Tempio di Venere di Baia: la cupola perduta vista dal drone [FOTO]

Dall’alto, la pianta ottagonale del tempio di Venere (Baia)

Il Tempio di Venere Baia è uno dei monumenti più riconoscibili dei Campi Flegrei.
Osservato da terra appare come una grande rovina romana, stretta oggi tra la strada moderna, le abitazioni e il porto.

Le fotografie dal drone permettono però di coglierne la geometria complessiva, il rapporto con il paesaggio contemporaneo e soprattutto le strutture che un tempo sostenevano la grande cupola perduta.

Dall’alto il monumento non appare più come un semplice rudere isolato: emerge la complessitĆ  di un edificio romano progettato intorno a una vasta sala circolare, racchiusa in un possente perimetro ottagonale.
Un’architettura costruita per impressionare, per accogliere acqua termale e luce e per sostenere una copertura monumentale.

 

Tempio di Venere di Baia visto dal drone: la forma ottoganale della struttura

 

Il Tempio di Venere di Baia non era un tempio

Il nome ā€œTempio di Venere Baiaā€ ĆØ legato alla tradizione, ma non corrisponde alla funzione originaria del monumento.
Le strutture di Baia note come Tempio di Venere, Tempio di Diana e Tempio di Mercurio non erano edifici religiosi, ma erano parte del vasto sistema delle terme romane dell’amana Baia.

L’edificio chiamato Tempio di Venere doveva appartenere a un grande complesso termale sviluppato lungo la costa.
La sua sala principale ĆØ generalmente interpretata come un ambiente legato all’acqua, forse una grande piscina monumentale o natatio.

ƈ quindi più corretto definirlo cosiddetto Tempio di Venere: una denominazione antica e ormai entrata nell’uso, ma che non deve farci immaginare automaticamente un santuario dedicato alla dea.

 

Tempio di Venere di Baia visto dal drone

 

L’ottagono, il cerchio e la cupola perduta

Le fotografie dal drone aiutano a capire che non siamo davanti a un semplice edificio isolato, ma a una struttura progettata per sostenere una grande copertura e creare uno spazio termale monumentale.

La sala interna del Tempio di Venere Baia aveva una pianta circolare di oltre 25 metri di diametro, mentre il volume esterno era impostato su un ottagono.

Questa doppia geometria aveva una funzione precisa: il cerchio definiva uno spazio interno ampio e unitario, mentre l’ottagono organizzava le murature portanti e aiutava a distribuire le spinte della copertura.

La grande sala era probabilmente coperta da una volta a spicchi, spesso descritta come una cupola ā€œa ombrelloā€.
La copertura, oggi scomparsa, doveva essere formata da settori curvi che salivano dalle robuste murature perimetrali verso la sommitĆ  dell’edificio.

Dalle immagini aeree si osservano proprio le strutture che ne consentivano il sostegno: gli alti muri, gli archi, le aperture e gli attacchi della volta.
La cupola non si ĆØ conservata, ma la sua presenza ĆØ ancora scritta nella forma della rovina.

 

Le terme di Baia viste dal drone (in volo sul tempio di Venere a Baia)

 

Luce, acqua e architettura romana

Il Tempio di Venere Baia faceva probabilmente parte di un complesso termale e la grande sala potrebbe aver ospitato una piscina monumentale.

Le aperture nelle pareti non alleggerivano soltanto la muratura: contribuivano anche a illuminare l’ambiente. In origine, luce e acqua dovevano trasformare questa grande sala in uno spazio scenografico, pensato per sorprendere chi frequentava le terme di Baia.

Anche la gestione dell’acqua piovana era attentamente studiata.
Interventi di manutenzione hanno documentato sistemi romani di canalizzazione destinati a proteggere la copertura e le strutture in tufo dalle infiltrazioni.

 

Il Tempio di Venere di Baia visto dal drone

Oggi il Tempio di Venere di Baia ĆØ circondato dalla cittĆ  moderna, ma conserva ancora l’imponenza di una delle grandi architetture della Baia romana.

Le fotografie dal drone aiutano a restituire ciò che il tempo ha cancellato: non solo la geometria dell’edificio, ma anche l’idea della cupola perduta e dello spazio monumentale che essa doveva coprire.

La cupola non esiste più, ma vive ancora nella robustezza delle murature, nell’ordine degli archi e nel disegno ottagonale che, dall’alto, rende questo monumento uno dei più affascinanti dei Campi Flegrei.

