I vini più pregiati della Campania romana

Introduzione e Origini della Viticoltura Romana

Il vino nell’antica Roma non era una semplice bevanda, ma un pilastro fondante dell’identitĆ  culturale, economica e religiosa.

Essi seppero trasformare la produzione vinicola in una vera e propria produzione su vasta scala, capace di muovere merci, assi e sesterzi.

Inizialmente, nella Roma arcaica, il vino era un bene di lusso strettamente regolamentato.
Con la nascita della ville rusiche, un esempio è la Villa del Torchio di Quarto, la coltivazione della vite divenne una delle attività agricole più redditizie, trasformando il paesaggio agrario.

 

Visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto

Due volte al mese, il Gruppo archeologico dei Campi Flegrei APS organizza una visita guidata alla Villa del Torchio di Quarto.
La passeggiata archeologica, autorizzata dal Comune di Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ĆØ gratuita per tutti i visitatori.

Prossimo appuntamento: domenica 2 agosto ore 20,00.
Per prenotarti alla visita gratuita alla villa romana del torchio di Quarto di domenica 2 agosto ore 20,00 contattaci:i:

 

La Produzione e le Tipologie di Vino

I Romani possedevano tecniche di vinificazione sorprendentemente avanzate.
Dopo la vendemmia (deriva dal latino vindēmia, composto a sua volta da vinum (vino) e demere (togliere o raccogliere), l’uva veniva pigiata nei calcatoria e, poi, pressata con grandi torchi a vite o a leva.

Il mosto veniva fatto fermentare in grandi orci di terracotta interrati, chiamati dolia.

Il vino romano, tuttavia, era molto diverso da quello moderno.
Era denso, ad alta gradazione alcolica e spesso incline all’ossidazione.
Per questo motivo, veniva frequentemente miscelato con miele, spezie (come pepe e zafferano) e resine.

I vini più pregiati della Campania romana: cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia

Cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia.
La decorazione presente sul vaso attico a figure rosse, datato alla metĆ  del V sec. a.C., e proveniente dai ricchi corredi delle necropoli cumane, mette in scena il mondo di Dioniso e il potere del vino. (fonte pafleg.it)

 

Gli antichi vini più pregiati della Campania

Non tutti i vini erano uguali.
Esisteva una vera e propria gerarchia della qualitĆ :

Il Falerno: Prodotto al confine tra Lazio e Campania, era il vino più pregiato in assoluto, bianco, forte e capace di invecchiare per decenni.

Il Cecubo e il Massico: Altri vini campano-laziali celebrati per l’eccellenza.

Il Vino di Pompei: Prodotto sulle pendici del Vesuvio, era commercializzato in tutto l’Impero, sebbene non sempre di altissima qualitĆ .

I vini meno pregiati: Come il posca (acqua e aceto di vino), la bevanda quotidiana dei soldati e dei ceti più poveri.

 

Il Banchetto: Spazio Sociale e Ideologico

Il luogo d’elezione per il consumo del vino era il banchetto (convivium), che si svolgeva nel triclinium dell’abitazione.

Il consumo era regolato dal magister bibendi (o rex convivii), che estratto a sorte decideva le proporzioni della miscelazione tra acqua e vino (bere vino puro, merum, era considerato un costume barbarico) e stabiliva il numero di coppe che ogni commensale potesse bere.

 

Il Vino per la Vita e per la Morte: Rituali e Religione

Il vino legava indissolubilmente il mondo dei vivi a quello degli dei e dei defunti.

Il vino per la vita: Il culto di Libero e Bacco

Inizialmente associato a Liber Pater, divinitĆ  italica della fertilitĆ  e della viticoltura, il vino venne poi assimilato al culto di Bacco (il Dioniso greco).
I Bacchanalia, feste rituali incentrate sull’estasi mistica provocata dal vino, divennero cosƬ popolari e potenzialmente sovversivi che il Senato romano dovette proibirli drasticamente nel 186 a.C. con il celebre Senatusconsultum de Bacchanalibus.

