“Idi di Marzo” di Valerio Massimo Manfredi: chi era veramente Giulio Cesare?

“Idi di Marzo”, un romanzo di Valerio Massimo Manfredi

“Idi di Marzo”, di Valerio Massimo Manfredi, è un romanzo appassionante.
L’autore si concentra sugli ultimi giorni di vita di Giulio Cesare, in particolare la settimana che porterà, poi, alla famigerata congiura del 44 a.C. con l’assassinio del pontefice massimo.

La narrazione è avvincente. Un feroce conto alla rovescia scandisce il trascorrere del tempo fino all’incontro fatale nel quale il dittatore perpetuo verrà ucciso dai suoi (ex) uomini di fiducia.

E’ interessante sottolineare l’abilità dello scrittore nel creare uno scenario verosimile (confermato da prove documentate), reso affascinante dalla presenza di personaggi di fantasia.

Insomma, la giusta miscela per una narrazione godibile, attinente ai fatti storici, intrigante.

 

Idi di Marzo, di Valerio Massimo Manfredi: la recensione

 

Giulio Cesare, malato di epilessia?

Vlaerio Massimo Manfredi, inoltre, evidenzia la fragilità umana di Giulio Cesare.
Agli occhi della Storia, l’imbattibile condottiere militare è un semidio.

Eppure, pagina dopo pagina, nelle “Idi di Marzo”‘ emerge un uomo di cinquantasei anni stanco, malato (secondo l’autore soffriva di epilessia).

Sposato con Calpurnia, frequenta l’amante Servilia, innamorato di Cleopatra.
Circondato dai suoi Generali che – in molti – poi lo tradiranno.

Un uomo perseguitato dai sensi di colpa, reo di aver scatenato la guerra civile dopo aver attraversato il Rubicone (nel gennaio del 49 a.C.), contravvenendo agli ordini del senato.
E, nonostante una serie di trionfi e nuovi territori conquistati, tormentato dagli incubi per aver ucciso altri romani (sangue del suo sangue).

Secondo Plutarco: «Cesare non aveva sconfitto comandanti stranieri né re barbari, ma aveva annientato alle radici i figli e il sangue del migliore tra i Romani [Pompeo Magno], vittima dei capricci della fortuna; non era giusto trionfare in questo modo sulle disgrazie della patria».

Dunque, la lettura delle “Idi di Marzo” diviene un pretesto per approfondire l’animo di un personaggio capace di segnare la Storia di Roma (e del mondo antico).
Ma é anche un utile approfondimento per capire le abitudini quotidiane di uomini e donne di duemila anni fa.

Come vivevano, cosa mangiavano, come si divertivano?
E come si spostavano tramite la fitta rete di strade con le soste obbligate alle diverse mansio disposte lungo il tragitto?

Insomma, per gli amanti della Storia “Idi di Marzo” è una lettura imperdibile.
E, se vuoi continuare questo viaggio alla scoperta di Giulio Cesare e della Roma antica, puoi unirti alle nostre visite guidate nei luoghi che ancora conservano la memoria dell’età imperiale nei Campi Flegrei, dove si racconta che sia stata ritrovata una sua villa!

 

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La grotta della Sibilla Cumana al lago d’Averno: un giorno di pulizia straordinaria [FOTO]

La grotta della Sibilla Cumana: un luogo da curare (e recuperare)

In un sopralluogo alla grotta della Sibilla Cumana al lago d’Averno incontriamo una persona speciale: l’operatore ecologico con il responsabile sig. Perrillo.

Perché a volte, per migliorare il mondo, basta il buon senso.
E la disponibilità.

Mostriamo ai due operatori del Comune di Pozzuoli lo stato di abbandono in cui verte la grotta della Sibilla Cumana.
Dovrebbe essere un luogo curato, un sito archeologico di interesse da mostrare con orgoglio.
E da valorizzare.

Invece, il breve sentiero che porta dalla strada all’ingresso della grotta (chiusa) è un luogo di cui prendersi cura.
Rifiuti di ogni tipo, da resti di cibo a bottiglie.
Addirittura una busta di cemento, forse scarto di lavori edili.

