Weekend nei Campi Flegrei: da Baia sommersa alle Terme!
Ci sono esperienze che non si raccontano soltanto: si vivono con il fiato sospeso e gli occhi spalancati.
Abbiamo iniziato il mese di ottobre con unāesperienza speciale, insieme a un gruppo di visitatori eccezionale ā curiosi, affiatati e pronti a lasciarsi sorprendere.
Siamo saliti a bordo per un viaggio fatto di emozioni e scoperta.
Navigare sulle acque del Parco Sommerso di Baia a bordo del battello ĆØ stato come attraversare una porta del tempo. Dalle onde siamo poi passati alla terraferma, passeggiando tra i resti monumentali del Parco Archeologico delle Terme di Baia.
Camminare dove gli imperatori cercavano il lusso e il relax, avvolti dalla forza unica della terra flegrea, ha chiuso in bellezza una mattinata ricca di storie e sguardi pieni di stupore.
Un grazie gigante a tutti i compagni di viaggio di stamattina: la vostra energia ha reso tutto ancora più speciale!
Itinerari e visite guidate personalizzate: le nostre proposte
Baia Sommersa e le Terme di Baia sono solo due delle tante esperienze che si possono vivere nei Campi Flegrei. Un luogo che offre luoghi e panorami unici, da scoprire insieme a chi ama questa terra, a chi lo tutela e – da anni – organizza visite guidate personalizzate.
Sei interessato a trascorrere un weekend nei Campi Flegrei? Per ottimizzare i tempi e vivere al meglio il territorio, proponiamo diversi itinerari per tutte le esigenze: visite guidate per famiglie, piccoli gruppi, associazioni, scuole o semplici appassionati.
Consulta la pagina I nostri itinerari per approfondire i percorsi e scegliere la tua visita guidata (e se vuoi conoscere l’esperienza di chi ci ha giĆ scelto, visita anche la pagina delle recensioni dove troverai numerose testimonianze dei partecipanti alle nostre visite guidate).
Se hai dubbi o proposte, contattaci e insieme costruiremo il percorso di visita più adatto alle tue esigenze:
Visita al Parco Archeologico di Cuma: dentro lāAntro della Sibilla
Ci sono luoghi che meritano di essere raccontati, ma che soprattutto meritano di essere percorsi.
Durante una nostra visita al Parco Archeologico di Cuma, abbiamo attraversato l’Antro della Sibilla, uno degli ambienti più suggestivi e conosciuti dell’antica acropoli.
Abbiamo catturato in video proprio questa esperienza, entrando nella lunga galleria scavata nel tufo e percorrendola lentamente, seguendo il susseguirsi delle aperture laterali che lasciano entrare la luce.
Camminare all’interno dell’Antro ĆØ un’esperienza particolare: all’ingresso la luce del giorno accompagna il percorso, poi l’ambiente diventa progressivamente più raccolto e il tufo, le pareti e le aperture creano prospettive sempre diverse.
Dall’Antro al panorama di Cuma
Abbiamo registrato queste immagini proprio durante il nostro percorso all’interno dell’Antro della Sibilla, cercando di restituire nel video la sensazione di trovarsi dentro questo lungo corridoio scavato nella roccia.
Il nome dell’Antro ĆØ legato alla tradizione della Sibilla Cumana, la profetessa che secondo il mito pronunciava qui i suoi responsi. Al di lĆ delle interpretazioni archeologiche sulla funzione originaria della struttura, ĆØ proprio il legame tra questo luogo e la Sibilla ad averlo reso uno dei simboli di Cuma.
Terminato il percorso nell’Antro, il contrasto ĆØ sorprendente. Dalla penombra della galleria si torna alla luce e, raggiungendo la terrazza del c.d.Tempio di Apollo, lo sguardo si apre sul paesaggio dei Campi Flegrei.
Visita il Parco Archeologico di Cuma: il videoclip
Dalla penombra della galleria si torna alla luce e, raggiungendo la terrazza del c.d.Tempio di Apollo, lo sguardo si apre sul paesaggio dei Campi Flegrei.
Due immagini molto diverse dello stesso luogo, che raccontano bene la particolaritĆ del Parco Archeologico di Cuma.