Il vino per la morte: Il culto funerario

Nel contesto funerario, il vino era l’elemento di mediazione per eccellenza.
Durante i funerali e nei giorni di commemorazione (come i Parentalia), i Romani praticavano la libagione: il vino veniva versato direttamente sul terreno o all’interno di appositi tubi di terracotta collegati alle tombe, affinchĆ© il defunto potesse “bere”.

Il vino, simbolo di sangue e di vita rigenerata, leniva la sete dell’anima nell’Oltretomba e manteneva vivo il legame tra la famiglia e gli antenati.

 

Fonti Bibliografiche Antiche

La nostra conoscenza del vino romano si basa su un ricco corpus di fonti letterarie:

  1. Marco Porcio Catone (De Agri Cultura, II sec. a.C.): Offre una visione pragmatica della gestione della vigna e della produzione vinicola come business.
  2. Marco Terenzio Varrone (De Re Rustica, I sec. a.C.): Analizza l’evoluzione scientifica e razionale della viticoltura italica.
  3. Lucio Giunio Moderato Columella (De Re Rustica, I sec. d.C.): Rappresenta il culmine della trattatistica agraria romana, con capitoli dettagliatissimi sulla cura delle viti, l’innesto e la conservazione del vino.
  4. Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, I sec. d.C.): Nel Libro XIV traccia una vera e propria “mappa dei vini” dell’Impero, catalogando i migliori vitigni, i territori d’eccellenza e i metodi di adulterazione.
  5. Orazio e Marziale: Nelle loro opere poetiche e satiriche, descrivono vividamente l’atmosfera dei banchetti, l’ebbrezza, la ricerca del Falerno d’annata e le ipocrisie sociali legate al servizio del vino.
  6. Petronio Arbitro (Satyricon, I sec. d.C.): Nella celebre Cena di Trimalcione, il vino (tra cui l’esagerato “Falerno Opimiano di cento anni”) diventa lo strumento ostentativo della ricchezza volgare del liberto arricchito.

 

Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell'Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia

Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell’Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia.

 

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“Pecunia non olet”: quando anche l’urina faceva girare l’economia!

“Pecunia non olet”: come nasce il celebre motto

Pecunia non olet“. Il denaro non puzza o più comunemente detto “i soldi non hanno odore”.

ƈ una delle frasi latine più celebri di sempre e nasce da una storia che dimostra quanto i Romani sapessero trasformare qualsiasi risorsa… in denaro.

L’imperatore Vespasiano (69-79 d.C.), impegnato a risanare le finanze dell’Impero, dopo la guerra civile del 69 d.C., reintrodusse una tassa sull’urina (vectigal urinae), un’imposta che colpiva il commercio dell’urina raccolta nelle latrine pubbliche e private.

La vectigal urinae fu un’imposta romana applicata sulla compravendita dell’urina raccolta nei bagni pubblici e presso gli edifici privati, originariamente istituita da Nerone, abolita e poi ripristinata da Vespasiano intorno al 70 d.C.
L’urina era una risorsa commerciale preziosa e non uno scarto, poichĆ© conteneva ammoniaca ed era ampiamente utilizzata nell’industria tessile per lavare e sbiancare la lana, nonchĆ© dai conciatori per il trattamento delle pelli.

Non era una tassa “usufruire dei servizi igienici”, come spesso si racconta, ma un’imposta pagata da chi acquistava l’urina, una materia prima molto richiesta da conciatori (coriarii) e da lavandai (fullones).
L’ammoniaca naturale presente nell’urina fungeva da potente detergente e sgrassante, rendendo la materia prima estremamente redditizia per l’economia di Roma.

Secondo Svetonio, il figlio ed erede Tito trovava quella tassa indecorosa.
Vespasiano, allora, prese una moneta proveniente da quell’imposta, gliela mise sotto il naso e gli chiese:

«Odora forse?»

Alla risposta negativa del figlio, concluse:

“Atqui e lotio est.” (“Eppure proviene dall’urina.”)

Da quell’episodio nacque il celebre motto:

Pecunia non olet — Il denaro non puzza, o più comunemente detto “I soldi non hanno odore!”

