The importance of Pompeii’s ancient pedestrian crossings:
Imagine walking through the streets of an ancient Roman city, perfectly preserved in time. In Pompeii, every stone tells a storyāeven the pedestrian crossings.
During our guided tour, you will explore one of the most fascinating elements of Roman urban engineering: the raised stepping stones, true predecessors of modern crosswalks.
A small detail that makes a big difference
These stone blocks, placed across the streets, were far from random. They allowed citizens to cross without getting dirty, avoiding water, mud, and waste.
At the same time, they were carefully spaced to let cart wheels pass throughācreating a perfect balance between pedestrian needs and urban traffic.
An immersive experience
Walking through Pompeii, you will:
step on the same crossings used over 2,000 years ago
observe the deep grooves left by cart wheels
understand how mobility worked in a Roman city.
This is not just a visit to ruinsāitās a journey into everyday ancient life.
Why join the guided tour
With an expert guide, you will uncover details often overlooked:
the sophistication of Roman urban engineering,
the organization of streets along cardines and decumani,
the practical solutions designed to improve daily life.
Even the simplest features reveal remarkable ingenuity.
Experience Pompeii like never before
The pedestrian crossings are just one example of how Pompeii continues to amaze visitors today. By joining the guided tour, you wonāt just see the siteāyouāll truly understand how the ancient Romans lived.
How to book your visit at Pompeii
Booking: contact us via phone number, chat whatsapp or email (or use the contact form)
Escursione naturalistica al Monte Nuovo: la passeggiata intorno al cratere
Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei organizza una suggestiva escursione naturalistica al Monte Nuovo, unāesperienza unica tra natura, storia e vulcanologia nel cuore dei Campi Flegrei.
Durante il percorso passeggeremo lungo il cratere, fino a raggiungere la vetta a 133 metri di altitudine, dove un tempo era presente anche una postazione contraerea.
Lungo il tragitto osserveremo la vegetazione che ha colonizzato il vulcano nel corso dei secoli, con soste dedicate alla lettura del paesaggio, approfondimenti storici e archeologici e alla spiegazione dei fenomeni vulcanici tipici dellāarea flegrea.
Come e quando ĆØ nato il Monte Nuovo
Il Monte Nuovo si formò in pochissimo tempo durante lāeruzione del 1538, iniziata il 29 settembre dopo una lunga fase di terremoti, deformazioni del suolo e intensi fenomeni vulcanici nellāarea flegrea.
Lāapertura della bocca eruttiva avvenne nei pressi di Tripergole, in corrispondenza di un settore costiero tra il Lago dāAverno e il Lago Lucrino, e in pochi giorni lāaccumulo dei prodotti eruttivi diede origine al vulcano più giovane dāEuropa continentale.
Tra panorami suggestivi e amanti della natura: passeggiata adatta a tutti
Dalla sommitĆ del cratere sarĆ possibile ammirare uno dei panorami più suggestivi dei Campi Flegrei, con vista sul Lago dāAverno, il Golfo di Pozzuoli e le aree circostanti, rendendo questa escursione naturalistica al Monte Nuovo unāoccasione imperdibile per appassionati e curiosi.
LāattivitĆ ĆØ adatta a tutti coloro che amano camminare nella natura e desiderano scoprire da vicino uno dei fenomeni più affascinanti del territorio campano.
Escursione naturalistica al Monte Nuovo: consigli utili
Seguono alcuni consigli pratici per un percorso adatto a tutti.
Distanza del percorso: circa 2,5 km (anello completo), percorribile tutto l’anno (in estate, preferibile al tramonto)
altezza e dislivello: altitudine massima 133 m s.l.m., dislivello di circa 100 m
DifficoltĆ : facile (adatto anche a principianti con buona mobilitĆ )
Abbigliamento: scarpe da trekking o ginniche con suola antiscivolo, abbigliamento comodo, cappello, acqua
Come prenotare l’escursione naturalistica al Monte Nuovo
Per informazioni e prenotazioni, contattateci ai seguenti canali:
Il Lago d’Averno a Pozzuoli: storia, leggende e i consigli pratici
Nel cuore pulsante dei Campi Flegrei, a pochi passi da Napoli e Pozzuoli, si trova uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di mistero dāItalia: il Lago dāAverno.