 

Bibliografia

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Tempio di Venere.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Parco archeologico delle Terme di Baia.

Italia.it, Tempio di Venere, Bacoli.

Metodi di dimensionamento e schemi geometrici nell’architettura del cosiddetto Tempio di Venere a Baia, in Disegno. Rivista semestrale della Unione Italiana per il Disegno.

SPLASCH – UniversitĆ  degli Studi di Napoli Federico II, Settore di Venere.

Fotografie aeree e riprese dal drone: Mario Monfrecola, per il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS.



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Il Ponte di barche di Caligola: la folle impresa dell’imperatore tra Baia e Puteoli

Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: storia o leggenda?

Nel 39 d.C. Caligola fece costruire un ponte galleggiante tra Baia e il molo di Pozzuoli: uno ā€œspettacoloā€ politico e simbolico che ancora oggi alimenta dibattito tra storia e leggenda.

 

Dove si trovava

Il ponte attraversava il Golfo di Pozzuoli (parte occidentale del Golfo di Napoli), collegando:

  • Baia (l’antica Baiae), localitĆ  termale e di lusso sulla costa di Bacoli, ricca di ville imperiali e di complessi termali;
  • il molo di Pozzuoli (Puteoli), importante porto commerciale e punto di arrivo del grano alessandrino.

Svetonio indica una distanza di circa 3.600 passi romani.
La conversione moderna ha alimentato diverse discussioni sull’effettiva lunghezza e sul percorso del ponte.

Com’era costruito: alcuni dettagli

Secondo Svetonio, il ponte era formato da:

  • due file di navi da carico (onerariae), raccolte ā€œda ogni parteā€ e ancorate in doppia fila;
  • una piattaforma superiore ricoperta di terra battuta, per creare un piano di calpestio stabile;
  • un tracciato rettilineo, reso simile nell’aspetto alla Via Appia.

Non si trattava quindi di un ponte in muratura, ma di una struttura galleggiante temporanea, ottenuta accostando imbarcazioni e stabilizzandole con ancore e zavorre, poi riempite e livellate per consentire il passaggio di cavalli e carri.

Il numero esatto delle navi non ĆØ noto.
Svetonio riferisce soltanto che furono raccolte imbarcazioni mercantili provenienti da diverse localitĆ  e disposte in doppia fila.

 Tracciato ipotetico del ponte galleggiante

La traversata di Caligola

Svetonio racconta che Caligola percorse il ponte per due giorni:

  • primo giorno: a cavallo, con una corona di quercia, uno scudo, una spada e una clamide dorata;
  • secondo giorno: vestito da auriga, su un carro trainato da una coppia di cavalli celebri.

Davanti a lui veniva portato il giovane Dario, figlio del re parto Artabano II e ostaggio a Roma. Lo seguivano pretoriani e una coorte di amici su carri.

Le fonti riportano anche episodi crudeli legati all’inaugurazione, ma questi particolari appartengono alla tradizione letteraria che ha contribuito a costruire l’immagine di Caligola come imperatore eccentrico e spietato.

 

Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: politica e megalomania

Svetonio riporta due chiavi di lettura:

  • emulazione di Serse, che aveva fatto costruire un ponte sull’Ellesponto, gesto di dominio sulla natura e sul mare;
  • messaggio di potenza rivolto a Germani e Britanni, verso i quali Caligola progettava campagne militari.

L’episodio rientra nella tradizione che descrive Caligola come un imperatore capace di gesti al limite tra megalomania e teatro del potere.

Affresco con porto di Puteoli rinvenuto a Pompei e l’incisione recante la dicitura Ā«ex antiqua picturaĀ». Si tratta di una stampa realizzata da Pietro Santi Bartoli e pubblicata dall’archeologo e storico dell’arte Giovanni Pietro Bellori nell’opera del 1673 Fragmenta vestigii veteris Romae. (https://www.ocean4future.org/savetheocean/archives/84573)

Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli: storia o leggenda?

Non ĆØ corretto definire Il Ponte di Caligola tra Baia e Pozzuoli una pura leggenda.
Le fonti letterarie antiche confermano l’episodio, ma non coincidono completamente nei dettagli.
Svetonio colloca il ponte tra Baia e il molo di Pozzuoli, mentre Flavio Giuseppe ne fornisce una descrizione differente, collegandolo a Misenum.