Pecunia non olet: le latrine pubbliche (immagine generata dall'AI)

 

Ma allora perchĆ© si chiamano “vespasiani”?

Molti pensano che Vespasiano abbia inventato i bagni pubblici. In realtĆ  ĆØ un equivoco.

Le latrine pubbliche esistevano giĆ  da almeno due secoli, dalla Roma repubblicana e in tutte le principali cittĆ  dell’Impero.
L’imperatore si limitò a tassare il commercio dell’urina che vi veniva raccolta.

Il nome “vespasiani”, attribuito agli orinatoi pubblici tra Ottocento e Novecento (soprattutto in Francia e poi in Italia), nacque proprio come ironico ricordo dell’imperatore e della sua famosa tassa.
Non esiste una legge romana che istituƬ i “vespasiani”, infatti il termine ĆØ molto più recente.

 

A Puteoli… le latrine erano dentro il Macellum!

Anche Puteoli, uno dei principali porti commerciali del Mediterraneo, in etĆ  romana, possedeva servizi igienici all’avanguardia.

Nel Macellum di Pozzuoli, conosciuto impropriamente come Tempio di Serapide, gli archeologi hanno individuato due latrine pubbliche, sistemate a destra e a sinistra del lato settentrionale del Macellum.

Una posizione strategica per mercanti, marinai, clienti e cittadini che potevano usufruire dei servizi igienici senza allontanarsi dall’area commerciale.

I sedili erano disposti l’uno accanto all’altro, senza separazioni.
Sotto di essi scorreva continuamente acqua corrente che convogliava i rifiuti nella rete fognaria, mentre davanti ai piedi correva un secondo canaletto destinato al risciacquo della tersorium, la celebre spugna fissata a un bastoncino che faceva le veci della carta igienica.

Le latrine erano persino luoghi di incontro, infatti si discuteva di commerci, di politica, di affari e delle novitĆ  del giorno!

Pecunia non olet: i soldi non hanno odoro - le latrine pubbliche al Macellum di Pozzuoli

 

Un esempio di economia circolare… di duemila anni fa

L’urina raccolta nelle latrine non veniva buttata via.
Grazie al suo contenuto di ammoniaca era preziosa per le fullonicae, le lavanderie romane che la utilizzavano per sgrassare e sbiancare i tessuti, e per le concerie impegnate nella lavorazione delle pelli.

Quella che oggi consideriamo un rifiuto era una vera materia prima, tanto preziosa da essere tassata dallo Stato.

E allora, la prossima volta che osserverete il Macellum di Pozzuoli fermatevi davanti alle sue antiche latrine.

Vi troverete davanti non solo a un esempio straordinario dell’ingegneria romana ma anche al luogo ideale per ricordare che una delle frasi più famose della storia ĆØ nata… grazie a una tassa sulla pipƬ.


Fonti

  • Svetonio, De Vita Caesarum – Divus Vespasianus, 23.
  • Cassio Dione, Historia Romana, Libro LXV.
  • Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
  • Lawrence Keppie, The Making of the Roman Army.
  • Barry Hobson, Latrinae et Foricae. Toilets in the Roman World (1999).



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“Idi di Marzo” di Valerio Massimo Manfredi: chi era veramente Giulio Cesare?

“Idi di Marzo”, un romanzo di Valerio Massimo Manfredi

“Idi di Marzo”, di Valerio Massimo Manfredi, ĆØ un romanzo appassionante.
L’autore si concentra sugli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare, in particolare la settimana che porterĆ , poi, alla famigerata congiura del 44 a.C. con l’assassinio del pontefice massimo.

La narrazione ĆØ avvincente. Un feroce conto alla rovescia scandisce il trascorrere del tempo fino all’incontro fatale nel quale il dittatore perpetuo verrĆ  ucciso dai suoi (ex) uomini di fiducia.

E’ interessante sottolineare l’abilitĆ  dello scrittore nel creare uno scenario verosimile (confermato da prove documentate), reso affascinante dalla presenza di personaggi di fantasia.