Questo specchio dāacqua dāorigine vulcanica non ĆØ soltanto un’oasi naturalistica di grande pregio, ma un vero e proprio crocevia dove la storia romana incontra la mitologia classica.
Se stai organizzando una gita fuori porta o un itinerario nei Campi Flegrei, in questa guida scoprirai la storia, le leggende e i consigli pratici per organizzare al meglio la tua visita al Lago dāAverno.
Il Lago d’Averno tra Mito e Leggenda: La Porta degli Inferi
La fama del Lago d’Averno ĆØ legata indissolubilmente all’antichitĆ classica. Il termine Averno deriva dal greco Aornos, che significa letteralmente “senza uccelli”. In passato, infatti, le intense esalazioni solfuree di origine vulcanica impedivano agli uccelli di sorvolare il bacino, facendoli cadere privi di vita nelle sue acque.
Per questa ragione, i popoli antichi identificarono il lago come il vero e proprio ingresso all’Oltretomba (il regno di Ade per i Greci, l’Averno per i Romani).
L’Eneide e la Sibilla Cumana
Nel VI libro dell’Eneide, il poeta Virgilio sceglie proprio le sponde del Lago d’Averno come scenario per la discesa agli Inferi dell’eroe troiano Enea, guidato dalla celebre Sibilla Cumana:
Ā«Facilis descensus Avernoā¦Ā» (La discesa all’Averno ĆØ facileā¦)
ā Virgilio, Eneide
Ancora prima di Virgilio, la tradizione mitologica greca aveva collocato qui la Nekuia di Ulisse, l’episodio dell’Odissea in cui l’eroe omerico evoca le anime dei defunti.
Geologia e Origine del Cratere Vulcanico
Dal punto di vista geologico, il Lago dāAverno ĆØ un classico lago craterico formatosi circa 4.000 anni fa a causa dell’attivitĆ vulcanica dei Campi Flegrei.
Natura: Cratere vulcanico estinto.
ProfonditĆ massima: Circa 30 metri.
Fauna e Flora: Oggi le esalazioni tossiche sono un lontano ricordo. Il lago ĆØ un’oasi protetta dove nidificano svassi, folaghe e germani reali, circondato da rigogliosa macchia mediterranea e vigne secolari.
Cosa Vedere al Lago d’Averno: Archeologia Romana
Sulle sponde del lago si conservano importanti testimonianze dell’ingegneria e dell’architettura dell’antica Roma.
1. Il Tempio di Apollo
L’elemento archeologico più imponente lungo le rive ĆØ il cosiddetto Tempio di Apollo. Si tratta in realtĆ dei resti di una maestosa sala termale romana risalente al II secolo d.C., originariamente coperta da una cupola di dimensioni monumentali, seconda nell’antichitĆ soltanto a quella del Pantheon di Roma.
Nel 37 a.C., per volere di Marco Vipsanio Agrippa, il Lago d’Averno fu collegato al vicino Lago Lucrino e al mare per creare il Portus Iulius, una grandiosa base militare per la flotta navale romana.
3. La Grotta di Cocceio
Un’opera d’ingegneria militare unica al mondo: una galleria scavata nel tufo dall’architetto Cocceio per collegare direttamente il Lago d’Averno con l’acropoli di Cuma.
AttivitĆ e Passeggiata al Lago d’Averno
Oggi il lago ĆØ una delle mete preferite dagli amanti della natura e dello sport all’aria aperta.
Percorso ad anello: Il perimetro del lago offre un sentiero pianeggiante di circa 3 km, perfetto per passeggiate, jogging o pedalate in bicicletta.
Degustazioni di vini flegrei: Sulle colline che circondano il bacino vulcanico si coltivano uve autoctone. Qui potrai degustare due celebri DOC dei Campi Flegrei: la Falanghina e il Piedirosso (detto locale Pere ‘e Palummo).
Birdwatching: Un luogo ideale per osservare diverse specie di uccelli acquatici stanziali e migratori.