I due operatori armati di scopa e paletta, iniziano la bonifica straordinaria.

 
E dunque, oggi non ci resta che ringraziare l’operatore ecologico e il sig. Perrillo.

La grotta della Sibilla Cumana al lago d'Averno: un giorno di pulizia straordinaria

Dopotutto, la gentilezza salverà il mondo.
E pulire il sentiero della grotta della Sibilla Cumana sul lago d’Averno è un piccolo, grande gesto di gentilezza verso chi verrà a visitare questo luogo magico.

 



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Visita guidata a Pompei: scopri gli antichi attraversamenti pedonali e la vita quotidiana romana

Gli antichi attraversamenti pedonali di Pompei?I rialzi utili in caso di pioggia!

Visitare Pompei significa immergersi nella vita quotidiana dell’antica Roma e scoprire dettagli straordinari che raccontano la città in modo autentico.
Durante una visita guidata a Pompei, tra gli elementi più affascinanti e molto apprezzati dai visitatori ci sono gli antichi attraversamenti pedonali in pietra, vere testimonianze dell’ingegneria urbana romana utili soprattutto quando c’era l’intervento del dio Pluvio con la sua pioggia.

 

L’importanza degli attraversamenti pedonali nell’antica Pompei

Immagina di camminare lungo le strade di una città romana perfettamente conservata nel tempo.
Durante una visita guidata a Pompei ogni pietra conserva una storia e anche gli attraversamenti pedonali fanno parte di questo racconto.

Osservando i blocchi di pietra rialzati che attraversano le strade dell’antica città, scoprirai soluzioni studiate con grande attenzione per rispondere alle esigenze della vita urbana romana.

Non si tratta di semplici elementi architettonici, ma di dettagli che aiutano a comprendere meglio il funzionamento della città.

Visita guidata a Pompei: scopri gli antichi attraversamenti pedonali di Pompei, le moderne strisce pedonali

 

Un piccolo dettaglio che fa una grande differenza

Questi blocchi di pietra erano tutt’altro che casuali.
Permettevano ai cittadini di attraversare la strada senza sporcarsi, evitando acqua, fango e rifiuti che spesso si accumulavano sul livello della carreggiata.

Allo stesso tempo, erano disposti con precisione per lasciare spazio al passaggio delle ruote dei carri, creando un equilibrio perfetto tra mobilità pedonale e traffico urbano.

Un aspetto molto interessante è vedere, ancora oggi, sulle strade di Pompei i profondi solchi lasciati dal passaggio continuo dei carri.
Queste tracce aiutano gli archeologi a comprendere meglio l’organizzazione della viabilità antica.

Curiosità sui rialzi pedonali romani

Gli attraversamenti pedonali di Pompei non erano solo una soluzione pratica, ma anche una prova dell’elevato livello di pianificazione urbana raggiunto dai Romani.

Tra le curiosità più affascinanti ci sono:

  • la presenza di solchi profondi scavati dalle ruote dei carri, ancora visibili oggi;
  • la possibile standardizzazione della larghezza dei mezzi di trasporto, utile a far funzionare meglio la circolazione;
  • la capacità dei Romani di progettare strade funzionali, ordinate e adatte sia ai pedoni sia ai veicoli;
  • l’attenzione al decoro urbano, poiché i passaggi sopraelevati permettevano di evitare di bagnarsi le calzature.

Questi elementi dimostrano quanto fosse avanzata la gestione degli spazi pubblici nell’antica Pompei.

 

La nostra visita guidata a Pompei: un’esperienza immersiva

Durante una visita guidata a Pompei, potrai:

  • camminare sugli stessi attraversamenti utilizzati oltre 2.000 anni fa;
  • osservare da vicino le tracce lasciate dalle ruote dei carri;
  • comprendere come funzionava la mobilità in una città romana;
  • scoprire il rapporto tra pedoni, traffico e organizzazione urbana.