Insomma, la giusta miscela per una narrazione godibile, attinente ai fatti storici, intrigante.

 

Idi di Marzo, di Valerio Massimo Manfredi: la recensione

 

Giulio Cesare, malato di epilessia?

Vlaerio Massimo Manfredi, inoltre, evidenzia la fragilitĆ  umana di Giulio Cesare.
Agli occhi della Storia, l’imbattibile condottiere militare ĆØ un semidio.

Eppure, pagina dopo pagina, nelle “Idi di Marzo”‘ emerge un uomo di cinquantasei anni stanco, malato (secondo l’autore soffriva di epilessia).

Sposato con Calpurnia, frequenta l’amante Servilia, innamorato di Cleopatra.
Circondato dai suoi Generali che – in molti – poi lo tradiranno.

Un uomo perseguitato dai sensi di colpa, reo di aver scatenato la guerra civile dopo aver attraversato il Rubicone (nel gennaio del 49 a.C.), contravvenendo agli ordini del senato.
E, nonostante una serie di trionfi e nuovi territori conquistati, tormentato dagli incubi per aver ucciso altri romani (sangue del suo sangue).

Secondo Plutarco: «Cesare non aveva sconfitto comandanti stranieri né re barbari, ma aveva annientato alle radici i figli e il sangue del migliore tra i Romani [Pompeo Magno], vittima dei capricci della fortuna; non era giusto trionfare in questo modo sulle disgrazie della patria».

Dunque, la lettura delle “Idi di Marzo” diviene un pretesto per approfondire l’animo di un personaggio capace di segnare la Storia di Roma (e del mondo antico).
Ma Ć© anche un utile approfondimento per capire le abitudini quotidiane di uomini e donne di duemila anni fa.

Come vivevano, cosa mangiavano, come si divertivano?
E come si spostavano tramite la fitta rete di strade con le soste obbligate alle diverse mansio disposte lungo il tragitto?

Insomma, per gli amanti della Storia “Idi di Marzo” ĆØ una lettura imperdibile.
E, se vuoi continuare questo viaggio alla scoperta di Giulio Cesare e della Roma antica, puoi unirti alle nostre visite guidate nei luoghi che ancora conservano la memoria dell’etĆ  imperiale nei Campi Flegrei, dove si racconta che sia stata ritrovata una sua villa!

 

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Visita guidata a Pompei: scopri gli antichi attraversamenti pedonali e la vita quotidiana romana

Gli antichi attraversamenti pedonali di Pompei?I rialzi utili in caso di pioggia!

Visitare Pompei significa immergersi nella vita quotidiana dell’antica Roma e scoprire dettagli straordinari che raccontano la cittĆ  in modo autentico.
Durante unaĀ visita guidata a Pompei, tra gli elementi più affascinanti e molto apprezzati dai visitatori ci sono gli antichi attraversamenti pedonali in pietra, vere testimonianze dell’ingegneria urbana romana utili soprattutto quando c’era l’intervento del dio Pluvio con la sua pioggia.

 

L’importanza degli attraversamenti pedonali nell’antica Pompei

Immagina di camminare lungo le strade di una cittĆ  romana perfettamente conservata nel tempo.
Durante una visita guidata a Pompei ogni pietra conserva una storia e anche gli attraversamenti pedonali fanno parte di questo racconto.

Osservando i blocchi di pietra rialzati che attraversano le strade dell’antica cittĆ , scoprirai soluzioni studiate con grande attenzione per rispondere alle esigenze della vita urbana romana.

Non si tratta di semplici elementi architettonici, ma di dettagli che aiutano a comprendere meglio il funzionamento della cittĆ .

Visita guidata a Pompei: scopri gli antichi attraversamenti pedonali di Pompei, le moderne strisce pedonali

 

Un piccolo dettaglio che fa una grande differenza

Questi blocchi di pietra erano tutt’altro che casuali.
Permettevano ai cittadini di attraversare la strada senza sporcarsi, evitando acqua, fango e rifiuti che spesso si accumulavano sul livello della carreggiata.