Comunque sia, la realizzazione di un ponte galleggiante di quelle dimensioni era tecnicamente possibile per i Romani.

Tuttavia non sono stati individuati resti archeologici certi della struttura.
E i dettagli più spettacolari potrebbero essere stati amplificati dalla propaganda e dalla tradizione storiografica successiva.

La formulazione più prudente ĆØ la seguente: il ponte probabilmente fu davvero costruito, ma il racconto ĆØ stato caricato di significati simbolici e aneddoti che ne esaltano la ā€œfolliaā€ dell’imperatore.

 

E oggi, esistono ancora i resti del Ponte di Caligola?

Non esistono resti archeologici certi del ponte galleggiante costruito da Caligola.
Le strutture inglobate nel molo attuale, che per lungo tempo sono state indicate dalla tradizione locale come ā€œPonte di Caligolaā€, sono invece riconducibili al sistema portuale e al molo antico di Puteoli.

Il ponte di Caligola era infatti una struttura temporanea, realizzata utilizzando navi disposte in doppia fila e ricoperte di terra.

 

Resti delle pile del molo caligoliano (fonte Napoli, capitale di un Regno)

Un’impresa nei Campi Flegrei

Il ponte di Caligola si inserisce perfettamente nel paesaggio dei Campi Flegrei, area giĆ  allora ricca di ville imperiali e residenze di lusso a Baia, complessi termali (le celebri ā€œterme di Baiaā€), porti e infrastrutture marittime a Pozzuoli.

Oggi questo stesso golfo ĆØ uno dei teatri più affascinanti dell’archeologia sommersa romana, con il molo del porto commerciale, il Portus Julius, il vicus Annianus, il vicus Lartidianus, gli horrea, le terme e le strutture inghiottite dal bradisismo e dal mare.

Ritrovamento della statua di Baios a Baia nei pressi di Punta Epitaffio.

Bibliografia

Svetonio, Vita dei Cesari, libro IV (Caligola), capp. 19 e 32. Testo e traduzione consultati in:

  • ā€œCaligola e il ponte tra Baia e Pozzuoli (Versione Svetonio)ā€, SkuolaSprint.online.scuola.zanichelli
  • ā€œTraduzione Paragrafo 32, Libro 4 (Caligula), De Vita Caesarumā€, Skuola.net.youtube

Flavio Giuseppe, AntichitĆ  giudaiche, XIX, 1, 5 (riferimento al ponte di Caligola), citato in:

  • ā€œRoman Emperor Caligula and the Floating Bridge of Baiaeā€, Ancient Origins, 18 marzo 2026.

ā€œIl Ponte di Baia, l’impresa folle dell’imperatore Caligolaā€, Storie di Napoli, 10 maggio 2020.

ā€œSvetonio ed il ponte di Caligolaā€, ArcheoFlegrei, 29 aprile 2019.

ā€œCaligula was to commission construction of giant bridge in Bay of Naplesā€, Imperium Romanum.

ā€œCaligolaā€, Wikipedia (voce generale su Caligola e suoi episodi, tra cui il ponte, il cavallo console, la guerra contro Nettuno, ecc.).

ā€œCampagne germano-britanniche di Caligolaā€, Wikipedia (per il contesto della ā€œguerra contro Nettunoā€ e le campagne progettate).

ā€œCaligola contro Oceanoā€, Medium / Storie di Storia, 25 giugno 2023 (approfondimento sulla presunta guerra contro il mare).

ā€œBaiaeā€, Wikipedia (per il contesto archeologico e geografico di Baia: ville, terme, porto).

ā€œPorto di Pozzuoliā€, Wikipedia (per il ruolo di Puteoli come porto commerciale e infrastruttura marittima).



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Puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei: come vederla

“L’energia dei Campi Flegrei”: la puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei

Domenica 28 giugno 2026 alle ore 12,20 ĆØ andata in onda la puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei dal suggestivo titolo “L’energia dei Campi Flegrei”.
Una trasmissione che ci coinvolge particolarmente perchƩ molti dei luoghi mostrati fanno parte degli itinerari proposti dalla nostra associazione.

Quante volte siamo stati al Rione Terra di Pozzuoli o in visita al Parco Archeologico di Cuma?
Dunque, ĆØ un’emozione speciale rivedere su Rai1 le immagini di quei siti a noi tanto cari!
Lo stesso vale per le meraviglie del Parco Archeologico di Cuma e il leggendario Antro della Sibilla raccontati dal direttore Fabio Pagano.

