Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal cielo: prospettiva unica!

Osservare l’anfiteatro di Cuma dall’alto permette di evidenziare la grandezza del sito archeologico in tutta la sua bellezza.
E, grazie alle immagini provenienti dal drone, si apprezza la sua forma ellittica e i resti, testimonianza dell’antico impero romano nei Campi Flegrei.
Ma dal cielo ĆØ ben visibile anche la campagna lussureggiante che, nel tempo, avanza e ricopre un luogo dove duemila anni fa la vita pullulava in tutte le sue forme.

 

Le foto dell'anfiteatro di Cuma dal drone

 

La storia (dal cartellone presente nel sito)

Per completezza di informazione, riportiamo la descrizione dell’area archeologica dal cartellone presente nel sito.

 

L’anfiteatro di Cuma

L’Anfiteatro cumano viene edificato alla fine del I sec. a.C., appena fuori dalla cinta muraria della cittĆ , poco distante da una delle porte che aprono al suburbio meridionale, addossandosi parzialmente alle pendici della collina del Monte Grillo.
La collocazione extraurbana, non insolita per gli edifici di spettacolo, si deve alla necessitĆ  di controllare i flussi di spettatori e all’assenza in area urbana di spazi estesi disponibili.
La medesima ragione per cui in etĆ  romana il suburbio meridionale si popola di lussuose ville marittime e collinari.

 

L’anfiteatro cumano ĆØ tra i più antichi della Campania

L’impianto ricalca la tipologia più antica degli anfiteatri, priva di sotterranei e poggiante su un declivio naturale per una parte della cavea, nel caso cumano quella orientale.
L’Anfiteatro cumano rientra cosƬ fra i più antichi della Campania, insieme a quelli di Pompei e di Liternum e ai primi impianti, oggi perduti, degli anfiteatri di Capua e di Puteoli, dimostrando il prestigio che la civitas sine suffragio mantiene in etĆ  romana, forte dell’alleanza con l’Urbe.

Le dimensioni

Il monumento ha i due principali ingressi sull’asse maggiore, lungo circa 90 m, dei quali ĆØ stato messo in luce quello meridionale; la cavea tripartita (ima, media e summa) e un corridoio anulare superiore che dava accesso alle sedute sommitali, almeno nel settore orientale.

Nel II sec. d.C. l’edificio subisce importanti rifacimenti con abbassamento di quota e restrizione dell’arena, la realizzazione di un podio che sorreggeva l’ima cavea.
E, inoltre, la creazione di un nuovo muro perimetrale con fondazioni ad archi e pilastri, cui ĆØ connesso il sistema di alloggiamento dell’impianto del velarium, che offriva ombra agli spettatori.

Sul lato orientale, nell’area dove sorge la Villa Vergiliana, edificata nel 1911 dalla SocietĆ  Archeologica di Stoccarda e in seguito sede della Vergilian Society, istituto americano di studi classici, doveva sorgere un tempietto associato alla parte sommitale del monumento (templum in summa cavea).

 

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Dalla galleria fotografica proveniente dal drone ĆØ possibile osservare la vicina foresta di Cuma.
E, spingendo la vista all’orizzonte, si apprezzerĆ  lo spettacolare panorama flegreo fino al lago di Fusaro (con uno zoom, si intravede la casina vanvitelliana).

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone.
Buona visione šŸ™‚

 

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