Allo stesso tempo, erano disposti con precisione per lasciare spazio al passaggio delle ruote dei carri, creando un equilibrio perfetto tra mobilitĆ  pedonale e traffico urbano.

Un aspetto molto interessante ĆØ vedere, ancora oggi, sulle strade di Pompei i profondi solchi lasciati dal passaggio continuo dei carri.
Queste tracce aiutano gli archeologi a comprendere meglio l’organizzazione della viabilitĆ  antica.

CuriositĆ  sui rialzi pedonali romani

Gli attraversamenti pedonali di Pompei non erano solo una soluzione pratica, ma anche una prova dell’elevato livello di pianificazione urbana raggiunto dai Romani.

Tra le curiosità più affascinanti ci sono:

  • la presenza di solchi profondi scavati dalle ruote dei carri, ancora visibili oggi;
  • la possibile standardizzazione della larghezza dei mezzi di trasporto, utile a far funzionare meglio la circolazione;
  • la capacitĆ  dei Romani di progettare strade funzionali, ordinate e adatte sia ai pedoni sia ai veicoli;
  • l’attenzione al decoro urbano, poichĆ© i passaggi sopraelevati permettevano di evitare di bagnarsi le calzature.

Questi elementi dimostrano quanto fosse avanzata la gestione degli spazi pubblici nell’antica Pompei.

 

La nostra visita guidata a Pompei: un’esperienza immersiva

Durante una visita guidata a Pompei, potrai:

  • camminare sugli stessi attraversamenti utilizzati oltre 2.000 anni fa;
  • osservare da vicino le tracce lasciate dalle ruote dei carri;
  • comprendere come funzionava la mobilitĆ  in una cittĆ  romana;
  • scoprire il rapporto tra pedoni, traffico e organizzazione urbana.

Non si tratta solo di una visita della cittĆ  vista dal punto di vista urbanistico, economico, religioso e sociale, ma di un vero viaggio nella vita quotidiana dell’antichitĆ  attraverso, anche, i calchi in gesso degli antichi abitanti, animali ed oggetti.

 

PerchƩ scegliere una visita guidata a Pompei

Con una nostra guida esperta, durante la visita guidata a Pompei potrai scoprire dettagli spesso trascurati dai visitatori:

  • la sofisticazione dell’ingegneria urbana romana;
  • l’organizzazione delle strade lungo cardini e decumani;
  • le soluzioni pratiche pensate per migliorare la vita quotidiana;
  • il significato storico e sociale degli attraversamenti pedonali.

Anche gli elementi più semplici rivelano una notevole ingegnosità e raccontano quanto fosse evoluta la città romana.

 

Vivi Pompei come mai prima d’ora

Gli attraversamenti pedonali sono solo uno degli esempi di come Pompei continui ancora oggi a stupire e affascinare i visitatori.
Partecipando a una visita guidata a Pompei, non ti limiterai a vedere il sito, ma comprenderai davvero come vivevano gli antichi Romani e come funzionava la loro cittĆ .

Scoprire Pompei attraverso questi dettagli significa osservare il passato con occhi della curiositĆ , entrando in contatto diretto con la quotidianitĆ  di un mondo scomparso ma ancora straordinariamente presente.

 

Come prenotare la tua visita guidata a Pompei

Per informazioni e prenotazioni per la tua visita guidata personalizzata a Pompei contattaci ai seguenti canali:

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Piscina Mirabilis Cento Camerelle: la visita guidata tra archi e acqua [con foto-ricordo domenica 17 maggio]

La foto-ricordo alla Piscina Mirabilis della visita di domenica 17 maggio

Domenica 17 maggio abbiamo visitato la maestosa Piscina Mirabilis a Bacoli, uno dei luoghi più iconici dei Campi Flegrei, immortalando con la macchina fotografica alcuni momenti davvero emozionanti.

ChissĆ  se leĀ nostre foto riescono a catturare quell’atmosfera unica, tra archi romani, giochi di luce e curiositĆ  dei visitatori?