Se non avete ancora avuto occasione di visitarlo, il video può essere un piccolo invito a farlo: Cuma non è soltanto un luogo da conoscere attraverso i libri, ma un sito da percorrere, osservare e vivere direttamente (voce narrante Raffaella Iovine, presidente del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS).
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La Grotta di Cocceio costituisce uno dei monumenti più rilevanti dell’ingegneria militare romana della tarda Repubblica.
Scavata sotto la dorsale tufacea del Monte Grillo per collegare il bacino del Lago d’Averno con l’acropoli e la piana di Cuma, la galleria fu ideata nell’ambito della riorganizzazione difensiva ed eliotecnica promossa da Marco Vipsanio Agrippa durante la guerra contro Sesto Pompeo (37 a.C.).
Il presente studio esamina il contesto storico-strategico, le caratteristiche architettonico-strutturali, la trattazione nelle fonti antiche greco-latine e l’ereditĆ storiografica dell’opera.
Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
Introduzione e contesto storico
Nel 37 a.C., la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo per il controllo del Mediterraneo occidentale rese improcrastinabile la creazione di un bacino navale protetto e inaccessibile alle incursioni della flotta pompeiana. Marco Vipsanio Agrippa individuò nei laghi Flegrei (Lucrino ed Averno) la sede ideale per la realizzazione del Portus Julius.
La sistemazione dell’area flegrea richiese imponenti interventi di ingegneria civile e sotterranea.
Tra questi, la Grotta di Cocceio (talvolta nota in epoca moderna anche come Grotta della Pace) fu concepita come arteria ipogea di raccordo logistico e militare. L’opera consentiva il rapido e protetto spostamento di truppe, carri e rifornimenti tra il porto militare dell’Averno e l’avamposto fortificato di Cuma, proiettato sul Mar Tirreno.
L’Artefice: Lucio Cocceio Aucto
La progettazione e la direzione dei lavori vennero affidate a Lucio Cocceio Aucto, liberto originario dell’area campana noto per la spiccata perizia nell’architettura ipogea e nella costruzione di gallerie stradali e idrauliche.
A Cocceio sono attribuite altre fondamentali opere ipogee della regione flegrea e napoletana:
La Crypta Neapolitana, tra Neapolis e Puteoli;
La Grotta di Seiano, che collegava la piana di Bagnoli con la villa di Vedio Pollione a Posillipo;
La galleria detta la Crypta Romana, sottostante l’acropoli di Cuma.
L’approccio di Cocceio si distinse per l’uso sistematico dello scavo in rampa, l’ottimizzazione dell’orientamento solare per l’illuminazione naturale e l’integrazione di pozzi di aerazione obliqui.
Grotta di Cocceio: analisi Architettonica e Ingegneristica
La galleria si snoda nel tufo giallo flegreo per una lunghezza totale di circa 1 chilometro (~970 m). Le caratteristiche metriche e costruttive testimoniano la destinazione al transito pesante di carri di sussistenza e colonna militare:
Parametro Costruttivo
Dimensione / Descrizione
Lunghezza complessiva
970 metri
Larghezza media
5,0 metri (consente il doppio senso di marcia)
Altezza media
Variable tra 4 e 12 metri
Aperture di aerazione/luce
9 pozzi obliqui (luminaria) svasati verso l’alto
Opus caementicium / reticulatum
Utilizzato nei tratti d’imbocco e nei rinforzi della volta
I pozzi d’aerazione, scavati fino alla sommitĆ del Monte Grillo, svolgevano la duplice funzione di smaltire i fumi dei tedofori durante la marcia notturna e di proiettare la luce naturale all’interno del percorso durante le ore diurne.
Grotta di Cocceio (fonte: pagina Fb PaFleg)
La Grotta di Cocceio nelle Fonti Antiche
L’opera ĆØ direttamente menzionata dagli storiografi e geografi dell’etĆ augustea e imperiale, che ne sottolineano la grandiositĆ strutturale e il legame con la figura di Agrippa.