Non si tratta solo di una visita della città vista dal punto di vista urbanistico, economico, religioso e sociale, ma di un vero viaggio nella vita quotidiana dell’antichità attraverso, anche, i calchi in gesso degli antichi abitanti, animali ed oggetti.

 

Perché scegliere una visita guidata a Pompei

Con una nostra guida esperta, durante la visita guidata a Pompei potrai scoprire dettagli spesso trascurati dai visitatori:

  • la sofisticazione dell’ingegneria urbana romana;
  • l’organizzazione delle strade lungo cardini e decumani;
  • le soluzioni pratiche pensate per migliorare la vita quotidiana;
  • il significato storico e sociale degli attraversamenti pedonali.

Anche gli elementi più semplici rivelano una notevole ingegnosità e raccontano quanto fosse evoluta la città romana.

 

Vivi Pompei come mai prima d’ora

Gli attraversamenti pedonali sono solo uno degli esempi di come Pompei continui ancora oggi a stupire e affascinare i visitatori.
Partecipando a una visita guidata a Pompei, non ti limiterai a vedere il sito, ma comprenderai davvero come vivevano gli antichi Romani e come funzionava la loro città.

Scoprire Pompei attraverso questi dettagli significa osservare il passato con occhi della curiosità, entrando in contatto diretto con la quotidianità di un mondo scomparso ma ancora straordinariamente presente.

 

Come prenotare la tua visita guidata a Pompei

Per informazioni e prenotazioni per la tua visita guidata personalizzata a Pompei contattaci ai seguenti canali:

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Piscina Mirabilis Cento Camerelle: la visita guidata tra archi e acqua [con foto-ricordo domenica 17 maggio]

La foto-ricordo alla Piscina Mirabilis della visita di domenica 17 maggio

Domenica 17 maggio abbiamo visitato la maestosa Piscina Mirabilis a Bacoli, uno dei luoghi più iconici dei Campi Flegrei, immortalando con la macchina fotografica alcuni momenti davvero emozionanti.

Chissà se le nostre foto riescono a catturare quell’atmosfera unica, tra archi romani, giochi di luce e curiosità dei visitatori?

Passeggiare in un luogo che, duemila anni fa, conteneva una quantità enorme d’acqua – la cisterna per la flotta navale romana del vicino porto militare di Miseno – lascia un ricordo indelebile.

 

La visita guidata tra archi e acqua [Visita guidata Piscina Mirabilis e Cento Camerelle]

 

Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle

Con la nostra visita guidata abbiamo ripercorso la storia della Piscina Mirabilis, il suo ruolo nel sistema idrico romano e il legame con le strutture vicine.

Amiamo scattare la foto-ricordo alla Piscina Mirabilis in un punto ben preciso per esaltare particolari come la volta, le nicchie e le luci che entrano dagli spioncini, rendendo ancora più tangibile l’atmosfera di questa cisterna monumentale.

Durante la passeggiata abbiamo anche collegato la Piscina Mirabilis all’antica cisterna romana con il sistema di Cento Camerelle e con il contesto archeologico più ampio dei Campi Flegrei.

Un’intera mattinata dedicata a una passeggiata tra i due importanti siti di Bacoli, tra Storia e panorami mozzafiato!

 

I dettagli della visita guidata alla Piscina Mirabilis e Cento Camerelle

Per organizzare la tua visita guidata personalizzata rimandiamo al post Doppia visita guidata a Piscina Mirabilis e Cento Camerelle: conosci la cisterna più grande dell’Impero Romano?

Per le foto della Piscina Mirabilis guarda la galleria presente nel post Dalla Piscina Mirabilis a Cento Camerelle: le foto.

 

Come organizzare la visita guidata personalizzata

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I Tesori di Pozzuoli e il vulcano Solfatara: un itinerario unico

La Solfatara di Pozzuoli: un viaggio tra natura e storia

Un viaggio affascinante nel cuore dei Campi Flegrei, tra paesaggi vulcanici, storia romana e borghi sospesi nel tempo. 

La visita guidata dall’alto della Solfatara di Pozzuoli è l’occasione perfetta per scoprire un territorio straordinario, dove la forza della natura incontra la memoria dell’antica Roma.