Una nota di merito ai due simpatici conduttori Margherita Granbassi e Nicola ā€œTintoā€ Prudente: con la loro simpatia e leggerezza mostrano all’intera Italia le bellezze archeologiche e gastronomiche del nostro amato territorio.

 

Puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei su Rai1, domenica 28 giugno 2026

 

I dati di ascolto

La puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei di domenica 28 giugno ha registrato oltre 2.625.000 telespettatori, registrando uno share del 23,9%.

Un risultato straordinario a dimostrazione del fascino intramontabile dei Campi Flegrei.

 

Come visitare i Campi Flegrei

Se la trasmissione di Rai1 ha stuzzicato la curiositĆ  di tanti spettatori, ĆØ il momento di visitarli di persona.
E allora, affidatevi al Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS che, da anni, organizza visite guidate nei Campi Flegrei per privati, gruppi, associazioni, scuole.

Contattateci ai nostri numeri e insieme struttureremo il miglior percorso di visita personalizzato:

 

Come vedere la puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei di domenica 28 giugno

La puntata trasmessa su Rai1 domenica 28 giugno dal titolo “L’energia dei Campi Flegrei” ĆØ disponibile su RaiPlay.

Clicca e accedi a RaiPlay per vedere le puntate di Linea Verde Estate


Se non si riesce ad accedere tramite il suddetto link diretto, ecco come trovare la puntata desiderata:

  • accedere a RaiPlay, effettuare login (o registrazione)
  • dal menù, selezionare “Catalogo” e poi “Programmi”
  • cercare “Linea Verde Estate”
  • tra le puntate del 2026 disponibili, cliccare su “L’energia dei Campi Flegrei” del 28 giugno

Vi aspettiamo nei Campi Flegrei, nel mentre … buona visione!



Metti una sera d’estate al Castello di Baia

Visita guidata di sera al Castello di Baia: tutti i sabato di luglio dalle ore 20,00

Ci sono diversi modi per trascorrere una serata d’estate, ma chi ha partecipato alla nostra visita guidata di sera al Castello di Baia di sabato 27 giugno sceglie un modo nuovo e diverso.

Eh sƬ, perchƩ ben presto la visita guidata si rivela un momento di condivisione, un viaggio nel tempo tra storia, panorami e un piccolo dolce apprezzato da tutti.

La fortezza, immersa nella luce del tramonto, offre un’esperienza più raccolta e suggestiva rispetto alle visite diurne.

L’attraversamento del ponte levatoio restitusce da subito la percezione dell’antico sistema difensivo.
Il nuovo Padiglione del Cavaliere (leggi anche la storia dell’Amazzone di Baia), uno degli spazi più apprezzati dai partecipanti per il suo recente allestimento e per le emozioni al di lĆ  del tempo che lo accompagna.
E poi la coinvolgente Sala Cuma, dove il gruppo si immerge tra le vicende del territorio flegreo in un’atmosfera resa ancora più intensa dalla visita serale.

Senza dimenticare un momento semplice ma molto gradito: la degustazione di un dolce, occasione per condividere impressioni e commenti.

Ecco, la nostra visita guidata al castello di Baia trasforma una normale sera d’estate in un’occasione diversa, tra cultura e convivialitĆ .

 

Visita guidata di sera al Castello di Baia: tutti i sabato di luglio dalle ore 20,00

 

I dettagli della visita serale [dal 4 luglio e tutti i sabato dalle ore 20,00]

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza la visita guidata personalizzata al Castello di Baia per privati, associazioni, gruppi:

  • quando: sabato 4 luglio (e tutti i successivi sabato di luglio dalle ore 20,00)
  • dove: appuntamento all’ingresso del Castello di Baia
  • ĆØ possibile parcheggiare l’auto nei parcheggi limitrofi

 

Come prenotare la tua visita guidata al Castello di Baia di sera

Per informazioni e prenotazioni per la tua visita guidata contattaci ai seguenti canali:

Ti aspettiamo!

Per approfondire: guarda le foto del Castello di Baia dal drone

 

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L’Amazzone di Baia nelle nuove sale del Padiglione del Cavaliere

L’Amazzone di Baia al Museo Archeologico dei Campi Flegrei

L’opera scultorea, che qui si presenta, ĆØ la testa dellā€™ā€œAmazzoneā€ conservata al Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia.
Il museo ĆØ ospitato nel Castello di Baia e raccoglie reperti provenienti dall’area flegrea.