Strabone (Geographika, V, 4, 5)
Il geografo greco Strabone fornisce la testimonianza epigrafica e storica più esplicita sull’attribuzione dell’opera a Cocceio e sull’impianto del Portus Julius:
Ā«Vi ĆØ anche un condotto sotterraneo che dall’Averno va verso Cuma, scavato attraverso la montagna, eseguito da Cocceio, il quale fece pure la galleria che da Pozzuoli porta a Napoli…Ā»
Svetonio (De vita Caesarum, Divus Augustus, 16)
Svetonio, pur non nominando esplicitamente la galleria, descrive le colossali opere di scavo realizzate da Agrippa nell’area tra Averno e Cuma per l’allestimento della flotta:
Ā«Portum Iulium ad Baias occupato lacu Lucrino et Averno profundisque aquis in superiorem alveum inmissis effecit…Ā»
Evoluzione Storica e Stato di Conservazione
Epoca Romano-Imperiale: Con il successivo spostamento della base navale dal Portus Julius al porto di Misenum (31 a.C.), la galleria perse la prioritaria funzione militare.
Medioevo ed EtĆ Moderna: Con la decadenza di Cuma e il progressivo paludamento della piana, la galleria cadde in disuso. In epoca rinascimentale fu riscoperta da eruditi e antiquari.
Eventi Bellici del XX Secolo: Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, la galleria fu impiegata dalle forze armate tedesche come deposito di munizioni. Durante la ritirata del 1943, il brillamento delle polveri provocò il collasso di ampi tratti della volta tufacea e danni strutturali ingenti.
Interventi di Restauro e Tutela: Dopo decenni di chiusura e lunghi interventi di consolidamento e messa in sicurezza promossi dal Ministero della Cultura e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, il sito ĆØ stato oggetto di studi ambientali e speleologici (inclusa la tutela delle colonie di chirotteri insediatesi al suo interno).
Velleio Patercolo, Historiae Romanae ad M. Vinicium libri duo, II, 79.
Cassio Dione, Historia Romana, XLVIII, 49-51.
Bibliografia Storico-Archeologica
Amalfitano, P., Camodeca, G., Medri, M. (a cura di), I Campi Flegrei. Un itinerario archeologico, Marsilio, Venezia, 1990.
Maiuri, A., I Campi Flegrei dal sepolcro di Virgilio all’acropoli di Cuma, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1958.
Paget, R. F., “The Great Antrum at Baiae: A Military Headquarters of the Roman Empire?”, The Journal of Roman Studies, Vol. 57, No. 1/2, 1967, pp. 102ā112.
Sirano, F.(a cura di), La Grotta di Cocceio: architettura, ingegneria e paesaggio nei Campi Flegrei, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Napoli, 2021.
Sommella, P., Forma e urbanistica di Cuma antiqua, Accademia Nazionale dei Lincei, Roma, 1978.
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Il volo di Icaro verso il Sole ĆØ una delle immagini più pregnanti ed evocative dell’intera letteratura classica.
Se nella fruizione contemporanea il mito viene spesso ridotto a una semplice allegoria morale sull’inconvenienza dell’arroganza giovanile, un’analisi filologica e contestuale rivela una struttura concettuale ben più complessa.
Il racconto di Dedalo e Icaro si colloca infatti al crocevia tra sviluppo tecnologico, dinamiche paterno-filiali e la perenne tensione dell’uomo nei confronti dei propri limiti naturali.
L’archetipo dell’innovatore: Dedalo tra ingegno e nemesi
Prima di essere una storia di caduta, il mito ĆØ una storia di straordinario ingegno.
Dedalo (Daidalos, il “ben lavorato” o l’ “ingegnoso”) incarna il prototipo del primo grande architetto e inventore dell’antichitĆ . A lui la tradizione attribuisce la creazione del Labirinto di Crosso, progettato su commissione del re Minosse per recludere il Minotauro.
La sua figura rappresenta l’ambivalenza della techne (la tecnica): uno strumento capace di risolvere problemi complessi, ma anche di generare nuove prigioni e pericoli. Nel momento in cui Dedalo si trova prigioniero della sua stessa creazione nell’isola di Creta, comprende che l’unica via di fuga rimasta non appartiene al dominio della terra o del mare, ma a quello dell’aria.
La poetica della caduta: la testimonianza di Virgilio e Ovidio
La trasmissione letteraria del mito deve la sua eccezionale fortuna soprattutto alle fonti latine. Sebbene la narrazione più estesa e celebre si trovi nel Libro VIII delle Metamorfosi di Ovidio, ĆØ nell’opera di Virgilio che il mito acquisisce una profonda risonanza tragica ed emotiva.