Questo itinerario guidato ti porterà a scoprire luoghi simbolo del territorio, tra panorami suggestivi, testimonianze archeologiche e atmosfere autentiche.

Un’esperienza perfetta per chi vuole conoscere da vicino la bellezza unica di Pozzuoli e dei Campi Flegrei.

 

Cosa vedrai durante il percorso

Panoramica sul vulcano Solfatara di Pozzuoli
Un affaccio spettacolare su uno dei vulcani più famosi e suggestivi dell’area flegrea.
Tra fumarole e vapori, vivrai un’esperienza quasi lunare, ideale per comprendere la potenza e il fascino del paesaggio vulcanico.

Visita guidata Solfatara di Pozzuoli e i tesori di Pozzuoli: un itinerario unico

 

Il viaggio continua con i tesori di Pozzuoli

🏟️ Anfiteatro Flavio
Uno dei più grandi anfiteatri dell’antica Roma.
Esploreremo i sotterranei e i corridoi dove un tempo si svolgevano spettacoli gladiatori e cacce, in un percorso che racconta la grandezza della città antica.

🏘️ Borgo del Rione Terra
Un luogo sospeso tra passato e presente: vicoli pittoreschi, resti romani e una vista mozzafiato sul golfo di Pozzuoli.
Un quartiere storico che racchiude la storia più profonda della città.

📍 Un percorso completo che unisce natura, archeologia e panorami indimenticabili.

👉 Il Tour di Pozzuoli è perfetto per chi vuole vivere un’esperienza autentica nei Campi Flegrei, tra mito, storia e meraviglia.

 

Visita guidata Solfatara di Pozzuoli dall’alto (e dintorni): come prenotare

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Ti aspettiamo per un viaggio tra mito e archeologia: visita di Pozzuoli e scopri il fascino autentico del territorio.
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Visita guidata Solfatara di Pozzuoli e i tesori di Pozzuoli: un itinerario unico



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Il Lago d’Averno dove le lucciole illuminano i sentieri dell’Ade

Lucciole lago d’Averno: un’esperienza tra mito e natura

Il cratere dell’Averno custodisce uno dei paesaggi più affascinanti e misteriosi dei Campi Flegrei, dove mito, storia ed ingegneria romana si intrecciano in un racconto senza tempo.
Partecipa ai nostri tour “Lucciole e Sibilla” e vivi un’esperienza unica tra le lucciole nei Campi Flegrei!

 

Osservare le lucciole nei Campi Flegrei: un evento unico

Con l’arrivo della primavera, la magia dei Campi Flegrei si accende di nuove suggestioni: a partire dal 16 maggio e per tutti i weekend di maggio e giugno, la visita al Lago “senza uccelli” si trasforma in un’esperienza immersiva tra storia, mito e natura, accompagnata dalla danza silenziosa delle lucciole che illuminano il paesaggio dell’Averno.

Un’occasione perfetta per chi desidera vedere le lucciole vicino Napoli, in uno dei luoghi più suggestivi e carichi di fascino del territorio flegreo.

 

Il lago d’Averno tra storia, mito e archeologia

A differenza di altri luoghi dei Campi Flegrei, popolate sin dall’antichità, il lago d’Averno compare più tardi nella storia archeologica, stando ai dati archeologici attuali.

Per secoli questo luogo fu avvolto da un’aura sacra e inquietante: le antiche tradizioni lo identificavano come la porta dell’Oltretomba, dimora delle divinità infernali e accesso al regno dei morti.

Le sorgenti termali che la leggenda voleva alimentate dalle oscure acque dello Stige, insieme all’aspetto selvaggio e impenetrabile del paesaggio, contribuirono ad alimentarne il fascino oscuro.

 

Il Lago d’Averno dove le lucciole illuminano i sentieri dell’Ade

 

Dal mito di Ulisse al Portus Iulius

Lo storico greco Strabone descrive l’Averno come un luogo circondato da alte pareti rocciose e foreste fitte e invalicabili, abitate — secondo la tradizione — dai misteriosi Cimmeri, costretti a vivere in grotte e cavità sotterranee.
Anche Omero lega il lago al mito: qui sarebbe approdato Ulisse per interrogare Tiresia, l’oracolo dei morti, prima della sua discesa nell’Ade.