Si tratta di una scultura legata al famoso tema greco dell’Amazzone ferita, un soggetto nato nel V secolo a.C. e noto attraverso copie romane di originali greci in bronzo perduti.

Il tema era associato alla gara artistica per il santuario di Artemide a Efeso in Asia Minore (attuale Turchia), come scrive Plinio il Vecchio, a cui parteciparono scultori come Policleto, Fidia e Cresila.

 

L'Amazzone di Baia nelle nuove sale del Padiglione del Cavaliere al Museo Archeologico dei Campi Flegrei

 

Fu rinvenuta nei primi anni Venti del Novecento nel porto di Baia

Nella bottega di Baia, come ĆØ noto, si realizzavano copie fedeli di statue originali greche celebri e tra queste anche la nostra Amazzone esposta nelle sale di recente apertura nel padiglione del Cavaliere.

Rinvenuta nei primi anni Venti del Novecento nel porto di Baia, tra resti di strutture sommerse pertinenti probabilmente al palazzo imperiale, la testa di Amazzone, in marmo pentelico, h 29 cm, mostra l’ideale dell’Amazzone sconfitta ma nobile, cioĆØ una guerriera forte che, pur ferita, mantiene la sua dignitĆ  e la sua bellezza.

 

Chi erano le Amazzoni?

I Greci vedevano le Amazzoni come un popolo di donne guerriere che vivono senza uomini in una societĆ  separata.
Per la mentalitĆ  greca antica questo era un capovolgimento dell’ordine tradizionale, quindi il conflitto diventava simbolico, ossia la civiltĆ  greca contro un mondo selvaggio.

 

Quali sono gli Eroi greci che combattono contro di loro?

Secondo il mito Eracle affronta le Amazzoni per conquistare la cintura della regina Ippolita come una delle sue fatiche.
Un altro eroe ĆØ Teseo che viene collegato alla guerra contro le Amazzoni e al rapimento e sposalizio di Ippolita in alcune versioni.

 

Chi era Pentesilea?

Pentesilea era la regina delle amazzoni.
Ella durante la guerra di Troia, aiutò i Troiani a combattere contro i Greci, ma venne uccisa da Achille (Quinto Smirneo, Posthomerica, III-IV secolo d.C.).

Secondo gli attuali studi sull’iconografia l’amazzone baiana, improbabile Pentesilea, ĆØ vicina ai modelli iconografici diffusi nel V sec. a.C., che rappresentavano l’Amazzone ferita.
Pertanto si potrebbero trovare confronti con l’Amazzone ferita, conservata ai Musei Capitolini, un esemplare copia romana dell’amazzone di Policleto, firmata dal copista ateniese Sosikles.

 

 

Riferimenti bibliografici

D’Antonio M., Campi Flegrei. Guida alla scoperta delle Terre di fuoco, Napoli, 2003.

D’ Antonio M., Campi Flegrei. Viaggio lento alle radici della storia tra paesaggi, arte, sapori e tradizioni, Napoli, 2021.

Gialanella C., Nova antiqua phlegraea, Napoli, 2003.

Miniero P., Zevi F. (a cura di), Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Catalogo generale. Liternum, Baia, Miseno, Napoli, vol. 3, 2008, p.125.

Sitografia

Museo archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia

Statua di Amazzone ferita firmata da Sosikles

Testa di Amazzone, progetto MUSAS


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Castello di Baia di sera: visita guidata [tutti i sabato di agosto ore 19.30]

Castello di Baia di sera: passeggiata al museo (e nuove sale)

C’ĆØ un momento della giornata in cui il Castello di Baia diventa ancora più affascinante: ĆØ il momento in cui il tramonto lascia spazio alle luci della sera e il golfo si accende di riflessi e di colori.

Con la visita guidata “Sulle Orme degli Dei”, il Castello di Baia di sera si trasforma in uno scenario suggestivo dove archeologia, paesaggio e tradizioni locali si incontrano in un’esperienza unica.

 

PerchƩ visitare il Castello di Baia di sera

La visita serale permette di vivere uno dei luoghi più iconici dei Campi Flegrei in un’atmosfera completamente diversa rispetto alle ore diurne.

Le terrazze panoramiche del castello offrono vedute spettacolari sul golfo di Pozzuoli, Baia, Procida e Ischia, mentre il racconto della nostra guida accompagna i partecipanti tra vicende storiche, miti antichi e curiositĆ  archeologiche.

