La lucerna d’oro di Pompei (I secolo d.C.) esposta al MANN
La lucerna d’oro di Pompei, oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), è uno dei reperti più straordinari provenienti dall’area del Tempio di Venere, la divinità tutelare della colonia romana.
Databile al I secolo d.C., la lucerna è realizzata in oro massiccio.
Presenta bilicne, a due beccucci per gli stoppini e una decorazione a motivi vegetali.
Il peso, pari a circa 900 grammi, rende evidente come non si trattasse di un oggetto destinato all’uso quotidiano ma di un manufatto di carattere votivo e cerimoniale, concepito per un contesto sacro di altissimo livello.

Un dono imperiale attribuito a Nerone per Venere
Per il luogo di rinvenimento, la cronologia e l’eccezionalità del materiale, la lucerna d’oro di Pompei è generalmente interpretata come un’offerta imperiale.
In ambito divulgativo e storiografico essa è tradizionalmente attribuita all’imperatore Nerone.
La politica culturale e religiosa di Nerone mostrò una particolare attenzione per il culto di Venere.
Va tuttavia precisato che l’attribuzione a Nerone non è sostenuta da iscrizioni o fonti dirette ma rappresenta un’ipotesi consolidata, basata su elementi di contesto storico e simbolico.
La lucerna costituisce, dunque, una testimonianza preziosa non solo dell’oreficeria romana di età imperiale ma anche del rapporto tra potere politico, religione e rappresentazione simbolica nella Pompei del I secolo d.C.
Un imperdibile gioiello d’arte romana da vedere assolutamente alla prosima visita al MANN!

La lucerna d’oro di Pompei: didascalia e storia presente al MANN
Per completezza di informazione, riportiamo i contenuti dei cartelli presenti al MANN relativi al Tempio di Venere e alla lucerna d’oro.

Il tempio di Venere e il dono di Nerone
Nel 1863, durante gli scavi del tempio, fu rinvenuta un’eccezionale lucerna d’oro, unica nel suo genere, datata nel I secolo d.C.
La sua presenza all’interno dell’edificio è collegata presumibilmente a un dono offerto alla dea da parte di esponenti di rango elevato.
Un’iscrizione graffita nella Casa di Giulio Polibio (IX, 13,3) recita “Munera Poppaea misit Veneri sanctissimae berullum helencumque, unio mixtus erat”. Non era, infatti, difficile che Persone Appartenenti alla cerchia Imperiale facessero delle offerte.
Il santuario ospitava già molte dediche di famiglie eminenti della città ed è presumibile che l’offerta di oreficerie, legate alla dea, sancisse un momento importante del restauro del tempio, danneggiato dal cataclisma.
Webgrafia
La lucerna d’oro di Pompei. Un dono di Nerone a Venere pompeiana, di S. De Caro
La lucerna di Nerone, la favolosa Villa di Oplontis e le meraviglie ancora celate sotto i lapilli, Linkiesta.it. Alberto Angela e la lucerna d’oro di Pompei
Ringraziamo il nostro socio Mario Monfrecola per le foto
————————————————
Vuoi organizzare una visita guidata a Napoli e al MANN?
Contattaci subito!
————————————————