Il destino dell’Averno cambiò radicalmente nel 37 a.C., quando Marco Vipsanio Agrippa ricevette l’incarico di costruire un grande porto militare a sostegno di Ottaviano nella guerra contro Sesto Pompeo.

Nacque così il Portus Iulius: il lago d’Averno venne trasformato nel bacino interno del porto, collegato al mare tramite un canale navigabile.

Agrippa realizzò inoltre cantieri navali e una complessa rete di infrastrutture sotterranee, affidando i lavori all’architetto Lucio Cocceio Aucto.

 

La Grotta di Cocceio: galleria romana verso l’Averno

Tra le opere del Portus Iulius spicca la Grotta di Cocceio, galleria scavata nel tufo lunga un chilometro che collega Cuma al lago d’Averno.
Costruita tra il 38-36 a.C., impressiona per dimensioni (5-6m larghezza, 12m altezza) e nove pozzi per luce e ventilazione.
Oggi non ancora visitabile ma ancora evocativa dei miti flegrei.

La Grotta della Sibilla Cumana con le lucciole

Vicino alla leggendaria Grotta della Sibilla Cumana – antro dell’indovina che guidò Enea nell’Ade – le lucciole lago d’Averno danzano in primavera, trasformando il tramonto in magia.

L’intera area con terme, ville e cisterne diventa scenario perfetto per i nostri tour serali “Lucciole e Sibilla”, unendo mito antico e natura luminosa dei Campi Flegrei.

Il lago d'Averno visto dal drone

 

Lucciole lago d’Averno: un’esperienza al tramonto

Visitare l’Averno al tramonto, mentre le lucciole illuminano il paesaggio, significa vivere un’esperienza sospesa tra natura, archeologia e mito.

Prossime date!! Approfittane altrimenti dovrai aspettare l’anno prossimo!

Domenica 7 giugno

Venerdì 12 giugno Familytour

Sabato 13 giugno

Domenica 14 giugno

Venerdì 19 giugno Familytour

Sabato 20 giugno

Domenica 21 giugno

Come prenotare

Per informazioni e prenotazioni al tour “Lucciole e Sibilla al lago d’Averno” contattaci ai seguenti canali:


Un invito a riscoprire la natura con occhi nuovi: tra bagliori intermittenti e antiche leggende, il Lago d’Averno si conferma uno dei luoghi più evocativi dove scienza e meraviglia si incontrano.

Prenota subito, non perdere questa occasione!

(per ulteriori dettagli consulta la pagina del nostro sito Visita Lucciole e Sibilla al lago d’Averno)



Il Lago d’Averno dove le lucciole illuminano i sentieri dell’Ade

 

Una visita al castello di Baia. Alla scoperta di tre iscrizioni speciali!

Le tre iscrizioni al castello di Baia

Le epigrafi conservate nelle antiche chiese e nei castelli dell’area flegrea rappresentano una preziosa testimonianza storica del dominio spagnolo e borbonico nel Mezzogiorno d’Italia.

Le tre iscrizioni qui analizzate, provenienti dal contesto del castello di Baia e dei suoi ambienti religiosi, raccontano vicende di militari, nobili e funzionari che tra Seicento e Settecento ricoprirono importanti incarichi al servizio della monarchia.

Don Diego Quintano de Rosales, il castellano della fortezza di Baia

La prima iscrizione, in spagnolo antico, è dedicata a Don Diego Quintano de Rosales, marchese di Matonte e cavaliere dell’Ordine di Santiago.

La lapide ricorda la sua lunga carriera militare e amministrativa. Fu capitano della fanteria spagnola e della cavalleria, oltre che castellano del Castello di Baia per vent’anni.

Il testo sottolinea, anche, il servizio prestato alla corona di Filippo IV, nello stato di Milano e nella Fiandre.
La memoria si conclude con la data della morte, avvenuta il 9 luglio 1655, all’età di cinquantasei anni.