Durante il percorso visiteremo gli spazi del Castello di Baia e le sale del Museo Archeologico dei Campi Flegrei, custode di reperti straordinari provenienti dall’antica Baia, da Cuma e dagli altri siti archeologici del territorio.

 

 

I dettagli della visita serale [tutti i sabato di agosto dalle ore 19.30]

Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS organizza la visita guidata personalizzata al Castello di Baia per privati, associazioni, gruppi:

  • quando: tutti i sabato di agosto dalle ore 19.30)
  • dove: appuntamento all’ingresso del Castello di Baia
  • ĆØ possibile parcheggiare l’auto nei parcheggi limitrofi

 

Come prenotare la tua visita guidata al Castello di Baia di sera

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Piscina Mirabilis Cento Camerelle: la visita guidata tra archi e acqua [con foto-ricordo domenica 17 maggio]

La foto-ricordo alla Piscina Mirabilis della visita di domenica 17 maggio

Domenica 17 maggio abbiamo visitato la maestosa Piscina Mirabilis a Bacoli, uno dei luoghi più iconici dei Campi Flegrei, immortalando con la macchina fotografica alcuni momenti davvero emozionanti.

ChissĆ  se leĀ nostre foto riescono a catturare quell’atmosfera unica, tra archi romani, giochi di luce e curiositĆ  dei visitatori?

Passeggiare in un luogo che, duemila anni fa, conteneva una quantitĆ  enorme d’acqua – la cisterna per la flotta navale romana del vicino porto militare di Miseno – lascia un ricordo indelebile.

 

La visita guidata tra archi e acqua [Visita guidata Piscina Mirabilis e Cento Camerelle]

 

Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle

Con la nostra visita guidata abbiamo ripercorso la storia della Piscina Mirabilis, il suo ruolo nel sistema idrico romano e il legame con le strutture vicine.

Amiamo scattare laĀ foto-ricordo alla Piscina MirabilisĀ in un punto ben preciso per esaltare particolari come la volta, le nicchie e le luci che entrano dagli spioncini, rendendo ancora più tangibile l’atmosfera di questa cisterna monumentale.

Durante la passeggiata abbiamo anche collegato la Piscina Mirabilis all’antica cisterna romana con il sistema diĀ Cento CamerelleĀ e con il contesto archeologico più ampio dei Campi Flegrei.

Un’intera mattinata dedicata a una passeggiata tra i due importanti siti di Bacoli, tra Storia e panorami mozzafiato!

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I dettagli della visita guidata alla Piscina Mirabilis e Cento Camerelle

Per organizzare la tua visita guidata personalizzata rimandiamo al post Doppia visita guidata a Piscina Mirabilis e Cento Camerelle: conosci la cisterna più grande dell’Impero Romano?

Per le foto della Piscina Mirabilis guarda la galleria presente nel post Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle: le foto.

 

Come organizzare la visita guidata personalizzata

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Dalla Piscina Mirabilis alle Terme di Baia: quel filo invisibile che unisce i due importanti siti di Bacoli

Dalla Piscina Mirabilis alle Terme di Baia: la visita guidata di sabato 25 aprile

Esiste un filo invisibile che unisce la maestosa Piscina Mirabilis e le lussuose Terme di Baia.
Un collegamento che emerge con forza ogni volta che visitiamo questi due importanti siti di Bacoli.

E cosƬ, anche in questo sabato di aprile – giorno della Liberazione – il gruppo di partecipanti capta con chiarezza questo legame antico.
Un rapporto indissolubile tra diversi elementi della Natura e creativitĆ  umana, un legame fatto di mare, ingegneria e potere.

E allora, a un osservatore attento non sfuggirĆ  la vera protagonista della nostra passeggiata: l’acqua, appunto.

Dalla Piscina Mirabilis alle Terme di Baia: la visita guidata di sabato 25 aprile

 

La vera protagonista? L’acqua!

Alla Piscina Mirabilis l’acqua ĆØ tutto: ĆØ conservazione, organizzazione, potere.
Questa enorme cisterna serviva a raccogliere e distribuire l’acqua dell’acquedotto augusteo alla flotta di Miseno, garantendo autonomia e controllo.
Qui l’acqua non si vede scorrere ma si percepisce nella grandiositĆ  dello spazio pensato per custodirla.