Nel Libro VI dell’Eneide, Virgilio descrive l’arrivo di Enea presso il tempio di Apollo a Cuma. Qui, sulle porte bronzee del tempio, si trova un’opera scolpita dallo stesso Dedalo arrivato in Italia dopo la tragedia:
«Tu quoque magnam / partem opere in tanto, sineret dolor, Icare, haberes. / Bis conatus erat casus effingere in auro, / bis patriae cecidere manus.»
(Ā«Anche tu, o Icaro, saresti stato gran parte in un’opera cosƬ grande, se il dolore l’avesse permesso. Due volte tentò di scolpire nel bronzo la tua caduta, due volte caddero le mani di padre.Ā» ā Virgilio, Eneide, VI, 30-33)
In questo passaggio, Virgilio trasfigura l’ingegnere nel padre straziato: l’arte di Dedalo, per la prima volta, fallisce di fronte all’impossibilitĆ di elaborare il lutto per la perdita del figlio. La techne si arresta dinanzi al dolore universale della paternitĆ .
Ovidio, dal canto suo, mette l’accento sulla dinamica dell’involo e sull’ammonimento paterno, introducendo il concetto chiave della mesotes (la moderazione ed equilibrio):
Ā«medio tutissimus ibisĀ» (Ā«Lungo la via di mezzo volerai sicuroĀ» ā Ovidio, Metamorfosi, VIII, 206)
Affresco da Villa Imperiale a Pompei (fb Parco archeologico di Pompei)
La lettura allegorica e scientifica
La caduta di Icaro si presta a molteplici livelli di lettura archetipica:
La trasgressione epistemica (Hybris): Icaro, sedotto dalla sensazione di potenza e dalla vicinanza all’assoluto rappresentato dal Sole, dimentica il limite imposto dalla sua condizione mortale e dalla fragilitĆ della protesi artificiale.
Il fallimento del trasferimento tecnologico: L’invenzione di Dedalo funziona perfettamente per l’artefice che ne comprende la struttura e i limiti chimico-fisici (la resistenza termica della cera), ma fallisce nelle mani dell’utente inesperto e privo di autocontrollo emotivo.
Il conflitto generazionale: Il mito mette in scena l’incomunicabilitĆ tra l’esperienza misurata della vecchiaia e l’esuberanza imprudente della giovinezza.
Bibliografia essenziale
Fonti Primarie
Virgilio, Eneide, Libro VI, vv. 14-33.
Ovidio, Metamorfosi, Libro VIII, vv. 183-235.
Apollodoro,Biblioteca, Libro III, 15, 8; Epitome, I, 12-13.
Fonti Secondarie e Critica
Bettini, M. (1998). Il ritratto dell’amante. Torino, Einaudi. (Fornisce un’analisi approfondita sul rapporto tra arte, memoria e lutto nell’opera di Dedalo secondo Virgilio).
Cantarella, E. (2003). Icaro e il sole: Il mito, la storia, l’immaginario. Milano, Feltrinelli.
Discover one of the most mysterious sites of the ancient world: theĀ Antro della Sibilla in Cumae, the legendary cave of the Cumaean Sibyl. On this guided tour, youāll step into the heart of myth and archaeology, where prophecy, literature, and ancient belief come together.
Located in the ancient city of Cuma, this extraordinary site has inspired myths, literature, and travelers for over two thousand years.
According to tradition, the Cumaean Sibyl was a prophetic figure associated with Apollo, famous for revealing the future through cryptic messages.
Virgil placed her at the center of theĀ Aeneid, when she guides Aeneas to the Underworld. Ancient writers such as Ovid and Strabo also mention her, confirming her importance in mythology and classical culture.
Explore the legendary cave
During theĀ guided tour of the Antro della Sibilla, you will walk through the impressive trapezoidal tunnel carved into the rock. Youāll learn about:
the architectural features of the gallery carved into the rock
the strategic and religious significance of the site
the ongoing debate among scholars about its original function.
The Antro della Sibilla is where legend and archaeology meet. Here, youāll see how ancient texts, material evidence, and modern research combine to reconstruct the pastāwhile still leaving room for imagination.