L’epigrafe, caratterizzata da grafia monumentale e forme linguistiche arcaiche, rappresenta un esempio significativo della scultura celebrativa spagnola dell’epoca.

 

La visita al castello di Baia: l'iscrizione dedicata a Don Diego Quintano de Rosales, il castellano della fortezza di Baia

 

L’iscrizione dedicata a Ferdinando IV di Borbone

La seconda iscrizione, in latino, appartiene, invece, all’età borbonica e ricorda il re Ferdinando IV di Borbone.
Il sovrano viene celebrato come il committente del restauro della chiesa della Beata Vergine della Pila, ricostruita nel 1784, perché ormai deteriorata dal tempo.

Il testo segue il tipico stile encomiastico settecentesco. Ferdinando IV è descritto come principe “Pio, Augusto e Magnifico”, figlio di Carlo III, nipote di Filippo V e pronipote del serenisimo Luigi, re di Gerusalemme e di Sicilia.

La lapide ricorda due figure locali coinvolte nell’opera di restauro, ossia il parroco don Giovanni Manganella e Galeazzo Mariscotto di Montalbano, membro dell’Ordine Costantiniano e prefetto delle guarnigioni di Baia e Pozzuoli.

L’iscrizione testimonia non solo l’importanza religiosa dell’edificio, ma anche il legame tra le autorità ecclesiastiche, militari e la monarchia borbonica.

La visita al castello di Bai e l'iscrizione dedicata a Ferdinando IV di Borbone

 

Giuseppe Nicola Caldarera

La terza lapide è una memoria funeraria latina dedicata a Giuseppe Nicola Caldarera, patrizio palermitano e marchese di Caldarera.

L’iscrizione ne esalta le qualità morali — onestà, modestia e fedeltà alla giustizia — secondo i canoni della tradizione epigrafica nobiliare. Anche in questo caso emerge il ruolo strategico di Baia e Pozzuoli. Caldarera fu, infatti, governatore del castello e prefetto di una coorte militare siracusana.

Il testo specifica con precisione l’età del defunto — quarantatre anni, cinque mesi e sette giorni — e la data della morte, il 16 gennaio 1722.

La lapide fu posta dal sacerdote Emanuele Caldarera in memoria del “carissimo nipote”, definito dotato di “anima innocentissima”.

La visita al castello di Baia:: l'iscrizione dedicata a Giuseppe Nicola Caldarera

 

La visita al castello di Baia e l’importanza delle tre iscrizioni

Nel loro insieme, queste tre iscrizioni offrono uno spaccato della storia politica e militare dell’Italia meridionale tra il dominio del Viceregno spagnolo, del Viceregno Asburgico d’Austria e il Regno spagnolo borbonico.

Attraverso formule solenni, titoli nobiliari e riferimenti religiosi, le epigrafi celebrano il prestigio sociale, il servizio alla monarchia e la continuità del potere nelle terre flegree.

Oltre al loro valore storico, esse costituiscono importanti documenti linguistici, infatti il passaggio dallo spagnolo secentesco al latino ufficiale del Settecento riflette l’evoluzione culturale e amministrativa del Regno di Napoli nel corso di due secoli.

 

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Vuoi osservare il castello di Baia dal cielo?
Guarda anche le foto del castello di Baia dal drone!



Le foto del Parco Archeologico di Liternum (dal drone)

Liternum, la colonia romana che ospitò Scipione l’Africano

Liternum era una colonia marittima romana, gemella di Puteoli, legata alla costa flegrea e alla via Domitiana, importante nodo di scambi tra Roma, Puteoli e il Tirreno.
Il sito sorge nei pressi del lago Patria, habitat di numerose specie di uccelli e luogo ideale per passeggiate naturalistiche.

Da un punto di vista storico, Liternum è famosa soprattutto perché fu il luogo dell’esilio volontario e della morte di Publio Cornelio Scipione detto l’Africano, il generale che sconfisse Annibale a Zama.