Alle Terme di Baia, invece, l’acqua diventa esperienza.
Sfruttando le sorgenti termali naturali, i Romani trasformano il paesaggio in un complesso dedicato al benessere, al relax e alla socialitĆ .
Calda, curativa, scenografica: l’acqua qui non ĆØ solo utile ma ĆØ protagonista della vita quotidiana e del lusso romano.

 

Da Bacoli, per scoprire la bellezza dei Campi Flegrei

E proprio seguendo questo percorso, il gruppo coglie come la gestione dell’acqua racconti due volti della romanitĆ : da un lato la precisione militare e logistica, dall’altro il piacere e la cura del corpo, entrambi resi possibili da un territorio straordinario e unico: i Campi Flegrei.

Dunque, la visita guidata dalla Piscina Mirabilis alle Terme di Baia nasconde un filo invisibile, ĆØ vero.
Ma oggi, più che mai, tangibile negli sguardi curiosi e partecipi di chi sceglie di riscoprire questi luoghi senza tempo.

 

Dalla Piscina Mirabilis alle Terme di Baia: la visita guidata di sabato 25 aprile


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“Pompei” di Robert Harris: consiglio di lettura (e di visita guidata)

“Pompei” di Robert Harris, un bestseller internazionale ambientato tra Miseno e Pompei

“Pompei”, di Robert Harris non ĆØ solo un romanzo storico, ĆØ un’immersione nelle ultime ore di una cittĆ  che non sa ancora di essere condannata.

Attraverso la voce di Attilio, un ingegnere chiamato a indagare su un misterioso inaridimento delle tubature, Harris costruisce una storia dal ritmo serrato proprio in quei luoghi e ambienti coinvolti nelle nostre visite guidate.

Leggere “Pompei” di Robert Harris significa sentire il rumore delle strade, il calore delle terme, il traffico dei porti e il vento che si gonfia sul Vesuvio, prima che la cenere cancelli ogni cosa.
Ma anche immaginare un mondo antico in bilico tra la frenesia della vita e l’imminente (e inattesa) eruzione.
Atmosfere raccontate e ricostruite dalle parole delle nostre guide durante gli entusiamanti tour a Pompei (e Ercolano).

Il romanzo restituisce con grande precisione strade, case, triclini, insulae e porti.
Ma anche la complessa rete idraulica su cui si reggevano la cittĆ  e la sua costa mostrando come la grandezza di Roma non fosse solo nelle statue e nelle colonne ma dentro i condotti, i ponti e i serbatoi che tenevano in piedi la vita quotidiana.

Insomma, il nostro consiglio di lettura ĆØ uno stimolo a visitare, passeggiare, scoprire un luogo narrato nelle pagine del best sellers di Robert Harris.
E, soprattutto, saltare dalle pagine del romanzo e mettere piede – toccare con mano! – quegli stessi pavimenti antichi conservati da duemila anni.

 

Pompei, di Robert Harris: consiglio di lettura (e di visita guidata)

 

Pompei tra romanzo e strada

Le nostre visite guidate a Pompei nascono proprio da questo incontro tra romanzo e luogo.

Strade (e pagine) che si snodano tra le case, alti porticati, piccoli cortili, reception e triclini diventano per il lettore spazi giĆ  familiari, solo ora resi visibili e camminabili.

L’obiettivo ĆØ far sƬ che la cittĆ  antica non resti un’immagine di fantasia ma un luogo che si riconosce, si riscopre e si rilegge con i propri passi.

 

“Pompei” di Robert Harris: l’acqua, il vero segreto del potere

Un elemento centrale del romanzo ĆØ l’acqua: non solo come risorsa ma come simbolo di potere, controllo e destino.
Harris descrive con dettaglio le condotte, le vasche e i sistemi che alimentano Pompei e le sue campagne, mostrando come la tecnica romana fosse capace di governare la natura ma anche di soccombere ad essa.

Proprio questa idea di un’impressionante macchina idraulica che unisce cittĆ  e campagna torna in scena nella visita alla Piscina Mirabilis di Miseno.

Colossale serbatoio sotterraneo che alimentava Baia e le residenze imperiali, la maestosa Piscina Mirabilis ĆØ come un’immensa eco del romanzo, dove la stessa tensione tra ingegneria e forza naturale si ripete in pietra e cemento.