Passeggiare in un luogo che, duemila anni fa, conteneva una quantitĆ  enorme d’acqua – la cisterna per la flotta navale romana del vicino porto militare di Miseno – lascia un ricordo indelebile.

 

La visita guidata tra archi e acqua [Visita guidata Piscina Mirabilis e Cento Camerelle]

 

Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle

Con la nostra visita guidata abbiamo ripercorso la storia della Piscina Mirabilis, il suo ruolo nel sistema idrico romano e il legame con le strutture vicine.

Amiamo scattare laĀ foto-ricordo alla Piscina MirabilisĀ in un punto ben preciso per esaltare particolari come la volta, le nicchie e le luci che entrano dagli spioncini, rendendo ancora più tangibile l’atmosfera di questa cisterna monumentale.

Durante la passeggiata abbiamo anche collegato la Piscina Mirabilis all’antica cisterna romana con il sistema diĀ Cento CamerelleĀ e con il contesto archeologico più ampio dei Campi Flegrei.

Un’intera mattinata dedicata a una passeggiata tra i due importanti siti di Bacoli, tra Storia e panorami mozzafiato!

Ā 

I dettagli della visita guidata alla Piscina Mirabilis e Cento Camerelle

Per organizzare la tua visita guidata personalizzata rimandiamo al post Doppia visita guidata a Piscina Mirabilis e Cento Camerelle: conosci la cisterna più grande dell’Impero Romano?

Per le foto della Piscina Mirabilis guarda la galleria presente nel post Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle: le foto.

 

Come organizzare la visita guidata personalizzata

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Le foto del Parco Archeologico di Liternum (dal drone)

Liternum, la colonia romana che ospitò Scipione l’Africano

Liternum era una colonia marittima romana, gemella di Puteoli, legata alla costa flegrea e alla via Domitiana, importante nodo di scambi tra Roma, Puteoli e il Tirreno.
Il sito sorge nei pressi del lago Patria, habitat di numerose specie di uccelli e luogo ideale per passeggiate naturalistiche.

Da un punto di vista storico, Liternum ĆØ famosa soprattutto perchĆ© fu il luogo dell’esilio volontario e della morte di Publio Cornelio Scipione detto l’Africano, il generale che sconfisse Annibale a Zama.

Dunque, ĆØ proprio la visione aerea a restituire con maggiore chiarezza la struttura dell’antica cittĆ , sinora scavata.
E difatti, nelle foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone emergono con chiarezza i diversi punti di interesse del sito, riportato alla luce dagli scavi condotti dal’archeologo Amedeo Maiuri, avvenuti tra il 1932 e il 1937.

Dall’alto Ć© possibile riconoscere:

  • il Capitolium
  • il foro
  • i resti della Basilica
  • il piccolo teatro “Odeion”
  • tratti della via Domitiana.

Grazie alle immagini dal drone ĆØ possibile leggere meglio l’organizzazione dell’area archeologica, cogliere il legame tra i resti antichi e il contesto naturale circostante, in attesa che il sito archeologico venga riaperto al pubblico.

Per approfondire le singole sezioni, si rimanda alla pagina dedicata sul sito del Parco Archeologico di Liternum.

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

 

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

Quindi, oltre ai resti storici, le foto dall’alto restituiscono il panorama sempre affascinante dei Campi Flegrei.
Con l’orizzonte infinito e il lago Patria che, con la sua superficie calma, si apre verso il mare circostante.
E il paesaggio contribuisce a dare al sito una dimensione ampia, suggestiva e senza tempo.

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dal drone.

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Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli

Guided Tour to the Flavian Amphitheater of Pozzuoli: details

TThe Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli organized by Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS, invites you to explore Italy’s third-largest Roman amphitheater—seating 40,000 spectators, surpassed only by Rome’s Colosseum and Capua’s arena.

Constructed during the Flavian dynasty (69-96 AD), this architectural masterpiece became Pozzuoli’s entertainment epicenter, hosting gladiatorial contests and venationes (beast hunts).
Located in the restless Phlegraean Fields, the amphitheater survived volcanic activity and earthquakes, preserving its elliptical structure remarkably intact.