Is it truly the cave described in ancient texts, or a later military structure? The mystery is part of the experience.
Between myth and archaeology
The Antro della Sibilla is where legend and reality intertwine.
Here, you will learn how ancient sources, archaeological evidence, and modern interpretations come together to reconstruct the pastāwhile still leaving room for imagination.
Guided tour of the Antro della Sibilla: join the experience!
This is more than a visit: itās a journey into prophecy, literature, and ancient belief.
Walk in the footsteps of heroes, listen to the echoes of forgotten oracles, and experience the timeless fascination of the Antro della Sibilla.
This guided tour is perfect for history lovers, families, and curious travelers who want to explore the ancient city of Cumae and the fascinating world of the Cumaean Sibyl.
Booking: contact us via phone number, chat whatsapp or email (or use the contact form)
Le foto della Sibilla Cumana: la visita guidata di sabato 11 aprile
Sabato 11 aprile il Gruppo Archeologico Campi Flegrei ha avuto il piacere di accompagnare lāassociazione BeTime, l’UniversitĆ del tempo libero in una visita guidata al Parco Archeologico di Cuma, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia dellāarea flegrea.
Una passeggiata tra Storia e Natura, Archeologia e testimonianze del nostro territorio, dell’antica KýmÄ, la prima colonia greca dellāItalia meridionale.
Le foto della Sibilla Cumana realizzate durante la giornata documentano il fascino dellāAntro, il celebre passaggio scavato nel tufo dove, secondo la leggenda, la profetessa ispirata da Apollo pronunciava i suoi oracoli.
Luce e ombra, pietra e silenzio si fondono in unāatmosfera unica, restituendo ai partecipanti la suggestione di un viaggio nel tempo.
Una visita guidata tra Storia, Natura, Archeologia e panorami mozzafiato
La visita ha toccato anche lāacropoli con i resti del Tempio di Apollo da cui si ammira un panorama straordinario sul mare e sui Campi Flegrei. Il gruppo ha potuto apprezzare la ricchezza del sito non solo dal punto di vista storico, ma anche paesaggistico.
Le foto della Sibilla Cumana vogliono essere il ricordo di una giornata dedicata alla scoperta, allāapprofondimento culturale, alla passione per la storia e per la tutela del patrimonio.
Ringraziamo l’associazione BeTime per aver partecipato a questa visita e reso tale esperienza ancora più suggestiva e coinvolgente. Insieme abbiamo vissuto un pomeriggio emozionante in uno dei luoghi più suggestivi e significativi dellāantichitĆ flegrea.
La galleria fotografica
Condividiamo la galleria fotografica per rivivere dalle immagini le emozioni di questa giornata dedicata alla bellezza eterna dei Campi Flegrei (per approfondire, guarda anche le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone).
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Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal cielo: prospettiva unica!
Osservare l’anfiteatro di Cuma dall’alto permette di evidenziare la grandezza del sito archeologico in tutta la sua bellezza. E, grazie alle immagini provenienti dal drone, si apprezza la sua forma ellittica e i resti, testimonianza dell’antico impero romano nei Campi Flegrei. Ma dal cielo ĆØ ben visibile anche la campagna lussureggiante che, nel tempo, avanza e ricopre un luogo dove duemila anni fa la vita pullulava in tutte le sue forme.
La storia (dal cartellone presente nel sito)
Per completezza di informazione, riportiamo la descrizione dell’area archeologica dal cartellone presente nel sito.
L’anfiteatro di Cuma
LāAnfiteatro cumano viene edificato alla fine del I sec. a.C., appena fuori dalla cinta muraria della cittĆ , poco distante da una delle porte che aprono al suburbio meridionale, addossandosi parzialmente alle pendici della collina del Monte Grillo. La collocazione extraurbana, non insolita per gli edifici di spettacolo, si deve alla necessitĆ di controllare i flussi di spettatori e all’assenza in area urbana di spazi estesi disponibili. La medesima ragione per cui in etĆ romana il suburbio meridionale si popola di lussuose ville marittime e collinari.