Pompei di Robert Harris: consiglio di lettura (con visita guidata alla Piscina Mirabilis)

 

Baia e la Piscina Mirabilis: il lato del lusso

Se Pompei ĆØ il cuore della vicenda narrativa, Baia e la Piscina Mirabilis rappresentano il riflesso di un’altra dimensione dell’impero: quella del lusso, della villa marittima, del potere che si gode il mare.

Le nostre visite guidate a Baia e Piscina Mirabilis permettono di spostare lo sguardo dal Vesuvio al litorale flegreo, dove la grandezza di Roma si esprime in ville lussuose, giardini affacciati sul golfo e opere ingegneristiche che sembrano ancora sospirate dalle onde.

 

“Pompei” di Robert Harris: dal romanzo alla visita guidata

Dunque, per chi ama “Pompei” di Robert Harris, le nostre escursioni guidate diventano un naturale proseguimento della lettura: da pagina a strada, da serbatoio narrato a serbatoio reale, da cittĆ  descritta a cittĆ  vissuta.

Il romanzo non rimane solo una lettura avvincente ma un invito a partecipare, con curiositĆ  e immaginazione, alle visite guidate a Pompei, Baia e Piscina Mirabilis.

 

Come prenotare la tua visita guidata

Prenota subito la tua visita guidata a Pompei o alla Piscina Mirabilis con il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS!
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Per approfondire



Le foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno [IMMAGINI DRONE]

Il Sacello degli Augustali a Miseno, Bacoli

Il Sacello degli Augustali si trova a Miseno, nel territorio di Bacoli.
ƈ un piccolo tempio romano dedicato all’imperatore Augusto dove operava il collegio degli Augustali, i sacerdoti del culto imperiale.

Il complesso nasce in etĆ  giulio‑claudia e viene rinnovato in etĆ  antonina e oggi ĆØ in parte sommerso dalle acque per effetto del bradisismo flegreo.

Struttura del tempio: statue e reperti

Il monumento ĆØ vicino al teatro romano di Miseno ed ĆØ formato da tre ambienti affiancati.
Sono in parte scavati nel tufo e in parte costruiti in muratura.

L’ambiente centrale ĆØ il vero sacello: si eleva su un podio ed ĆØ preceduto da una scalinata in marmo.
Davanti al tempio si trova l’altare per i sacrifici.

Lo scavo del sacello avviene alla fine degli anni Sessanta del Novecento.
In quest’area emergono statue degli imperatori Vespasiano, Tito e Nerva.
Vengono trovate anche statue di divinitĆ  come Apollo, Venere e Asclepio.

I reperti si conservano oggi nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei, nel Castello di Baia.

 

Foto del sacello degli Augustali a Miseno (Bacoli)

 

Il sacello degli Augustali e il bradisismo

Il Sacello degli Augustali oggi ĆØ in parte sommerso dall’acqua.
ƈ il risultato del bradisismo, il lento movimento del suolo tipico dei Campi Flegrei.

In duemila anni l’area di Miseno si ĆØ abbassata di alcuni metri rispetto al livello del mare.
Per questo il pavimento del tempio ĆØ ora sotto il livello dell’acqua e si ĆØ formato uno specchio d’acqua permanente (dove vive una piccola colonia di oche).

Il sacello diventa cosƬ un indicatore visibile dei movimenti del suolo insieme ad altri monumenti flegrei come il Macellum di Pozzuoli.
LeĀ foto del sacello degli AugustaliĀ mostrano bene questo legame tra archeologia, mare e vulcanismo attivo.

 

Foto del sacello degli Augustali e di Capo Miseno

Le foto del sacello degli Augustali mostrano il rapporto tra il tempio e il mare.
Le immagini dal drone evidenziano la vasca d’acqua che invade il pavimento antico.
Si vede anche la rupe di tufo che fa da sfondo al complesso.

Da apprezzare anche il paesaggio visto dall’alto: da Punta Pennata al promontorio di Capo Miseno, la spiaggia di Miliscola e la stessa Baia (grazie al nostro socio Mario Monfrecola per le foto).

Bibliografia

P. Miniero (a cura di), Il Sacello degli Augustali di Miseno, Electa Napoli, 2000.

Parco Archeologico dei Campi Flegrei, scheda ā€œSacello degli Augustali – Misenoā€,

Dipartimento della Protezione Civile, Il bradisismo ai Campi Flegrei.

S. Buonaguro, Il Sacello degli Augustali di Miseno: un pavimento sommerso, in studi sul paesaggio costiero flegreo.


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