During the Guided tour Flavian Amphitheater Pozzuoli, you’ll walk the arena floor where gladiators faced wild beasts, climb preserved seating tiers offering panoramic views, and descend into underground passages revealing the hypogeum’s engineering genius.

Here, massive wooden elevators—operated by slave labor—lifted lions, bears, and elephants through trapdoors for surprise attacks. Our expert guides explain how these mechanisms created dramatic spectacle moments.

The tour connects this monument to Pozzuoli’s Roman port prosperity and the Campi Flegrei’s volcanic geology.

Exclusive aerial drone photos capture the site’s grandeur from above.

 

Aerial drone view Flavian Amphitheater Pozzuoli


How to book your visit at Pozzuoli

Booking: contact us via phone number, chat whatsapp or email (or use the contact form)

Don’t miss this unique opportunity to explore Roman Pozzuoli with passionate local archaeologists.
Perfect for history lovers and families!

 

Aerial drone view Flavian Amphitheater Pozzuoli

 

The photo gallery from the drone

We’re sharing the spectacular drone footage of the Flavian Amphitheater Pozzuoli.
We look forward to welcoming you for a unique and personalized guided tour!

On tour in Pozzuoli

Once you arrive in Imperial Puteoli, you can expand your itinerary and discover various points of interest.
For example, on a guided tour of the Flavian Amphitheater in Pozzuoli some time ago, we visited nearby Villa Avellino to complete our walk through history and unforgettable views.

Here are some shots to remember and revisit.


Read the Italian version



Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: scopri lo splendore del grande anfiteatro romano dall’alto e dal vivo [FOTO DRONE]

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: i dettagli

Vivi un’esperienza unica con la nostra visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, uno dei monumenti romani più imponenti d’Italia.
Situato nel cuore dei Campi Flegrei, questo straordinario anfiteatro — terzo per grandezza in Italia, dopo il Colosseo e l’anfiteatro di Capua (attuale SMCV) — racconta secoli di storia, architettura e spettacoli gladiatori.

Durante la visita ti accompagneremo alla scoperta delle gallerie sotterranee perfettamente conservate, dei passaggi che collegavano l’arena ai locali dei gladiatori e delle splendide prospettive panoramiche che solo questo sito sa offrire.

Per mostrare la bellezza (e del panorama circostante), condividiamo le foto spettacolari scattate con il drone.
Immagini che mostrano l’anfiteatro come non l’hai mai visto: dall’alto, immerso nel paesaggio flegreo, tra Pozzuoli, il Rione Terra e il mare.

 

 

Vuoi arricchire l’esperienza?

Se lo desideri, potrai scegliere di aggiungere al tour:

šŸŸļø La visita guidata al Rione Terra
Per vivere un’esperienza unica tra vicoli antichi, scorci mozzafiato e testimonianze straordinarie del passato (leggi tutti i dettagli)

šŸŒ‹ Panoramica sulla Solfatara
Un affaccio suggestivo su uno dei vulcani più affascinanti dei Campi Flegrei, tra vapori, fumarole e paesaggi lunari.

 

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: come prenotare

Partecipa anche tu alla nostra prossima visita a Pozzuoli e dintorni, lasciati affascinare dalla storia viva dei Campi Flegrei.
Per informazioni e prenotazioni contattateci ai seguenti canali:

 

Visita guidata all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

 

La galleria fotografica dal drone

Condividiamo le spettacolari immagini dell’anfiteatro Flavio di Pozzuoli registrate dal drone.
Ti aspettiamo per una visita guidata unica e personalizzata!
(foto del nostro socio Mario Monfrecola)


Dall’anfiteatro Flavio di Pozzuoli a Villa Avellino

Una volta giunti nella Puteoli Imperiale, ĆØ possibile arricchire i percorsi e scoprire diversi punti di interesse.
Ad esempio, in una delle visita guidata all’anfiteatro Flavio di Pozzuoli di qualche tempo fa, abbiamo raggiunto la vicina Villa Avellino per completare la passeggiata tra Storia e panorami indimenticabili.