L’anfiteatro cumano ĆØ tra i più antichi della Campania
L’impianto ricalca la tipologia più antica degli anfiteatri, priva di sotterranei e poggiante su un declivio naturale per una parte della cavea, nel caso cumano quella orientale. L’Anfiteatro cumano rientra cosƬ fra i più antichi della Campania, insieme a quelli di Pompei e di Liternum e ai primi impianti, oggi perduti, degli anfiteatri di Capua e di Puteoli, dimostrando il prestigio che la civitas sine suffragio mantiene in etĆ romana, forte dell’alleanza con l’Urbe.
Le dimensioni
Il monumento ha i due principali ingressi sull’asse maggiore, lungo circa 90 m, dei quali ĆØ stato messo in luce quello meridionale; la cavea tripartita (ima, media e summa) e un corridoio anulare superiore che dava accesso alle sedute sommitali, almeno nel settore orientale.
Nel II sec. d.C. l’edificio subisce importanti rifacimenti con abbassamento di quota e restrizione dell’arena, la realizzazione di un podio che sorreggeva lāima cavea. E, inoltre, la creazione di un nuovo muro perimetrale con fondazioni ad archi e pilastri, cui ĆØ connesso il sistema di alloggiamento dellāimpianto del velarium, che offriva ombra agli spettatori.
Sul lato orientale, nell’area dove sorge la Villa Vergiliana, edificata nel 1911 dalla SocietĆ Archeologica di Stoccarda e in seguito sede della Vergilian Society, istituto americano di studi classici, doveva sorgere un tempietto associato alla parte sommitale del monumento (templum in summa cavea).
Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone
Dalla galleria fotografica proveniente dal drone ĆØ possibile osservare la vicina foresta di Cuma. E, spingendo la vista all’orizzonte, si apprezzerĆ lo spettacolare panorama flegreo fino al lago di Fusaro (con uno zoom, si intravede la casina vanvitelliana).
Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone. Buona visione š
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Proponiamo una visita guidata al Parco Archeologico di Cuma, alla scoperta dellāAntro della Sibilla, dei templi antichi e dei panorami spettacolari sul mar Tirreno.
Un percorso tra mito e archeologia, dalle gallerie scavate nel tufo ai templi di Apollo e Giove, dove ancora si respira lāatmosfera dei racconti virgiliani.
Durante la visita parleremo della storia di Cuma, prima colonia greca dāOccidente, dei culti antichi e delle leggende legate alla Sibilla Cumana.
Lāitinerario della visita guidata al Parco Archeologico di Cuma ĆØ adatto sia agli appassionati di storia e archeologia sia a chi desidera semplicemente scoprire un luogo affascinante immerso nella natura.
Il percorso tra mito e archeologia
Raggiungeremo lāAcropoli, la parte alta del Parco Archeologico di Cuma, dove si ergono i resti dei templi di Apollo e di Giove, affacciati su uno scenario spettacolare tra mare, lago Fusaro e Campi Flegrei. Qui parleremo della fondazione di Cuma, prima colonia greca dāOccidente, del ruolo strategico della cittĆ e delle trasformazioni in etĆ romana, quando il santuario continuò a vivere e rinnovarsi nel tempo.
Cuore della visita sarĆ naturalmente lāAntro della Sibilla, il suggestivo corridoio scavato nella roccia che la tradizione identifica come il luogo dei vaticini della celebre profetessa cumana. Entreremo in questo ambiente carico di fascino e di mistero, raccontando le leggende legate alla Sibilla Cumana, i collegamenti con lāEneide di Virgilio e le ipotesi archeologiche sulla funzione e la datazione del complesso.
SarĆ lāoccasione per unire filologia, mito e archeologia in unāunica esperienza narrativa.
Dettagli dell’evento
quando: scegliamo insieme la data!
raduno: appuntamento all’ingresso del Parco Archeologico di Cuma, Strada Provinciale Cuma-Licola – 80078 Pozzuoli (NA)
durata: due ore
Il percorso si svolge prevalentemente a piedi, con alcuni tratti in salita e scale, per cui sono consigliate scarpe comode.
Come prenotare la visita guidata al Parco Archeologico di Cuma
Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali:
Ti aspettiamo per un viaggio tra mito e archeologia, accompagnati dalla voce senza tempo della Sibilla Cumana (segue una galleria fotografica di una precedente visita guidata al Parco Archeologico di Cuma).
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