āāāāāāāāāāāāāāāā
Vuoi organizzare una visita guidata al lago d’Averno o nei Campi Flegrei (e dintorni)? Contattaci subito!
LāāOdisseaā secondo Christopher Nolan, un film del 2026
Con il suo ultimo e monumentale kolossal intitolato Odissea, il regista britannico Christopher Nolan compie il suo viaggio più ambizioso, rileggendo il mito millenario di Omero attraverso le lenti della moderna psicanalisi e della destrutturazione temporale.
Il film, della durata di 172 minuti, si distacca dai canoni del classico film dāavventura mitologico per trasformarsi in un dramma intimo, cupo e profondamente pacifista, in cui il vero labirinto da esplorare non ĆØ il Mar Mediterraneo ma la mente umana.
Coerentemente con la sua intera filmografia, Nolan rifiuta una narrazione lineare. La trama si sviluppa su quattro piani temporali interconnessi che si rincorrono e si sovrappongono costantemente, evocando la metafora visiva della tela di Penelope:
I dieci anni della sanguinosa e brutale guerra di Troia, mostrata senza sconti o mitizzazioni eroiche.
I sette anni di prigionia psicologica sullāisola di Ogigia con la ninfa Calipso (Charlize Theron), dove Ulisse, confuso dagli effetti dei fiori di loto, tenta di ricostruire i propri ricordi frammentati.
Il periglioso viaggio di ritorno per mare, costellato da incontri iconici riletti in chiave allucinatoria o horror, come la mutazione dei soldati operata da Circe (Samantha Morton).
Il caos a Itaca, dove la spregiudicata fazione dei Proci, guidata dal mellifluo Antinoo (Robert Pattinson), stringe d’assedio la corte, costringendo il giovane Telemaco (Tom Holland) a imbarcarsi in una disperata ricerca del padre.
Il nucleo centrale della narrazione ruota attorno al concetto di nostos (il ritorno).
Tuttavia, il regista ribalta il finale omerico tradizionale: il ritorno a casa non ĆØ un lieto fine, ma la presa di coscienza che il tempo ha cambiato tutto in modo irreversibile.
Personaggi, interpreti: profilo psicologico e tratti distintivi
Nolan, supportato da un cast stellare, destruttura gli archetipi epici per restituire figure complesse, fragili e spaventosamente moderne.
Ulisse (Matt Damon)
Lontano dall’eroe astuto e orgoglioso della tradizione, l’Ulisse nolaniano ĆØ delineato come un reduce tormentato. Schiacciato dal senso di colpa per lo sterminio perpetrato a Troia tramite l’inganno del cavallo di legno. La sua vera sfida non ĆØ sconfiggere i mostri, ma smettere di combattere il proprio destino e accettare la propria vulnerabilitĆ .
Penelope (Anne Hathaway)
Non ĆØ una figura passiva che attende inerme. La sua ĆØ una resistenza psicologica monumentale. Penelope incarna la lucida fermezza di chi deve gestire il lutto della scomparsa e la pressione politica dei Proci, preservando l’ordine mentale e sociale di una patria al collasso.
Telemaco (Tom Holland)
Rappresenta l’avventatezza della giovinezza combinata con l’angoscia dell’abbandono. Cresciuto all’ombra di un padre leggendario ma assente, Telemaco si lancia in mare non solo per dovere filiale, ma alla disperata ricerca di una propria identitĆ speculare a quella del genitore.
Antinoo (Robert Pattinson)
L’antagonista principale non ĆØ un semplice bruto, bensƬ un manipolatore politico freddo e mellifluo. Rappresenta la personificazione della sete di potere cinica e del decadimento morale che approfitta del vuoto istituzionale e della debolezza altrui.
Atena (Zendaya)
Descritta dalla critica come il vero cuore pulsante dell’opera, Atena non interviene come un deus ex machina visibile. Ć piuttosto una coscienza interiore, la personificazione della saggezza universale e della natura stessa che guida Ulisse verso l’accettazione della realtĆ .