Ecco qualche scatto da ricordare, rivedere.

Ti aspettiamo per un viaggio tra mito e archeologia, prenota subito!

Read the English version

Visita guidata al Rione Terra di Pozzuoli. Il tuo viaggio nella Storia!

Visita guidata al Rione Terra di Pozzuoli. Tutti i dettagli.

Hai mai camminato sopra secoli di storia?
Con la nostra visita guidata al Rione Terra di Pozzuoli, vivrai un’esperienza unica tra vicoli antichi, scorci mozzafiato e testimonianze straordinarie del passato.

Il Rione Terra costituisce cuore primordiale della cittĆ  di Puteoli, colonia romana fondata nel 194 a.C. e porto commerciale lungo la rotta commerciale dall’Occidente verso l’Oriente.
All’inizio il nucleo abitativo si estendeva solo sul promontorio tufaceo, protetto su tre lati dal mare, poi la cittĆ  crebbe, diventó fiorente, la pusilla Roma ed ebbe due anfiteatri, un teatro, uno stadio, un quartiere di profumieri, uno di vetrai e due quartieri fuori cittĆ  oggi sommersi dal mare.
Dopo l’eruzione del Monte Nuovo la cittĆ  fu abbandonata, per essere ripopolata con l’arrivo degli spagnoli e l’invio di una persona di fiducia del VicerĆ© ovvero il Vescovo agostiniano Martin de Leon y Cardenas.

šŸ›ļø Durante il tour esploreremo:

  • Le affascinanti stradine del borgo
  • I resti della cittĆ  romana sottostante
  • Il maestoso Tempio-Cattedrale di San Procolo
  • Panorami incredibili sul Golfo di Pozzuoli

Un percorso coinvolgente che unisce archeologia, storia e bellezza in uno dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei.

Visita guidata al Rione Terra di Pozzuoli

 

Vuoi arricchire l’esperienza?

Potrai scegliere di aggiungere al tour:

šŸŸļø Anfiteatro Flavio di Pozzuoli
Uno dei più grandi anfiteatri romani d’Italia, secondo solo al Colosseo.
Un viaggio tra sotterranei, corridoi e storia imperiale.

šŸŒ‹ Panoramica sulla Solfatara
Un affaccio suggestivo su uno dei vulcani più affascinanti dei Campi Flegrei, tra vapori, fumarole e paesaggi lunari.

šŸ“ Un’esperienza perfetta per chi ama scoprire il territorio in modo autentico e coinvolgente.

šŸ‘‰ Prenota il tuo posto e lasciati guidare tra storia, natura e meraviglia!

 

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La Montagna Spaccata di Quarto come non l’avete mai vista [FOTO DRONE]

La Montagna Spaccata: l’attuale via Campana tra Quarto e Pozzuoli

Il sito archeologico di Montagna Spaccata, situato nel comune di Pozzuoli lungo l’attuale via Campana, rappresenta un luogo di grande interesse storico.
Esso ĆØ stato recentemente oggetto di un intervento di valorizzazione attraverso l’illuminazione artistica delle mura di epoca romana.

Il varco si colloca lungo il tracciato della strada pubblica basolata denominata consularis Puteolis–Capuam, importante arteria di collegamento tra le due cittĆ .
In particolare, il passaggio si trova al terzo miglio ed ĆØ stato realizzato mediante il taglio di una porzione della cinta collinare del vulcano Montagna Spaccata.

Nel 2022 l’Associazione ha aderito al progetto di valorizzazione del monumento archeologico, contribuendo alla realizzazione dell’illuminazione artistica delle mura, con l’obiettivo di esaltarne il valore storico e paesaggistico.

 

La Montagna Spaccata di Quarto come non l'avete mai vista [FOTO DRONE]

 

La galleria fotografica (dal drone)

Per evidenziare al meglio la grandezza dell’opera, utilizziamo il drone.
Dall’alto, ĆØ ben visibile il taglio della collina, un tratto di strada che delimita anche il confine tra i comuni di Quarto e Pozzuoli.
Un ringraziamento al nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dall’alto.