Le foto della Sibilla Cumana: storia, mito e archeologia a Cuma

Le foto della Sibilla Cumana: la visita guidata di sabato 11 aprile

Sabato 11 aprile il Gruppo Archeologico Campi Flegrei ha avuto il piacere di accompagnare l’associazione BeTime, l’UniversitĆ  del tempo libero in una visita guidata al Parco Archeologico di Cuma, uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di storia dell’area flegrea.

Una passeggiata tra Storia e Natura, Archeologia e testimonianze del nostro territorio, dell’antica Kýmē, la prima colonia greca dell’Italia meridionale.

Le foto della Sibilla Cumana realizzate durante la giornata documentano il fascino dell’Antro, il celebre passaggio scavato nel tufo dove, secondo la leggenda, la profetessa ispirata da Apollo pronunciava i suoi oracoli.

Luce e ombra, pietra e silenzio si fondono in un’atmosfera unica, restituendo ai partecipanti la suggestione di un viaggio nel tempo.

 

Le foto della Sibilla Cumana: storia, mito e archeologia a Cuma

 

Una visita guidata tra Storia, Natura, Archeologia e panorami mozzafiato

La visita ha toccato anche l’acropoli con i resti del Tempio di Apollo da cui si ammira un panorama straordinario sul mare e sui Campi Flegrei.
Il gruppo ha potuto apprezzare la ricchezza del sito non solo dal punto di vista storico, ma anche paesaggistico.

Le foto della Sibilla Cumana vogliono essere il ricordo di una giornata dedicata alla scoperta, all’approfondimento culturale, alla passione per la storia e per la tutela del patrimonio.

Ringraziamo l’associazione BeTime per aver partecipato a questa visita e reso tale esperienza ancora più suggestiva e coinvolgente.
Insieme abbiamo vissuto un pomeriggio emozionante in uno dei luoghi più suggestivi e significativi dell’antichitĆ  flegrea.

Le foto della Sibilla Cumana: storia, mito e archeologia a Cuma

 

La galleria fotografica

Condividiamo la galleria fotografica per rivivere dalle immagini le emozioni di questa giornata dedicata alla bellezza eterna dei Campi Flegrei (per approfondire, guarda anche le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone).

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Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal cielo: prospettiva unica!

Osservare l’anfiteatro di Cuma dall’alto permette di evidenziare la grandezza del sito archeologico in tutta la sua bellezza.
E, grazie alle immagini provenienti dal drone, si apprezza la sua forma ellittica e i resti, testimonianza dell’antico impero romano nei Campi Flegrei.
Ma dal cielo ĆØ ben visibile anche la campagna lussureggiante che, nel tempo, avanza e ricopre un luogo dove duemila anni fa la vita pullulava in tutte le sue forme.

 

Le foto dell'anfiteatro di Cuma dal drone

 

La storia (dal cartellone presente nel sito)

Per completezza di informazione, riportiamo la descrizione dell’area archeologica dal cartellone presente nel sito.

 

L’anfiteatro di Cuma

L’Anfiteatro cumano viene edificato alla fine del I sec. a.C., appena fuori dalla cinta muraria della cittĆ , poco distante da una delle porte che aprono al suburbio meridionale, addossandosi parzialmente alle pendici della collina del Monte Grillo.
La collocazione extraurbana, non insolita per gli edifici di spettacolo, si deve alla necessitĆ  di controllare i flussi di spettatori e all’assenza in area urbana di spazi estesi disponibili.
La medesima ragione per cui in etĆ  romana il suburbio meridionale si popola di lussuose ville marittime e collinari.

 

L’anfiteatro cumano ĆØ tra i più antichi della Campania

L’impianto ricalca la tipologia più antica degli anfiteatri, priva di sotterranei e poggiante su un declivio naturale per una parte della cavea, nel caso cumano quella orientale.
L’Anfiteatro cumano rientra cosƬ fra i più antichi della Campania, insieme a quelli di Pompei e di Liternum e ai primi impianti, oggi perduti, degli anfiteatri di Capua e di Puteoli, dimostrando il prestigio che la civitas sine suffragio mantiene in etĆ  romana, forte dell’alleanza con l’Urbe.

Le dimensioni

Il monumento ha i due principali ingressi sull’asse maggiore, lungo circa 90 m, dei quali ĆØ stato messo in luce quello meridionale; la cavea tripartita (ima, media e summa) e un corridoio anulare superiore che dava accesso alle sedute sommitali, almeno nel settore orientale.

Nel II sec. d.C. l’edificio subisce importanti rifacimenti con abbassamento di quota e restrizione dell’arena, la realizzazione di un podio che sorreggeva l’ima cavea.
E, inoltre, la creazione di un nuovo muro perimetrale con fondazioni ad archi e pilastri, cui ĆØ connesso il sistema di alloggiamento dell’impianto del velarium, che offriva ombra agli spettatori.

Sul lato orientale, nell’area dove sorge la Villa Vergiliana, edificata nel 1911 dalla SocietĆ  Archeologica di Stoccarda e in seguito sede della Vergilian Society, istituto americano di studi classici, doveva sorgere un tempietto associato alla parte sommitale del monumento (templum in summa cavea).

 

Le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone

Dalla galleria fotografica proveniente dal drone ĆØ possibile osservare la vicina foresta di Cuma.
E, spingendo la vista all’orizzonte, si apprezzerĆ  lo spettacolare panorama flegreo fino al lago di Fusaro (con uno zoom, si intravede la casina vanvitelliana).

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per le foto dell’anfiteatro di Cuma dal drone.
Buona visione šŸ™‚

 

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