Un’Opera sul Trauma del Presente
Attraverso la superba fotografia in IMAX di Hoyte van Hoytema e le musiche viscerali di Ludwig Gƶransson, Nolan trasforma l’epica classica in un j’accuse pacifista contro le derive geopolitiche contemporanee.
L’identitĆ di Ulisse si dissolve nel mare per poi ricomporsi solo quando l’eroe impara a guardarsi dentro, accettando che l’unica vera terra d’approdo ĆØ la pace con le proprie debolezze.
Pozzuoli, candidata a Capitale dellāArte Contemporanea 2028 con il progetto āLa CittĆ delle fragilitĆ creativeā
POZZUOLI ā Abitare l’incertezza, camminare su un suolo che si solleva e si abbassa da millenni, e trasformare quella stessa instabilitĆ in un motore di rigenerazione culturale.
L’antica cittĆ flegrea presenta al Ministero della Cultura il dossier di candidatura per il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2028.
Il manifesto programmatico ĆØ racchiuso in un titolo evocativo e carico di significato: āLa CittĆ delle fragilitĆ creativeā.
Qui, nel cuore ardente dei Campi Flegrei, il bradisismo cessa di essere soltanto un fenomeno geologico da monitorare o una minaccia da temere, per farsi matrice di una nuova energia progettuale.
Il Bradisismo come Musa: l’arte per ricucire le ferite
L’iniziativa nasce da una consapevolezza profonda: la vera forza di un territorio risiede nel riconoscimento della propria vulnerabilitĆ .
Il progetto ĆØ stato ideato da Paolo Lubrano, direttore generale dellāiniziativa, e sviluppato insieme al direttore artistico Francesco Cascino, al regista Luigi Pingitore e a un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte.
A supporto della visione di Pozzuoli si ĆØ mossa una rete istituzionale imponente che unisce eccellenze della ricerca e dello studio: le universitĆ Federico II e LāOrientale, lāIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il CNR e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
Da “Panorama 2025” a laboratorio permanente
La candidatura non nasce dal nulla, ma raccoglie e amplifica l’ereditĆ di Panorama Pozzuoli, la grande mostra diffusa organizzata nel settembre del 2025 dal consorzio di gallerie Italics. Quell’evento ha dimostrato sul campo come i linguaggi del contemporaneo possano abitare e risignificare i complessi spazi storici della cittĆ .
Il piano per il 2028 punta a estendere questa esperienza a tutto il territorio urbano, creando un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Il programma prevede interventi artistici mirati che collegheranno i siti monumentali e le aree più sensibili:
Il centro storico: Dal Rione Terra all’Anfiteatro Flavio, passando per il Macellum (il Tempio di Serapide), simbolo globale delle misurazioni del bradisismo.
La costa e il mare: Fino ai confini sommersi di Baia.
I Quartieri della ricostruzione: Un focus speciale sarĆ dedicato agli insediamenti sorti dopo le grandi crisi bradisismiche degli anni Settanta ed Ottanta (come Toiano e Monterusciello). Gli artisti internazionali saranno chiamati a co-progettare opere insieme agli abitanti, trasformando l’ascolto delle comunitĆ in patrimonio pubblico permanente.
L’orizzonte internazionale: il Patto delle CittĆ Fragili
Pozzuoli punta a superare i confini locali per proporre un modello applicabile a livello globale. All’interno del dossier ĆØ inclusa la proposta del Patto delle CittĆ Fragili, un network internazionale tra comunitĆ che condividono sfide ambientali, geologiche o sociali, dove l’art thinking, il pensiero artistico applicato alla risoluzione dei problemi complessi, diventa uno strumento chiave per immaginare nuove forme di convivenza e resilienza.
Pozzuoli, Capitale dellāArte Contemporanea 2028: proclamazione entro il 30 ottobre
La partita per il titolo entra ora nella sua fase calda. Il bando del MiC ha raccolto le candidature e la cittĆ vincitrice sarĆ proclamata ufficialmente entro il 30 ottobre, dopo le valutazioni della giuria ministeriale.
Tra la terra che si muove e il mare che osserva, Pozzuoli dimostra che la vera bellezza non ha paura di tremare.
