoli
  • durata: due ore e mezzo
  • la Piscina Mirabilis e le Cento Camerelle si trovano entrambe a Bacoli e sono molto vicine fra loro: la distanza ĆØ di circa 400 metri, quindi pochi minuti a piedi
  • costo: 15€: il contributo prevede il biglietto di ingresso ad entrambi i siti – la piscina Mirabilis e Cento Camerelle -, la visita guidata accompagnati da una guida del Gruppo Archeologico Campi Flegrei
  • prenotazione obbligatoria:
    – cellulare:Ā +39 388 835 2036
    – scrivimi su WhatsApp al +39 388 835 2036
    – e-mail:Ā info@gruppoarcheologicocampiflegrei.it

 

Piscina Mirabilis e Villa del Torchio (con rito dedicato a Giunone): doppia visita guidata [domenica 1 febbraio]

 

La Pietra Bianca di Quarto. Storia e significato dell’iscrizione [FOTO]

La Pietra Bianca di Quarto in ricordo della giovane moglie di 25 anni

La Pietra Bianca di Quarto ĆØ un’antica lapide funeraria di etĆ  romana, databile al I sec. d.C., inserita all’interno di un contesto funerario più ampio, posto sul versante orientale della piana di Quarto, in prossimitĆ  del collegamento viario con Neapolis.

La lapide funeraria è così chiamata per il colore bianco del marmo con cui è stata realizzata.
Il suo ritrovamento, nel 1777, ha influenzato la toponomastica, attribuendo il nome di “via Pietra Bianca” alla strada principale della localitĆ  in cui fu rinvenuta.
Il reperto archeologico presenta nello specchio epigrafico una dedica commemorativa che Lucius Marius Iunianus rivolge alla giovane moglie, Varia Iusta, che visse poco più di venticinque anni.

La stele funeraria si presenta decorata da un frontone, da una patera (piatto) e da un elegante urceus (brocca).
Inoltre, sono visibili gli incassi a coda di rondine per i forfices, utilizzati per lo spostamento della lapide.

 

La Pietra Bianca di Quarto: una lapide funeraria di etĆ  romana del I sec. d.C.

 

L’iscrizione

Sulla parte frontale della Pietra Bianca di Quarto ĆØ presente la seguente iscrizione in lingua latina:

Variae Sp(uri) F(iliae)

Iustae

L(ucius) Marius

Iunianus

uxori

rarissimae

sanctitatis

vixit ann(is) XXV

mens(ibus) XI dieb(us) XVIII

Segue una proposta di traduzione:

“Lucio Mario Iuniano alla moglie Giusta Varia, figlia di Spurio (?), di rarissima onestĆ . Visse 25 anni, 11 mesi e 18 giorni.”

L’abbreviazione “sp” sembrerebbe riferita al praenomen (nome) del padre.
La gens Varia ĆØ attestata non solo a Puteoli, anche se raramente, ma anche a Capua e a Pompei.

La Pietra Bianca di Quarto: l'incisione

 

La Pietra Bianca di Quarto: dove si trova

L’ara funeraria che assegna il nome alla via “Pietra Bianca”, Ć© in una traversa a poche centinaia di metri dalla villa comunale di Quarto (vedi anche indicazioni Google Maps).

 

Per approfondire

Per maggiori dettagli sulla storia di Quarto e dei suoi principali siti archeologici si rimanda alla pubblicazione “La villa con necropoli La Fescina di Quarto” di Raffaella Iovine (2023).
L’opera ĆØ acquistabile:

 

Bibliografia

 G.A.N. (a cura di), Quarto flegreo. Materiali per lo studio storico archeologico di Quarto flegreo, Napoli, 1980. pp. 96-97, n.12.

Beltrami L., Il sangue degli antenati, Bari, 1998, pp. 115-118.

Camodeca G. et alii (a cura di), Materiali per lo studio storico archeologico di Quarto flegreo, Napoli, 2013, pp. 206-208.

Iovine R., Gli scavi archeologici della villa con necropoli “La Fescina” di Quarto, p. 14.

 

La


Alla Villa del Torchio di Quarto: la prima visita del 2026 con brindisi [FOTO]

Alla Villa del Torchio con brindisi di auguri per il 2026!

Quale migliore contesto della Villa del Torchio per inaugurare il 2026 con la prima visita guidata nel segno di Giano?
E dopo aver narrato e scoperto la storia della villa romana di Quarto, segue il brindisi augurale per il nuovo anno!

PerchƩ non va dimenticato un aspetto fondamentale: ogni visita guidata Ʃ condivisione di tempo, voglia di conoscenza, impegno.

Da parte nostra nell’organizzare e proporre passeggiate speciali, capaci di catturare l’attenzione di ogni singolo partecipante.
E per chi partecipa, invece, la curiositĆ  di scoprire le meraviglie del passato, l’interesse per il territorio, la fiducia riposta nel Gruppo Archeologico Campi Flegresi APS.
Che speriamo di ripagare sempre con professionalitĆ , accoglienza, cordialitĆ , passione.

E, per l’occasione, anche con un brindisi augurale per il 2026 šŸ™‚

Alla Villa del Torchio di Quarto: la prima visita del 2026 con brindisi

 

Le foto del brindisi

Condividiamo alcuni scatti della visita alla Villa del Torchio di Quarto di inizio 2026.
Vi aspettiamo ai prossimi eventi, nel mentre auguri a tutti per un magnifico nuovo anno!

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Vuoi organizzare una visita guidata gratuita alla Villa del Torchio? Contattaci subito!

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