Dunque, è proprio la visione aerea a restituire con maggiore chiarezza la struttura dell’antica città, sinora scavata.
E difatti, nelle foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone emergono con chiarezza i diversi punti di interesse del sito, riportato alla luce dagli scavi condotti dal’archeologo Amedeo Maiuri, avvenuti tra il 1932 e il 1937.

Dall’alto é possibile riconoscere:

  • il Capitolium
  • il foro
  • i resti della Basilica
  • il piccolo teatro “Odeion”
  • tratti della via Domitiana.

Grazie alle immagini dal drone è possibile leggere meglio l’organizzazione dell’area archeologica, cogliere il legame tra i resti antichi e il contesto naturale circostante, in attesa che il sito archeologico venga riaperto al pubblico.

Per approfondire le singole sezioni, si rimanda alla pagina dedicata sul sito del Parco Archeologico di Liternum.

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

 

Le foto del Parco Archeologico di Liternum dal drone

Quindi, oltre ai resti storici, le foto dall’alto restituiscono il panorama sempre affascinante dei Campi Flegrei.
Con l’orizzonte infinito e il lago Patria che, con la sua superficie calma, si apre verso il mare circostante.
E il paesaggio contribuisce a dare al sito una dimensione ampia, suggestiva e senza tempo.

Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per gli scatti dal drone.

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Lucciole e Sibilla 2026: scienza, racconti mitologici e biodiversità al Lago d’Averno

Lucciole e Sibilla 2026: dal 16 maggio tutti i weekend

Dal 16 maggio 2026, ore 20:00 torna per la sua 14ª edizione uno degli appuntamenti più suggestivi dei Campi Flegrei: “Lucciole e Sibilla”, un’esperienza serale che unisce divulgazione scientifica, patrimonio naturalistico e fascino mitologico, con un percorso guidato attorno al Lago d’Averno e una degustazione finale di prodotti locali.

Un laboratorio naturale sotto le stelle

Il Lago d’Averno, antico cratere vulcanico, rappresenta un ecosistema di grande valore ecologico.
In tarda primavera, le sue sponde si trasformano in un vero e proprio osservatorio a cielo aperto per lo studio delle lucciole.

Durante il tour, guide esperte illustreranno il ciclo vitale delle lucciole tra mito e paesaggio con un’esperienza sensoriale completa.

Durante il tour, i partecipanti potranno godere di una degustazione enogastronomica, pensata per valorizzare i prodotti tipici del territorio flegreo.
Un momento conviviale che completa l’esperienza, stimolando non solo la curiosità intellettuale ma anche i sensi.

Lucciole e Sibilla 2026: scienza, mito e biodiversità al Lago d'Averno

 

Un evento tra ricerca e sostenibilità

“Lucciole e Sibilla” si distingue per il suo approccio multidisciplinare: non è solo un evento turistico, ma un’occasione di educazione ambientale.
La limitazione delle luci artificiali durante il percorso e il rispetto degli habitat naturali fanno parte di una filosofia che promuove un turismo consapevole e sostenibile.

 


Lucciole e Sibilla 2026: informazioni principali

  • 📅 Data: dal 16 maggio 2026 in tutti i weekend di maggio fino a metà giugno circa
  • 🕗 Orario: dalle 20:00
  • 📍 Luogo: Lago d’Averno, Pozzuoli
  • 🌿 Attività: tour guidato, osservazione delle lucciole, racconto storico-mitologico, degustazione

Date

  • 16 maggio sabato
  • 22 maggio Familytour venerdì
  • 23 maggio sabato
  • 29 maggio Familytour venerdì
  • 30 maggio sabato
  • 31 maggio domenica
  • 1 giugno lunedì
  • 5 giugno Familytour venerdì
  • 6 giugno sabato
  • 7 giugno domenica
  • 12 giugno Familytour venerdì
  • 13 giugno sabato
  • 14 giugno domenica

 

Come prenotare

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Un invito a riscoprire la natura con occhi nuovi: tra bagliori intermittenti e antiche leggende, il Lago d’Averno si conferma uno dei luoghi più evocativi dove scienza e meraviglia si incontrano.

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