Tutti i social del Gruppo Archeologico Campi Flegrei
Il Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ presente su diversi canali social con un solo, semplice obiettivo: condividere informazioni.
Dunque, per restare sempre aggiornati sui nostri eventi, leggere gli articoli di approfondimento e i comunicati stampa dell’associazione, rivedere le foto delle visite guidate, contattarci per chiedere informazioni e prenotarsi… seguiteci tramite il sito web e i diversi profili social.
Il sito web e la newsletter
Il sito web dell’associazione gruppoarcheologicocampiflegrei.it ĆØ la nostra sede digitale. Sempre aggiornato, con le proposte degli eventi e i post sulle passeggiate organizzate.
Il sito web funge da archivio storico dell’associazione ma anche da strumento per informare tutti gli interessati sulle future iniziative.
Oltre ai link a tutti i profili social, ĆØ possibile registrarsi alla newsletter. Inviamo una e-mail alla settimana con il riepilogo delle attivitĆ svolte e le proposte degli eventi futuri.
Per registrarsi e ricevere le news via posta elettronica, compilate il modulo seguente (e, per annullare la registrazione, basta un clic).
Il canale WhatsApp
Il canale WhatsApp del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS ĆØ uno strumento veloce e immediato per ricevere le novitĆ dell’associazione direttamente sul proprio smartphone.
Consci del continuo bombardamento di notifiche a cui siamo sottoposti ogni giorno, garantiamo invii discreti, mai invadenti, essenziali.
Per iscriverti al nostro canale WhatsApp, clicca sul bottone:
Per chi predilige immagini e video, i profili Instagram e TikTok del Gruppo Archeologico Campi Flegrei raccontano il territorio attraverso fotografie, reel e brevi video dedicati alle visite guidate, ai siti archeologici, alle curiositĆ storiche e alle attivitĆ dell’associazione.
Un modo semplice e coinvolgente per restare sempre aggiornati sulle nostre iniziative.
Il vino nell’antica Roma non era una semplice bevanda, ma un pilastro fondante dell’identitĆ culturale, economica e religiosa.
Essi seppero trasformare la produzione vinicola in una vera e propria produzione su vasta scala, capace di muovere merci, assi e sesterzi.
Inizialmente, nella Roma arcaica, il vino era un bene di lusso strettamente regolamentato. Con la nascita della ville rusiche, un esempio è la Villa del Torchio di Quarto, la coltivazione della vite divenne una delle attività agricole più redditizie, trasformando il paesaggio agrario.
Visita guidata gratuita alla Villa del Torchio di Quarto
Due volte al mese, il Gruppo archeologico dei Campi Flegrei APS organizza una visita guidata alla Villa del Torchio di Quarto. La passeggiata archeologica, autorizzata dal Comune di Quarto e dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, ĆØ gratuita per tutti i visitatori.
Prossimo appuntamento: domenica 2 agosto ore 20,00. Per prenotarti alla visita gratuita alla villa romana del torchio di Quarto di domenica 2 agosto ore 20,00 contattaci:i:
I Romani possedevano tecniche di vinificazione sorprendentemente avanzate. Dopo la vendemmia (deriva dal latino vindÄmia, composto a sua volta da vinum (vino) e demere (togliere o raccogliere), l’uva veniva pigiata nei calcatoria e, poi, pressata con grandi torchi a vite o a leva.
Il mosto veniva fatto fermentare in grandi orci di terracotta interrati, chiamati dolia.
Il vino romano, tuttavia, era molto diverso da quello moderno. Era denso, ad alta gradazione alcolica e spesso incline all’ossidazione. Per questo motivo, veniva frequentemente miscelato con miele, spezie (come pepe e zafferano) e resine.
Cratere di Polignoto custodito nel Museo archeologico del Castello di Baia. La decorazione presente sul vaso attico a figure rosse, datato alla metĆ del V sec. a.C., e proveniente dai ricchi corredi delle necropoli cumane, mette in scena il mondo di Dioniso e il potere del vino. (fonte pafleg.it)
Gli antichi vini più pregiati della Campania
Non tutti i vini erano uguali. Esisteva una vera e propria gerarchia della qualitĆ :
Il Falerno: Prodotto al confine tra Lazio e Campania, era il vino più pregiato in assoluto, bianco, forte e capace di invecchiare per decenni.
Il Cecubo e il Massico: Altri vini campano-laziali celebrati per l’eccellenza.
Il Vino di Pompei: Prodotto sulle pendici del Vesuvio, era commercializzato in tutto l’Impero, sebbene non sempre di altissima qualitĆ .
I vini meno pregiati: Come il posca (acqua e aceto di vino), la bevanda quotidiana dei soldati e dei ceti più poveri.
Il Banchetto: Spazio Sociale e Ideologico
Il luogo d’elezione per il consumo del vino era il banchetto (convivium), che si svolgeva nel triclinium dell’abitazione.
Il consumo era regolato dal magister bibendi (o rex convivii), che estratto a sorte decideva le proporzioni della miscelazione tra acqua e vino (bere vino puro, merum, era considerato un costume barbarico) e stabiliva il numero di coppe che ogni commensale potesse bere.
Il Vino per la Vita e per la Morte: Rituali e Religione
Il vino legava indissolubilmente il mondo dei vivi a quello degli dei e dei defunti.
Il vino per la vita: Il culto di Libero e Bacco
Inizialmente associato a Liber Pater, divinitĆ italica della fertilitĆ e della viticoltura, il vino venne poi assimilato al culto di Bacco (il Dioniso greco). I Bacchanalia, feste rituali incentrate sull’estasi mistica provocata dal vino, divennero cosƬ popolari e potenzialmente sovversivi che il Senato romano dovette proibirli drasticamente nel 186 a.C. con il celebre Senatusconsultum de Bacchanalibus.
Il vino, simbolo di sangue e di vita rigenerata, leniva la sete dell’anima nell’Oltretomba e manteneva vivo il legame tra la famiglia e gli antenati.
Fonti Bibliografiche Antiche
La nostra conoscenza del vino romano si basa su un ricco corpus di fonti letterarie:
Marco Porcio Catone (De Agri Cultura, II sec. a.C.): Offre una visione pragmatica della gestione della vigna e della produzione vinicola come business.
Marco Terenzio Varrone (De Re Rustica, I sec. a.C.): Analizza l’evoluzione scientifica e razionale della viticoltura italica.
Lucio Giunio Moderato Columella (De Re Rustica, I sec. d.C.): Rappresenta il culmine della trattatistica agraria romana, con capitoli dettagliatissimi sulla cura delle viti, l’innesto e la conservazione del vino.
Plinio il Vecchio (Naturalis Historia, I sec. d.C.): Nel Libro XIV traccia una vera e propria “mappa dei vini” dell’Impero, catalogando i migliori vitigni, i territori d’eccellenza e i metodi di adulterazione.
Orazio e Marziale: Nelle loro opere poetiche e satiriche, descrivono vividamente l’atmosfera dei banchetti, l’ebbrezza, la ricerca del Falerno d’annata e le ipocrisie sociali legate al servizio del vino.
Petronio Arbitro (Satyricon, I sec. d.C.): Nella celebre Cena di Trimalcione, il vino (tra cui l’esagerato “Falerno Opimiano di cento anni”) diventa lo strumento ostentativo della ricchezza volgare del liberto arricchito.
Statua di Dioniso con pantera, proveniente dal ninfeo sommerso della Villa dell’Imperatore Caudio a Baia, custodita nel Museo archeologico del Castello di Baia.
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Vuoi organizzare una visita guidata nei Campi Flegrei (e dintorni)? Contattaci subito!
Le foto della Solfatara dal drone: per comprendere i Campi Flegrei
Osservare dall’alto la Solfatara di Pozzuoli chiarisce al meglio l’origine del termine “Campi Flegrei”.
Difatti, i Campi Flegrei devono il loro nome al greco phlegraios, āardenteā: una definizione che racconta perfettamente lāanima di questa terra, sospesa tra fuoco, storia, meraviglia e una Natura rigogliosa.
Oggi la Solfatara non ĆØ visitabile. Ma con le nostre visite guidate personalizzate a Pozzuoli organizzate per le specifiche esigenze dei partecipanti, raggiungiamo un punto panoramico per ammirare il fascino di questo lembo di terra, proprio nel cuore dei Campi Flegrei.
CosƬ in una calda mattinata di inizio luglio, il drone decolla pronto a catturare qualche scatto da condividere con chi ama il nostro territorio. E nonostante l’abitudine a questo spettacolo, le foto della Solfatara dall’alto mostrano un paesaggio capace di non lasciare indifferenti. Le fumarole ricordano la potenza di questo cratere vulcanico, tra i simboli più riconoscibili dellāarea flegrea.
A Pozzuoli, dall’Anfiteatro Flavio al Rione Terra
Osservare la Solfatara ĆØ uno stimolo per visitare gli altri punti di interesse di Puteoli:
I sedici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS: 7 luglio 2026
I sedici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS sono un traguardo importante, da sottolineare.
Unāassociazione, che opera sul territorio da cinque lustri (e un anno), rappresenta una realtĆ rara, da valorizzare e, ci auguriamo, da apprezzare sempre di più.
Non desideriamo autocelebrarci, ma vogliamo condividere questo momento.
Il 7 luglio 2026, giorno simbolico per il compleanno del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS – fondato sedici anni fa dalla volontĆ della nostra presidente Raffaella Iovine – festeggeremo insieme questo anniversario.
Il regalo? Il nuovo logo.
I sedici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS tra passione e valorizzazione del territorio
Quel ā16ā in evidenza racconta molto di noi: la giovane etĆ dellāassociazione (in fondo, siamo ancora adolescenti), ma anche la passione di tante persone ā archeologi, guide turistiche, informatici, fotografi, insegnanti e tutti i partecipanti alle nostre attivitĆ ā che nel tempo hanno contribuito a costruire una realtĆ oggi punto di riferimento nei Campi Flegrei.
In questi sedici anni, lunghi eppure volati, quanti siti abbiamo visitato e raccontato?
Luoghi noti e meno conosciuti, tutti presentati con cura e passione, con un obiettivo chiaro: far conoscere le bellezze dei Campi Flegrei e contribuire alla tutela del loro straordinario patrimonio storico e culturale.
Eppure, i sedici anni del Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS sono soltanto una tappa di un percorso che guarda al futuro, con nuovi progetti, nuove visite guidate e la stessa passione che ci accompagna da quel 7 luglio del 2010.
Come seguirci
Per restare aggiornati su eventi, visite e attivitĆ dell’associazione sono presenti diversi canali, tutti sempre aggiornati e mai invadenti:
Quante volte siamo stati al Rione Terra di Pozzuoli o in visita al Parco Archeologico di Cuma? Dunque, ĆØ un’emozione speciale rivedere su Rai1 le immagini di quei siti a noi tanto cari! Lo stesso vale per le meraviglie del Parco Archeologico di Cuma e il leggendario Antro della Sibilla raccontati dal direttore Fabio Pagano.
Una nota di merito ai due simpatici conduttori Margherita Granbassi e Nicola āTintoā Prudente: con la loro simpatia e leggerezza mostrano all’intera Italia le bellezze archeologiche e gastronomiche del nostro amato territorio.
I dati di ascolto
La puntata di Linea Verde sui Campi Flegrei di domenica 28 giugno ha registrato oltre 2.625.000 telespettatori, registrando uno share del 23,9%.
Un risultato straordinario a dimostrazione del fascino intramontabile dei Campi Flegrei.
Come visitare i Campi Flegrei
Se la trasmissione di Rai1 ha stuzzicato la curiositĆ di tanti spettatori, ĆØ il momento di visitarli di persona. E allora, affidatevi al Gruppo Archeologico Campi Flegrei APS che, da anni, organizza visite guidate nei Campi Flegrei per privati, gruppi, associazioni, scuole.
Contattateci ai nostri numeri e insieme struttureremo il miglior percorso di visita personalizzato:
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